Più controlli con la fattura elettronica: il piano del Governo

L'Esecutivo sta studiando un decreto per potenziare i controlli che GdF e Agenzia delle Entrate possono fare sui dati della fattura elettronica

Lo scorso anno, complice un richiamo effettuato dal Garante per la Privacy, l’Agenzia delle Entrate non aveva potuto utilizzare i dati delle fatture elettroniche inviate allo SDI per effettuare dei controlli incrociati sui vari contribuenti. Quest’anno le cose dovrebbero andare in maniera differente.

O, almeno, questa è l’intenzione del Governo, che sta studiando nuove “modalità” per sfruttare i dati della fatturazione elettronica per una lotta all’evasione fiscale ancora più incisiva. Nello specifico, il ministro Gualtieri e il team del Ministero dell’Economia e delle Finanze stanno lavorando su una nuova norma che possa potenziare gli strumenti oggi a disposizione degli ispettori fiscali.  Come detto, infatti, oggi le “armi” della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate sono di fatto caricate a salve: i dati delle fatture elettroniche possono essere utilizzati solo per controlli automatizzati.

Con il nuovo Decreto, che dovrebbe essere collegato alla Legge di Bilancio 2020, le fatture elettroniche costituiranno una delle “fonti” cui gli uomini della GdF potranno attingere per tutte le funzioni istituzionali di controllo. Questo consentirà di contrastare tutte le attività economiche illegali e non solo quelle legate ai reati tributari. Non solo: i dati presenti nei server del Sistema di Interscambio gestito dall’Agenzia delle Entrate potranno essere utilizzati anche come fonti di prova nei procedimenti penali.

L’obiettivo dell’Esecutivo guidato da Giuseppe Conte è quello di ottenere dati e informazioni utili per il contrasto generalizzato di reati di natura economica, e non solo. Incrociando le cifre delle fatture elettroniche, ad esempio, potrebbe essere possibile scoprire rapporti economici e triangolazioni di denaro tra più entità produttive ed economiche, smascherando così organizzazioni criminali. L’incrocio dei dati, ad esempio, potrebbe mettere in luce tentativi di riciclaggio di denaro o un giro di fatturazioni false per evadere il fisco. O, ancora, reati di altra natura ben più gravi di quelli appena elencati.

I controlli che gli uomini dell’Agenzia delle Entrate, però, potrebbero riguardare anche l’analisi del rischio di evasione fiscale. Ossia, le fatture elettroniche potrebbero essere utilizzate per realizzare dei profili di rischio “standard”, grazie ai quali potrebbe essere più semplice individuare potenziali evasori fiscali e avviare così dei controlli mirati, dalla maggiore efficacia.

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