Scontrino elettronico, obbligo valido anche per forfettari e minimi: le novità

Anche chi ha un reddito inferiore ai 65mila euro annui dovrà emettere lo scontrino elettronico

Se per la fattura elettronica c’era stato l’esonero, per lo scontrino elettronico la normativa non prevede alcuno “sconto”. Anche le partite IVA al regime dei minimi e i forfettari dovranno utilizzare lo scontrino elettronico. Anche per loro, dunque, dal 1 gennaio scatta l’obbligo di utilizzo dell’invio telematico dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.

Chi sperava in un cambio di rotta dell’ultimo istante, dunque, resta deluso: le partite IVA con un reddito inferiore ai 65 mila euro e con un’attività commerciale di qualunque genere, dunque, dovranno adeguare i loro registratori di cassa alla nuova normativa. Le uniche esenzioni dall’obbligo di memorizzazione e trasmissione giornaliera degli incassi, dunque, restano quelle previste nel decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 16 maggio 2019, dove non si faceva nessun accenno a professionisti e attività operanti con regime diffente dall’ordinario.

Anche le partite IVA al regime dei minimi e le partite IVA forfettarie, dunque, dovranno comprendere come funziona lo scontrino elettronico, così da non rischiare di incappare in qualche sanzione. La nuova normativa, infatti, prevede che le attività commerciali (e tutti i soggetti di cui all’articolo 22 del DPR n. 633/1972) debbano inviare gli scontrini emessi nel corso della giornata all’Agenzia delle Entrate. La spedizione dovrà avvenire per via telematica nella stessa giornata di emissione (o, comunque, entro e non oltre i 12 giorni), così da non incorrere in pesanti sanzioni.

L’obiettivo è quello di fornire ai “cervelloni elettronici” dell’Agenzia delle Entrate tutti i dati delle vendite degli esercenti del nostro Paese. In questo modo, l’amministrazione finanziaria avrà a disposizione tutti i dati rilevanti ai fini IVA, così da poter individuare immediatamente eventuali tentativi di evasione dell’imposta e sanzionare i responsabili.

Ma come si inviano gli scontrini elettronici all’Agenzia delle Entrate? Tanto per le partite IVA al regime dei minimi e forfettario, quando per chi opera in regime “ordinario” ci sono tre differenti strade da seguire. La prima è la sostituzione del vecchio registratore di cassa con uno connesso alla Rete e omologato con la nuova normativa; oppure si può scegliere di aggiornare l’operatore di cassa già esistente con delle periferiche che consentano la trasmissione telematica dei corrispettivi. Scegliendo una di queste due opzioni, inoltre, si potrà usufruire di un bonus governativo. La terza opzione prevede l’invio dei corrispettivi tramite il portale web creato dall’Agenzia delle Entrate.

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