Euro digitale, il Parlamento europeo approva il regolamento: cosa cambia e quando arriva

Il Parlamento europeo ha approvato il regolamento che permetterà di introdurre l'euro digitale: come funzionerà, cos'è e soprattutto cosa non è il nuovo metodo di pagamento

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Il Parlamento europeo ha approvato il regolamento che permetterà di introdurre l’euro digitale. Si tratta solo di una cornice giudica, una legge che permetterà alla Bce di introdurre la moneta digitale quando tutti i dettagli tecnologici saranno definiti. L’entrata in circolazione è prevista nel 2029.

L’euro digitale è un’alternativa al contante. È esattamente uguale alla moneta fisica, ma è smaterializzata, con portafogli accessibili tramite app. Non avrà bisogno di internet, non sarà tracciabile e non avrà commissioni per l’utente e per i commercianti. Fa paura alle banche, che temono una corsa agli sportelli, e alle società statunitensi di che gestiscono i circuiti di pagamento.

Il Parlamento europeo ha approvato l’euro digitale

L’euro digitale ha la sua legge. Il Parlamento europeo ha approvato un regolamento che stabilisce le regole giuridiche per la valuta digitale. Il regolamento europeo è uno degli strumenti legislativi più forti che l’Ue possiede:

  • entra in vigore automaticamente in tutti gli Stati;
  • non deve essere recepito dai Parlamenti nazionali;

Deve comunque essere approvato dal Consiglio dell’Ue, che riunisce tutti i capi di Stato e di governo, quindi gli Stati membri hanno sempre la possibilità di dissentire.

L’approvazione non significa però che l’euro digitale sia entrato in vigore. Il processo che porterà questo nuovo metodo di pagamento in tutta l’Ue è ancora lungo e bisognerà attendere il 2029 perché sia implementato in tutti i Paesi dell’Eurozona.

Cos’è, come funziona e cosa non è l’euro digitale

L’euro digitale è un metodo di pagamento alternativo a carte di credito, di debito e contanti. Funziona esattamente come i contanti, ma attraverso tecnologie digitali. Un euro digitale varrà quanto un euro fisico. Ogni cittadino europeo avrà un portafogli digitale, accessibile con un’app ma utilizzabile senza internet, dove potrà spostare il proprio denaro.

I vantaggi dell’euro digitale sono:

  • l’assenza di commissioni, sia per l’utente, sia per i commercianti;
  • l’assenza di tracciamento, esattamente come accade per i contanti;
  • il controllo dei circuiti di pagamento interamente europeo.

Attorno all’euro digitale si è creata una narrazione distorta negli ultimi mesi. È quindi importante sottolineare che:

  • non si tratta una criptovaluta come Bitcoin o Etherium;
  • non verrà imposto al posto del contante, che resterà normalmente utilizzabile.

L’euro digitale sarà però una moneta corrente dell’Ue. Questo significa che tutti gli esercizi commerciali dovranno accettarlo.

Chi critica l’euro digitale

In politica, gli unici a non aver sostenuto l’euro digitale sono i Conservatori europei (il gruppo di Fratelli d’Italia) e i Patrioti europei (il gruppo della Lega), I primi sostengono che si tratti di una sostituzione forzata del contante, i secondi che serva a tracciare i pagamenti. Come visto, entrambe le paure sono infondate.

In economia, a temere l’euro digitale sono le banche e le grandi aziende statunitensi che gestiscono i circuiti di pagamento, come Mastercard, Visa, ma anche PayPal. In questo caso, i timori sono molto più fondati.

Le banche hanno paura che i correntisti trasferiscano il denaro del loro conto corrente al portafogli digitale grosse quantità di denaro. Per questo, il regolamento sull’euro digitale ha previsto un limite massimo alla quantità di soldi che potranno essere messi nel portafogli digitale, probabilmente tra 3mila e 4mila euro.

Le società che gestiscono i circuiti di pagamento, invece, non avranno garanzie. L’euro digitale farà concorrenza a una parte importante dei loro servizi, quella delle carte di debito (quelle che in Italia chiamiamo Bancomat, dal nome della prima società che ha gestito il circuito nazionale di pagamenti) e dei pagamenti digitali.

L’euro digitale serve proprio anche a ridurre l’enorme potere che queste aziende hanno sull’economia europea. Se domani gli Stati Uniti dovessero impedire loro di operare in Europa, molti Stati si troverebbero senza un modo di fare pagamenti che non sia il contate o i bonifici bancari.