Nuovi Ogm, l’Ue approva le tecniche genomiche: cosa sono le Ngt e quali sono i rischi

Le regole approvate a Bruxelles dividono i coltivatori: i promotori puntano sulla resilienza climatica, gli agricoltori denunciano rischi

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Sono in arrivo dei nuovi Ogm. Lo ha deciso il Parlamento europeo, approvando in via definitiva le norme in materia delle Nuove tecniche genomiche (Ngt) che avevano già avuto l’ok provvisorio dal Parlamento e dal Consiglio nel dicembre 2025. Sulle tempistiche: tra due anni saranno valide le nuove norme per le piante prodotte in UE e quelle importate.

Il Parlamento europeo, visto il tema considerato delicato per molti, ha spiegato cosa sono le Ngt e perché sono diverse dagli Ogm. In primo luogo vengono considerate sicure o, per usare le parole precise, “non comportano rischi superiori a quelli associati alle tecniche di miglioramento genetico convenzionali”. Ma soprattutto racconta il motivo dell’aggiornamento della normativa: serve un sistema alimentare più sostenibile e resiliente. Le Ngt permettono l’accesso a piante più resistenti al clima e ai parassiti, per esempio.

C’è chi festeggia il passo storico e chi invece, come l’associazione dei produttori e trasformatori biodinamici, parla apertamente di una decisione “profondamente preoccupante”. Cerchiamo di capire meglio cosa sono questi nuovi Ogm, a cosa servono e perché vengono criticati da una parte del settore agricolo.

Cosa sono le Ngt e qual è la differenza con gli Ogm?

Prima di entrare nel dettaglio del nuovo regolamento europeo, proviamo a spiegare cosa sono questi nuovi Ogm e come si differenziano da quelli tradizionali.

Cosa sono gli Ogm

Lo spauracchio degli Ogm deriva in buona parte dal suo nome. La sigla, sciolta, indica gli “organismi geneticamente modificati”. Sono quindi organismi modificati per consentire nuove caratteristiche nelle piante e di migliorare quelle esistenti. Alcune piante sono oggi più resistenti agli insetti o ai cambiamenti climatici.

Non è qualcosa che si pratica in laboratori dalle luci sinistre: la storia dell’agricoltura è fatta di modifiche al patrimonio genetico delle piante tramite selezione e incrocio, per esempio.

In Ue il regolamento per gli Ogm è molto rigido, solo poche varietà modificate sono coltivate e solo perché hanno superato severe valutazioni scientifiche.

Cosa sono le Ngt

Dalle modifiche tradizionali agli Ogm, fino ai più recenti sviluppi nel campo delle biotecnologie che hanno portato a nuove tecniche di editing del genoma. Sono proprio queste “nuove tecniche genomiche” (le Ngt) al centro della nuova legge adottata dal Parlamento europeo.

Come leggiamo sul sito ufficiale del Parlamento, la differenza tra Ogm e Ngt è che:

gli Ogm sono per lo più ottenuti inserendo nella pianta un gene di una specie diversa, mentre le Ngt consentono di apportare modifiche mirate al DNA della pianta stessa.

Gli Ogm contengono materiale genetico che non si sarebbe potuto ottenere attraverso metodi di selezione convenzionali, mentre le Ngt accelerano i cambiamenti che si sarebbero potuti verificare con le tecniche tradizionali.

Cosa c’è nel regolamento sui nuovi Ogm

Con le nuove norme, rese necessarie per aggiornare il regolamento sugli Ogm, le piante modificate saranno suddivise in due categorie con obblighi giuridici diversi.

Le categorie sono:

  • Ngt-1, riguarda le piante con modifiche che si sarebbero potute ottenere con tecniche di selezione convenzionali. Saranno considerate alla stessa stregua delle piante selezionate convenzionalmente, in quanto presentano un numero e un tipo di modifiche limitati. Le piante modificate per la tolleranza agli erbicidi o per la produzione di sostanze insetticide non possono essere trattate come piante della categoria Ngt-1;
  • Ngt-2, riguarda le piante che hanno subito modificazioni genetiche più ampie o complesse. Sono regolate dalle rigorose norme in materia di Ogm già in vigore e saranno soggette a valutazione del rischio, autorizzazione, etichettatura, tracciabilità e possibilità di esclusione della coltivazione da parte degli Stati membri.

I vantaggi delle Ngt

Si applaude in Europa per quella che è stata definita “una vittoria storica per gli agricoltori e per il futuro”; soddisfatta anche l’Italia, o meglio il ministero dell’Agricoltura e della sovranità alimentare che ha già aperto alle Ngt (o “TEA”, che sta per tecniche di evoluzione assistita) con il progetto TEA4IT che ha risorse per 10 milioni di euro.

Il motivo della soddisfazione, come riporta il sito del Parlamento europeo, è l’opportunità di avere:

un accesso molto più rapido a varietà vegetali migliorate che sono resistenti al clima e ai parassiti, offrono rese più elevate o richiedono un minor impiego di fertilizzanti e pesticidi. In questo modo sarà possibile ridurre la dipendenza degli agricoltori dalle importazioni e aumentare la loro competitività.

L’obiettivo è, si legge, la sostenibilità perché le Ngt permetterebbero:

  • prodotti più sani;
  • una durata di conservazione più lunga;
  • meno sprechi alimentari;
  • minor impatto ambientale.

Chi si oppone: 21 organizzazioni italiane

Sono numerose le realtà che si oppongono al nuovo regolamento. Per esempio Slow Food, citata da Lifegate, che accusa il Parlamento europeo di:

aver completamente ceduto alle pressione della lobby agrochimica, anteponendo definitivamente i prodotti delle industrie all’autonomia degli agricoltori, alla tutela dell’ambiente e ai diritti dei cittadini.

La critica principale è all’eliminazione dell’etichettatura e della tracciabilità, che rischia di privare i cittadini europei del diritto di sapere cosa coltivano e cosa mangiano. È la prima volta che in Ue si decide di ridurre le informazioni disponibili in etichetta invece di aumentarle.

Francesco Sottile, vicepresidente di Slow Food Italia, ha dichiarato:

la deregolamentazione dei nuovi Ogm comporterà il rafforzamento di modelli agricoli legati alle monocolture, allo sfruttamento delle risorse, all’impoverimento della biodiversità e alla perdita di sovranità degli agricoltori.

Demeter Italia, associazione dei produttori e trasformatori biodinamici, ha voluto sottolineare il proprio impegno a salvaguardare l’agricoltura biodinamica e tutti i consumatori che scelgono i prodotti bio e biodinamici per la loro salute e il rispetto dell’ecosistema.