Auto, la Pec sarà obbligatoria: senza domicilio digitale niente revisione e passaggio di proprietà

La Pec potrebbe diventare indispensabile per una serie di attività correlate all'auto, dalla revisione al passaggio di proprietà

Foto di Mauro Di Gregorio

Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

3 min di lettura

Chiedi a QuiFinanza

La Pec potrebbe diventare presto indispensabile per chi possiede un’auto, una moto o qualsiasi altro veicolo a motore immatricolato in Italia. La novità è contenuta nel testo-base del nuovo Codice della strada sul quale il ministero dei Trasporti guidato da Matteo Salvini ha aperto una pubblica consultazione.

Se le nuove regole saranno confermate, il domicilio digitale diventerà una condizione necessaria per le operazioni correlate ai veicoli, dall’acquisto al passaggio di proprietà di una vettura usata, fino alla revisione.

Senza Pec niente revisione dell’auto

Il meccanismo previsto è questo, in sintesi: il proprietario del veicolo dovrà avere un indirizzo di Posta elettronica certificata, la cosiddetta Pec, e registrarlo nell’Inad, l’Indice nazionale dei domicili digitali.

Va ribadito: il testo-base non è ancora legge, ma solo oggetto di una consultazione pubblica e le associazioni di settore sono chiamate a esprimere il proprio parere o a presentare eventuali proposte di modifica entro il 13 settembre.

Senza Pec, in prospettiva, nessuno potrebbe più acquistare o vendere un veicolo. Ma neppure guidarlo, senza rischiare multe per mancata revisione. Ma attenzione: l’obbligo non sarebbe richiesto fin da subito a tutti i proprietari delle auto già presenti sulle strade italiane. Per i veicoli già circolanti, il sistema previsto è progressivo: la Pec diventerebbe necessaria quando il proprietario dovesse effettuare una delle operazioni indicate dalla nuova disciplina.

Uno dei casi più importanti individuati dal nuovo Codice della strada riguarda il mercato dell’usato: chi acquista un’auto già immatricolata dovrà fornire il proprio indirizzo Pec per completare il trasferimento della proprietà. La stessa condizione riguarderebbe altre operazioni amministrative legate al veicolo, tra cui l’aggiornamento della carta di circolazione, la nazionalizzazione e la reimmatricolazione. In quest’ultimo caso, l’obbligo potrebbe interessare, per esempio, chi deve reimmatricolare un’auto dopo il furto o lo smarrimento (o il deterioramento) della targa.

Secondo le regole attuali, la revisione dell’auto deve essere effettuata per la prima volta dopo quattro anni dalla prima immatricolazione e successivamente ogni due anni. Con la nuova disciplina, oltre a rispettare le tempistiche occorrerà dotarsi di una Pec.

Obbligo anche per le targhe estere

La nuova disciplina si applicherebbe anche ai veicoli immatricolati all’estero ma nella disponibilità di persone residenti in Italia. In particolare, l’iscrizione al Reve, il Registro dei veicoli esteri, sarebbe soggetta al possesso di una Pec.

La Pec dovrà rimanere attiva

Secondo l’impostazione del Ministero, il domicilio digitale comunicato alle autorità dovrà rimanere attivo per tutto il periodo durante il quale il proprietario mantiene il veicolo. Sarà comunque possibile sostituirlo con un altro indirizzo valido. L’obiettivo è garantire un canale di comunicazione digitale ufficiale tra amministrazione e proprietario del mezzo, con valore legale per le comunicazioni e le notifiche relative al veicolo.

Ma oltre a questo, ci sarebbero anche delle ricadute: dotando ogni automobilista di una Pec, il Ministero del Trasporti riuscirebbe a rendere più semplice e rapido notificare multe e provvedimenti. Il Ministero riuscirebbe inoltre a risolvere il problema dei dati non sempre aggiornati: con la nuova disciplina, proprietari, veicoli, indirizzi e comunicazioni saranno gestiti tramite un unico canale digitale: i dati non saranno più gestiti attraverso archivi differenti.