Bonus trasporti 2026 rinnovato: requisiti, Isee e le istruzioni per ottenere il voucher

Con il rientro a scuola e al lavoro scatta la corsa al contributo per gli abbonamenti ai mezzi pubblici. Superata la lotteria del click day, ecco le nuove regole da seguire.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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Questo settembre sarà molto strano. Se negli altri anni significava fare i conti con la riapertura delle scuole e il rientro in massa aziendale, con la mobilità quotidiana che torna al centro dell’attenzione, durante l’estate non si è mai potuto smettere di parlare di quanto costi spostarsi con mezzi privati. E con l’arrivo dell’autunno molte famiglie dovranno fare i conti anche con probabili adeguamenti al rialzo dei biglietti urbani e il prezzo del carburante che continua a erodere il reddito disponibile. Per questo il Bonus Trasporti torna ad essere un paracadute atteso, anche se fragile.

A differenza degli anni scorsi, tuttavia, cercare la piattaforma ministeriale per ottenere il vecchio voucher da 60 euro rischia di rivelarsi una caccia a un fantasma informatico. Il sistema del click day gestito dal Ministero del Lavoro è stato dismesso, lasciando il posto a strumenti di sostegno differenti che passano dall’assegnazione d’ufficio alle agevolazioni locali.

Chi ha diritto alle tutele sui trasporti

Le misure attuali mirano a concentrare le risorse sulle fasce di reddito medio-basse, sugli studenti e sui pendolari abituali.

Il tetto di reddito ammissibile per le principali agevolazioni nazionali e locali fissa generalmente il beneficio in favore dei nuclei con un Isee non superiore a 15.000 o 20.000 euro a seconda della misura applicata.

Per i beneficiari minorenni le richieste relative ai bonus comunali o regionali devono essere gestite dai genitori o dai tutori legali, mentre i lavoratori e gli studenti maggiorenni devono procedere autonomamente.

Si ricorda che la maggior parte dei titoli di viaggio agevolati o rimborsati resta strettamente nominativa e non cedibile.

I tre canali attivi per risparmiare sugli abbonamenti

In assenza del vecchio portale unico nazionale, il risparmio sulla mobilità pubblica si ottiene oggi attraverso tre percorsi distinti.

Il primo riguarda l’assegnazione automatica della Carta Dedicata a Te gestita dall’Inps e dai Comuni per i nuclei con Isee entro i 15.000 euro, che consente di utilizzare la tessera anche per l’acquisto di abbonamenti ai trasporti pubblici.

Richiesta di voucher e sconti sui portali delle singole aziende di trasporto o delle Regioni, come nel caso delle agevolazioni per studenti e redditi bassi previste dai principali vettori urbani ed extraurbani.

Registrazione delle spese sostenute per presentare la detrazione Irpef del 19% nel modello 730, applicabile su un tetto massimo di 250 euro annui a patto di utilizzare metodi di pagamento tracciabili.

Come evitare le trappole e proteggere il rimborso

Per non perdere le opportunità di risparmio rimaste è necessario prestare attenzione ai requisiti formali richiesti dalle singole normative.

La prima regola riguarda la tracciabilità dei pagamenti: per poter accedere alle detrazioni fiscali o ai rimborsi locali è indispensabile conservare le ricevute di pagamento effettuate con carta di credito, bancomat o bonifico, evitando l’acquisto in contanti allo sportello.

Il secondo elemento fondamentale riguarda la tempistica delle piattaforme locali. Se a livello nazionale il click day è un ricordo del passato, molti Comuni e Regioni aprono finestre temporali specifiche tra fine agosto e settembre per inoltrare le richieste di sussidio sui portali dei gestori, fino a esaurimento dei fondi territoriali stanziati.