Stralcio cartelle esattoriali: in forse tregua fiscale sulle multe e le imposte locali

Nella Legge di Bilancio 2023 è prevista la tregua fiscale: saranno stralciate le cartelle esattoriali sotto i 1.000 euro. Le prime perplessità sono arrivate, però, dalle amministrazioni locali. Scopriamo il perché.

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, si occupa di fisco, tasse ed economia. Ha mosso i primi passi nella redazione di un mensile dedicato al mondo immobiliare, nel quale si è occupato di norme e tributi.

Lo stralcio delle cartelle esattoriali rappresenta, sicuramente, uno dei capitoli più importanti della Legge di Bilancio 2023. La Manovra è ancora in fase di discussione, ma sul futuro delle cartelle esattoriali sono due le disposizioni che è possibile anticipare:

  • la cancellazione dei debiti tributari fino ad un importo pari a 1.000 euro, comprensivi di capitale, interesse e sanzioni, che risultano dai singoli carichi affidati, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2015, agli agenti della riscossione;
  • la possibilità di definire in maniera agevolata i carichi che sono stati affidati direttamente agli agenti della riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 ed il 30 giugno 2022. Il debitore avrà la possibilità di avvalersi dell’abbattimento delle somme, che sono state affidate per la riscossione, evitando il pagamento delle sanzioni e degli interessi, anche di mora.

Qualche perplessità è stata sollevata, nel corso delle ultime settimane, dall’Anci – l’associazione nazionale dei comuni – sulla possibilità di estendere lo stralcio delle cartelle esattoriali anche alle multe e alle imposte scadute comunali (come possono essere l’Imu e la Tari), per le ripercussioni che questa scelta potrebbe avere sui bilanci delle amministrazioni comunali.

Cartelle esattoriali, stralcio dei debiti fino a 1.000 euro

Lo stralcio delle cartelle esattoriali avverrà il prossimo anno: il 31 gennaio 2023 saranno annullati automaticamente i debiti di importo residuo fino a 1.000 euro. La data di riferimento, per calcolare l’ammontare del debito è il 1° gennaio 2023. Saranno coinvolte le cartelle esattoriali affidate agli agenti della riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2015.

Entro e non oltre il 30 giugno 2023, l’agente della riscossione è tenuto a trasmettere agli enti interessati l’elenco delle quote annullate. Fino al loro annullamento, la riscossione di questi debiti è sospesa. Questa norma non verrà applicata, però, ai carichi che hanno per oggetto:

  • eventuali somme dovute per il recupero degli aiuti di Stato;
  • i crediti di condanna della Corte dei Conti;
  • ammende, multe e sanzioni pecuniarie che siano derivate da provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • risorse proprie tradizionali dell’Unione europea;
  • Iva riscossa all’importazione.

Lo stralcio delle cartelle esattoriali avverrà per quei debiti che sono stati affidati direttamente agli agenti della riscossione anche:

  • dagli enti gestori di forme obbligatorie di previdenze e assistenza;
  • cause dei professionisti, purché vi si una delibera approvata entro il 31 gennaio 2023.

La definizione agevolata dei debiti

Altra importante agevolazione, prevista dalla Legge di Bilancio 2023, è la possibilità di estinguere, senza corrispondere gli interessi, i debiti affidati agli agenti della riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 ed il 30 giugno 2022. Fermo restando quanto è previsto dallo stralcio delle cartelle esattoriali, i debitori potranno beneficiare di uno sconto su interessi, sanzioni, interessi di mora e aggio e potranno provvedere a versare unicamente le somme dovute a titolo di:

  • capitale;
  • rimborso delle spese per le procedure esecutive;
  • il rimborso delle spese di notifica della cartella di pagamento.

I diretti interessati dovranno effettuare il versamento in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2023 o potranno provvedere sanare la propria posizione in 18 rate.

I dubbi delle amministrazioni comunali

La tregua fiscale preoccupa gli amministratori locali: lo stralcio delle carte esattoriali, che contengono degli oneri di competenza locale, potrebbero avere un impatto particolarmente pesante sulle casse comunali. Il 90% dei crediti comunali, infatti, non supera la soglia dei 1.000 euro. Nella maggior parte dei casi si tratta di multe, Imu, tasse sui rifiuti ed alcune altre imposte di entità particolarmente modesta, le quali rischiano di entrare nell’ambito di applicazione di questo provvedimento.

A lanciare questo allarme per primo è stato Antonio Decaro, presidente Anci, che ha ipotizzato un buco di circa 350 milioni di euro sui conti delle amministrazioni comunali. Il timore principale è che, privati di questi introiti, i comuni possano rischiare il dissesto. Andrea Ferri, responsabile finanza locale di Anci, ha spiegato che “nei bilanci degli enti locali sono iscritte una serie di partite che si trovano in riscossione presso l’Agenzia delle Entrate e che vengono travolte da un ragionamento di semplificazione che agisce sui nostri bilanci senza nessuna compensazione“.

Solo per avere un’idea di massima della situazione dei vari comuni, basti pensare che Napoli ha chiuso il 2021 on un disavanzo di 2,2 miliardi di euro, mentre Torino ha registrato un rosso di 704 milioni di euro. Il disavanzo di Palermo, invece, si attesta intorno ai 5.151 milioni di euro. La linea di confine che divide una situazione di equilibrio e l’insolvenza di un comune è molto sottile: lo stralcio delle cartelle esattoriali potrebbe pesare molto.