La batteria microbiologica più lunga al mondo che produce energia elettrica

Ricercatori svizzeri hanno creato una batteria microbiologica combustibile, in grado di produrre energia

I ricercatori dell’Alta scuola di specializzazione di Sion, nella Svizzera Occidentale, hanno messo a punto la più lunga batteria microbiologica combustibile del mondo, in grado di produrre energia utilizzando i batteri presenti nelle acque reflue, depurando contemporaneamente gli scarichi urbani e industriali.

Il professor Fabian Fischer dell’Alta scuola della Svizzera Occidentale (Hes – SO) ha utilizzato una tecnica che risale al 1910 per mettere a punto la pila batterica installata nell’impianto di depurazione di Sion, trasformato in un laboratorio per testare la cella a combustibile macrobiotico.

Da un lato della batteria, simile a quella di un’auto, entrano le acque reflue, poi i microrganismi si attaccano agli elettrodi di schiuma di carbonio ed eseguono il lavoro di purificazione dell’acqua, rilasciando gli elettroni catturati e producendo energia elettrica.

I ricercatori vallesi vogliono arrivare ad una consistente diminuzione dei consumi elettrici del depuratore in modo da ridurre anche le spese per i contribuenti producendo più elettricità, collaborando alla purificazione dell’acqua.

La batteria, lunga 14 metri e operativa dalla fine dello scorso anno produce elettricità sufficiente per alimentare diverse pile al Litio, ma anche per depurare gratuitamente l’acqua di uno scarico. Al momento è sufficiente per ricaricare uno smartphone ma se potenziata potrebbe arrivare a fornire energia a diverse famiglie.

Il progetto è stato avviato due anni fa, nel 2016, ed è ancora nella fase pilota, ma verrà affinato nei prossimi anni. L’obiettivo è arrivare a far risparmiare 600 mila franchi svizzeri, coprendo il fabbisogno di 250 mila famiglie.

Un impianto pensato per 100.000 abitanti potrebbe creare un reddito di 1,75 milioni di franchi, producendo potenzialmente 500 – 700 gigawattora all’anno, portando alla produzione gratuita di energia elettrica che non verrebbe più pagata dai contribuenti.

Il progetto è stato avviato nel 2016 e verrà affinato nei successivi due anni, permettendo di risparmiare circa 600 mila franchi di energia, coprendo il fabbisogno di 250 famiglie.

Un impianto di depurazione pensato per 100.000 abitanti potrebbe creare un reddito di 1,75 milioni di franchi, con potenzialmente 500 e 700 gigawattora all’anno, generando elettricità non più a spese dei contribuenti con un grosso risparmio visti i prezzi attuali.

Permetterebbe anche ad un risparmio di energia utilizzata per il trattamento delle acque reflue, che nei paesi industrializzati occupa tra l’1% e il 2% di tutta l’elettricità prodotta. Per questo si cerca sempre più spesso di intervenire con soluzioni sostenibili per il trattamento delle stesse.

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