Come pagare meno tasse legalmente, le detrazioni che molti dimenticano: migliaia di euro risparmiati

Casa, mutuo, affitto, salute e famiglia, tutte le detrazioni del Modello 730/2026 da non dimenticare per pagare meno tasse

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Ogni anno migliaia di contribuenti italiani pagano molte più tasse del previsto, non sapendo che ci sono alcune detrazioni fiscali a cui avrebbero diritto. E con la stagione del Modello 730/2026, relativo ai redditi 2025, già partita, ecco come recuperare ogni euro possibile.

Le detrazioni sulla casa che pochi conoscono

Il capitolo casa è probabilmente quello con il maggior numero di voci dimenticate, complice la varietà di situazioni contrattuali e reddituali.

Chi vive in affitto ha diritto a detrazioni differenziate in base alla fascia di reddito e al tipo di contratto:

  • Canone libero: 300 euro se il reddito non supera 15.493,71 euro, 150 euro tra 15.493,72 euro e 30.987,41 euro;
  • Canone concordato: 495,80 euro o 247,90 euro nelle stesse fasce di reddito

Per i lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza nel comune di lavoro o limitrofo c’è una detrazione di 992 euro se il reddito complessivo non supera 15.494 euro e di 496 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.494 e 30.987 euro. La detrazione spetta per i primi tre anni dal trasferimento della residenza, purché questo sia avvenuto ad almeno 100 km di distanza e in una regione diversa

Detrazioni anche per i giovani inquilini fino a 31 anni che si trasferiscono dall’abitazione principale dei genitori; in questo caso è del 20% del canone fino a un massimo di 2.000 euro se il reddito complessivo non supera 15.494 euro.

Per chi è proprietario di un immobile, si può detrarre il 19% del mutuo sugli interessi passivi pagati:

  • fino a un massimo di 4.000 euro per l’acquisto;
  • fino a 2.582 euro per la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione principale.

È inoltre possibile detrarre il 19% delle spese di intermediazione immobiliare, fino a un massimo di 1.000 euro, sostenute per l’acquisto dell’abitazione principale.

Ristrutturazioni, risparmio energetico e bonus mobili

Il Bonus Ristrutturazione resta al 50% (o 36% per immobili diversi dall’abitazione principale) su una spesa massima di 96.000 euro, ma sarà probabilmente l’ultima stagione con questa aliquota prima del calo previsto al 36% generalizzato.

Il Bonus Mobili ed Elettrodomestici consente di detrarre il 50% delle spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica A o superiore (E o F per i frigoriferi, A per i forni), fino a un massimo di 5.000 euro. Questo purché collegati a un immobile oggetto di ristrutturazione tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025.

C’è ancora il Superbonus, per le spese sostenute nel 2025, ma che scende al 65%, senza più le vecchie aliquote del 110% o del 90% riservate agli anni precedenti.

Meno conosciuto, ma potenzialmente molto utile per famiglie con persone anziane o con disabilità in casa, è il bonus per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Spetta una detrazione del 75% per interventi su scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici, con scadenza fissata al 31 dicembre 2025.

Salute e famiglia

Tra le agevolazioni fiscali meno conosciute in materia sanitaria spiccano le spese veterinarie. Chi ha un animale da compagnia può detrarre il 19% sulle spese comprese tra 129,11 e 550 euro, incluse quelle sostenute in farmacia per la cura dell’animale. Per i cani guida esiste inoltre una detrazione forfettaria di 1.100 euro per il mantenimento.

Altre voci spesso dimenticate riguardano:

  • le assicurazioni su vita, infortuni e rischio di non autosufficienza, detraibili al 19% fino a 530 euro o 1.291,14 in base al tipo di polizza;
  • le spese per addetti all’assistenza personale in caso di non autosufficienza, detraibili al 19% fino a 2.100 euro per redditi sotto i 40.000 euro;
  • le spese funebri, detraibili al 19% fino a 1.550 euro per ogni singolo decesso;
  • il bonus musica per i figli tra 5 e 18 anni, che permette il 19% fino a 1.000 euro di spesa se il reddito complessivo non supera i 36.000 euro

Per quanto riguarda i figli, una voce poco nota riguarda gli studenti con diagnosi di Dsa (disturbo specifico dell’apprendimento), che possono detrarre il 19% delle spese per strumenti utili all’apprendimento fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado.

Le spese sanitarie

Le spese sanitarie meritano un approfondimento specifico. La detrazione Irpef del 19% si applica sulla quota che eccede la franchigia di 129,11 euro, e comprende un ventaglio molto ampio di prestazioni:

  • interventi chirurgici;
  • trapianti di organi;
  • degenze ospedaliere;
    visite mediche generiche (comprese le cure omeopatiche) e specialistiche;
  • analisi cliniche;
  • indagini endoscopiche;
  • terapie fisiche e cure termali, con esclusione delle spese di alloggio.

Rientrano inoltre i farmaci, anche omeopatici e da banco, oltre all’acquisto o all’affitto di protesi e dispositivi medici certificati come occhiali da vista, apparecchi acustici e aerosol.

Le voci più trascurate

Tra le detrazioni più trascurate in assoluto ci sono le somme versate a favore di istituti scolastici di ogni ordine e grado. Queste sono detraibili al 19% senza alcun limite di importo. Analogamente, le donazioni a favore di Ong, Onlus, organizzazioni di volontariato e istituzioni religiose sono deducibili, generalmente entro il limite del 10% del reddito complessivo, a seconda dell’ente beneficiario.

Chi possiede immobili sottoposti a vincoli storico-artistici può inoltre detrarre il 19% delle spese di manutenzione e restauro, una voce di nicchia ma potenzialmente significativa per chi si trova in questa situazione.

Da segnalare infine i contributi versati a favore di Paesi in via di sviluppo, deducibili per chi sostiene organizzazioni impegnate nella cooperazione internazionale. Come anche le detrazioni legate a investimenti in start-up e Pmi innovative, che in alcuni regimi specifici possono funzionare come deduzioni dal reddito complessivo. In questo caso è sempre necessario verificare con attenzione la certificazione rilasciata dalla società partecipata.