Spese sport detraibili nel Modello 730, quando spetta il rimborso Irpef

Nella dichiarazione dei redditi è possibile portare in detrazione alcune spese sportive. Vediamo quali sono e quali documenti servono

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, è esperto di analisi economica e dinamiche fiscali. Autore per testate nazionali e portali finanziari, si occupa di interpretare gli scenari geopolitici e le riforme dei mercati, coniugando rigore tecnico e capacità di lettura delle grandi tendenze macroeconomiche globali.

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L’attività fisica non è solo una questione di benessere personale, ma un pilastro della salute pubblica. Eppure, quando si parla di dichiarazione dei redditi 2026 (relativa all’anno d’imposta 2025), il Fisco italiano mantiene una linea molto selettiva. Nonostante i ripetuti dibattiti parlamentari sull’estensione dei bonus per contrastare la sedentarietà, la normativa attuale resta ancorata a perimetri definiti.

Vediamo chi può davvero beneficiare della detrazione Irpef del 19% per le spese sportive, quali sono i requisiti tecnici per le strutture e come gestire la documentazione per evitare sanzioni in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Chi ha diritto allo sconto Irpef per lo sport

La prima grande distinzione riguarda l’età. Contrariamente a quanto accade per le spese sanitarie, le spese per la pratica sportiva non sono universalmente detraibili.

Bambini e ragazzi tra 5 e 18 anni

Il beneficio fiscale spetta esclusivamente per i carichi di famiglia riguardanti i bambini e i ragazzi di età compresa tra i 5 e i 18 anni. La normativa è, in questo senso, piuttosto elastica grazie alla cosiddetta regola del compleanno: il requisito si considera soddisfatto per l’intero anno d’imposta in cui il ragazzo compie l’età minima o massima:

  • se un bambino compie 5 anni a dicembre 2025, i genitori possono detrarre tutte le spese sostenute dal 1° gennaio 2025, anche quelle pagate prima del compleanno.
  • se un ragazzo compie 18 anni a febbraio 2025, la detrazione spetta per tutte le spese sostenute nel corso dell’intero anno solare 2025 e il taglio scatta ufficialmente solo dal periodo d’imposta 2026.

Strutture e requisiti: dove bisogna iscriversi

Perché la spesa sia scaricabile, non basta che l’attività sia sportiva. È necessario che il soggetto erogatore abbia una specifica veste giuridica. Il Fisco riconosce la detrazione solo se il pagamento è effettuato a favore di:

  • Associazioni Sportive Dilettantistiche (Asd) e Società Sportive Dilettantistiche (Ssd), la cui denominazione deve comparire chiaramente nella ricevuta;
  • impianti sportivi come palestre, piscine e circoli destinati all’esercizio della pratica sportiva non professionale;
  • enti di promozione sportiva come Coni, Uisp, Csi e altre federazioni riconosciute.

Restano rigorosamente esclusi i pagamenti effettuati a soggetti privati senza struttura (come può essere il personal trainer che riceve pagamenti al parco) o verso società che non hanno la qualifica dilettantistica certificata.

Il tetto massimo dei rimborsi e quanto si risparmia

Il limite di spesa su cui calcolare la detrazione del 19% è di 210 euro per ogni ragazzo. Si tratta di un risparmio massimo di circa 40 euro a figlio.

Se un genitore sostiene spese per due figli, potrà detrarre fino a 420 euro complessivi, ottenendo un rimborso di 79,80 euro.

Attenzione al reddito: le fasce e quando si perde il bonus

Un aspetto che molti contribuenti trascurano è che la detrazione dello sport non è uguale per tutti. Dal 2020, il Fisco applica un principio di progressività: più guadagni, meno detrai. Questo sistema può essere immaginato come uno scivolo fiscale, che si attiva superata una certa soglia di ricchezza (reddito complessivo del contribuente):

  • sotto i 120mila euro si ha diritto allo sconto pieno (19%);
  • tra i 120mila e i 240mila euro la detrazione si riduce proporzionalmente;
  • oltre i 240mila euro il contribuente è considerato ad alto reddito e non necessità l’agevolazione, la detrazione per le spese sportive si annulla.

Quali documenti servono per i rimborsi Irpef

L’Agenzia delle Entrate è estremamente rigorosa sulla forma. Per non perdere il diritto al rimborso, ogni contribuente deve conservare la ricevuta o la fattura, al cui interno devono essere riportati i dati della struttura, il codice fiscale del ragazzo, i dati di chi paga e la causale del corso (per esempio: Frequenza corso basket II quadrimestre).

Dal 2020 è obbligatorio pagare con mezzi tracciabili (bonifico, bancomat, carta di credito). I pagamenti in contanti rendono la spesa indetraibile, anche se accompagnati da regolare fattura.

Se il documento è intestato al figlio, i genitori possono decidere come ripartire la spesa (50% ciascuno). In tal caso, basterà annotare sulla ricevuta la percentuale di ripartizione e la firma del secondo genitore.

Spese sportive per adulti: due eccezioni

A oggi, la normativa italiana (articolo 15 del Tuir) non prevede detrazioni per le spese sportive sostenute dagli adulti per se stessi. Un paradosso, se si pensa al risparmio che una popolazione attiva garantirebbe al Sistema Sanitario Nazionale, ma che risponde a logiche di bilancio dello Stato.

Tuttavia, esistono due eccezioni:

  • attività motoria riabilitativa;
  • welfare aziendale.

Attività motoria riabilitativa

Se l’esercizio fisico (come la ginnastica posturale o il nuoto correttivo) viene prescritto da un medico specialista per il recupero di una funzione lesa o per patologie certificate, la spesa può essere classificata come spesa sanitaria.

In questo caso, si applica la detrazione del 19% sulla quota eccedente la franchigia di 129,11 euro, purché l’attività sia svolta in centri sanitari o sotto la supervisione di personale abilitato (fisioterapisti).

Welfare aziendale

Molti contratti collettivi o accordi di secondo livello permettono di convertire premi di produzione o il budget per il welfare in rimborsi per abbonamenti in palestra o corsi sportivi.

In questo scenario, il risparmio è totale: l’importo non concorre alla formazione del reddito imponibile, abbattendo di fatto il costo netto della palestra per il lavoratore. Ovviamente è necessario rimanere nei limisti previsti per i fringe benefit:

  • 1.000 per la totaliatà dei lavoratori;
  • 2.000 per quelli con figli.