L’ISEE diventa a pagamento? Cosa può cambiare a giugno e quanto costerà

L'ISEE che i cittadini richiedono al CAF gratuitamente, come previsto dalla legge, potrebbe ora diventare a pagamento. Ecco perché e quanto potrebbe costare

E’ vero che l’ISEE si pagherà? Diversi di voi ci stanno ponendo questa domanda nelle ultime ore, dopo aver letto alcune notizie in merito. E’ vero? Ciò che sappiamo che un problema con l’ISEE c’è, ed è reale. Non si tratta (solo) dunque di titoli acchiappa click.

Già a fine febbraio, dalla Consulta dei CAF era stato lanciato un vero e proprio allarme. Da inizio anno a fine febbraio erano stati oltre 4 milioni gli ISEE chiesti e preparati nei CAF italiani, con una crescita di ben il 37% rispetto al 2021. Entro marzo, secondo le previsioni della Consulta di allora, sarebbero stati 6,5 milioni. Entro la fine del 2022 le richieste per questo documento supereranno addirittura i 10 milioni.

Già prenotati in appena due mesi gli appuntamenti disponibili fine a fine marzo in tutti i centri d’Italia. Il Coordinatore della Consulta dei CAF Giovanni Angileri aveva spiegato di aver previsto questo boom di richieste, tanto da aver potenziato il personale agli sportelli, ma – aveva allertato – “potrebbe non bastare”. E ora, a fine maggio e con migliaia di ISEE da compilare per bonus, agevolazioni e altro, siamo proprio giunti a quel momento.

Cos’è l’ISEE e a cosa serve

Iniziamo col dire che l’ISEE è l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente e costituisce il principale strumento di accesso a determinati bonus o prestazioni sociali agevolate. Dice in sostanza qual è la situazione economica del nucleo familiare a cui si appartiene, cioè di tutte le persone riportate sul cosiddetto stato di famiglia che risultano essere coabitanti in una determinata abitazione.

Per nucleo familiare ai fini ISEE si intende l’insieme delle persone coabitanti e residenti nello stesso comune, legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o vincoli affettivi.

L’ISEE serve a misurare il livello economico complessivo del nucleo familiare, considerando tutte le voci di ricchezza attribuibili a quel medesimo nucleo, come le proprietà immobiliari, le rendite finanziarie, i redditi da lavoro, ecc. Lo possono fare tutti i cittadini residenti in Italia che desiderano accedere a prestazioni sociali, agevolazioni o bonus vari.

L’ISEE varia in base al numero di persone che formano il nucleo familiare e all’eventuale presenza di disabili o invalidi, motivo per cui due famiglie con la stessa “ricchezza” non avranno necessariamente lo stesso ISEE.

Cos’è la DSU e cosa c’entra con l’ISEE

Per ottenere il calcolo ISEE è obbligatorio presentare la cosiddetta Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), che il richiedente può fare autonomamente tramite il sito INPS oppure rivolgendosi ai CAF, che svolgeranno il servizio di consulenza e compilazione gratuitamente. Resta valido fino al 31 dicembre dello stesso anno in cui è stata presentata la DSU.

Esiste anche il servizio online ISEE precompilato grazie al quale è possibile inviare telematicamente la Dichiarazione Sostitutiva Unica e ottenere l’attestazione ISEE precompilata. Dati precompilati grazie alla condivisione delle informazioni fornite da Agenzia delle Entrate e INPS, proprio come avviene per la Dichiarazione dei redditi Precompilata.

I dati contenuti nella DSU sono in parte autodichiarati (come i dati anagrafici e i beni patrimoniali posseduti al 31 dicembre del secondo anno precedente a quello di presentazione della dichiarazione) e in parte acquisiti dall’Agenzia delle Entrate (reddito complessivo ai fini IRPEF ) e da INPS (trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, erogati dall’INPS per ragioni diverse dalla condizione di disabilità e non rientranti nel reddito complessivo ai fini IRPEF ).

Ad oggi tutti i dati sono conservati nell’Archivio Nazionale ISEE gestito dall’INPS e resi disponibili agli Enti erogatori ed Amministrazioni per eventuali controlli ed accertamenti che possono essere eseguiti tramite la Guardia di Finanza.

Perché l’ISEE potrebbe diventare a pagamento

In tutti i CAF, in base alla normativa vigente, l’assistenza per la compilazione e trasmissione del modello ISEE è gratuita. Ma ora le cose potrebbero cambiare.

Il forte aumento delle richieste di ISEE da parte delle famiglie italiane per via delle nuove regole sull’Assegno unico in vigore dal 1° marzo ha messo ko i CAF e, visto che mancano i fondi, gli ISEE potrebbero iniziare ad avere un costo.

Le famiglie con un ISEE pari o superiore a 40mila euro possono infatti fare domanda per l’Assegno unico senza presentare l’Indicatore della Situazione Economia. Ma tutte le altre famiglie, per percepire una quota aggiuntiva dell’Assegno, devono presentare un ISEE in corso di validità.

Alla fine del 2022 – spiegano i CAF – le richieste di effettuazione del modulo ISEE saranno almeno 10 milioni, rispetto agli 8,5 milioni dello scorso anno. Le richieste viaggiano a un ritmo di 20mila al giorno. I fondi stanziati dallo Stato inizialmente erano pari a 117 milioni, calcolati sulla base dei numeri del 2021, ora ammontano a 122 milioni complessivi per un rimborso effettivo di 16 euro: e i soldi sono finiti.

“Per questo motivo – aveva precisato Angileri – anche alla luce del forte aumento delle pratiche evase nei nostri uffici sino ad oggi, abbiamo chiesto alle istituzioni almeno altri 30 milioni di euro per arrivare a un totale di 160 milioni e continuare a garantire il servizio gratuito alle famiglie italiane che, diversamente, saremo costretti a fare pagare”. Se i soldi non arriveranno, “ci attendiamo a breve la comunicazione della sospensione della convezione da parte dell’Inps”.

Quanto potrebbe costare fare l’ISEE al CAF

Numeri imponenti, che ora quindi potrebbero portare gli italiani a dover pagare per avere l’ISEE. Senza altri fondi da giugno, le pratiche ISEE potrebbero diventare a pagamento e costare tra i 20 e i 25 euro secondo le indicazioni della Consulta, ma i CAF saranno liberi di fissare tariffe proprie.

Il 23 maggio si è tenuto un tavolo di monitoraggio con l’Inps, secondo quanto annunciato da Angileri, che si augura arrivino nuovi fondi dal ministero dell’Economia.

Tutto questo peraltro in una fase in cui sappiamo che l’ISEE potrebbe essere proprio rivisto per quanto riguarda l’Assegno unico: a svelarlo in qualche modo il segretario Pd Enrico Letta e Laura Castelli, viceministro dell’Economia, dopo che Letta ha parlato della possibilità di “rivedere l’ISEE per il tema dell’Assegno unico”.