Tari, come controllare se hai ricevuto lo sconto del 25% e cosa fare se manca

Lo sconto Arera spetta in automatico con Isee fino a 9.530 euro, o 20.000 con almeno 4 figli: dove trovarlo nell'avviso e cosa fare se manca

Foto di Luca Incoronato

Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

2 min di lettura

Chiedi a QuiFinanza

La tassa sulla spazzatura ha un peso non da poco per le famiglie italiane nella seconda parte dell’anno. Per questo un bonus TARI del 25% rappresenta un aiuto notevole. Introdotto da Arera nel 2026, non è però garantito a tutti.

Un aiuto che va ad affiancarsi a quelli già previsti per luce, gas e acqua. Lo sconto è automatico, ma proprio per questo motivo in tanti non hanno la minima idea se sia stato applicato o meno. Spieghiamo per bene cosa fare.

TARI, come funziona lo sconto del 25%

Il bonus TARI 2026 è disciplinato dalla delibera Arera 355/2025/R/rif del 1° agosto 2025. Le famiglie in condizioni di disagio economico possono così ottenere uno sconto del 25% sulla tassa sui rifiuti. Come detto, il riconoscimento dei beneficiari è automatico.

Ciò vuol dire che non occorre presentare una domanda specifica, perché gli aventi diritto vengono individuati dal sistema, che incrocia i dati delle dichiarazioni ISEE gestite dall’INPS. Ciò evidenzia ancora una volta quanto sia importante presentare i propri dati anno dopo anno.

Chi ha diritto al bonus

Secondo Arera, si parla di una platea potenziale di circa 4 milioni di nuclei familiari. Statistiche a parte, però, rientrano nella soglia del bonus TARI le famiglie con un ISEE fino a 9.530 euro. Una soglia che sale fino a un massimo di 20.000 euro, a patto però che siano presenti in casa almeno 4 figli a carico.

Tutto ruota intorno alla dichiarazione presentata, dunque. Ciò vuol dire che chi non ha un ISEE valido per quest’anno, resta escluso automaticamente dall’agevolazione, pur avendone i requisiti.

Come controllare se lo sconto è stato applicato

Per essere sicuri che lo sconto sia stato applicato occorre prestare attenzione all’avviso di pagamento o alla bolletta della TARI inviati dal Comune (o dal gestore del servizio rifiuti). Dovrebbe infatti esserci una voce specifica legata al bonus sociale.

In questo modo si potrà vedere il totale precedente ridotto del 25%. Sarebbe il caso di confrontare la cifra con quella dell’anno scorso, così da avere le idee più chiare sul vantaggio ottenuto. Ciò non vuol dire che la somma dell’anno scorso debba essere la stessa prevista per quest’anno. Possono infatti entrare in gioco eventuali aumenti delle tariffe su base locale.

Se l’avviso è già arrivato e la voce non compare, l’agevolazione potrebbe essere riconosciuta più avanti, per esempio sulle rate successive o con un conguaglio, a seconda di come l’ente gestisce la riscossione.

Cosa fare se lo sconto manca

Se il bonus TARI non compare, sarebbe il caso di verificare di avere un ISEE valido e di rientrare nelle soglie previste, controllando anche che la dichiarazione sia stata presentata nei tempi utili. Il passo successivo è contattare l’ufficio Tributi del proprio Comune o il gestore del servizio rifiuti, indicati sull’avviso di pagamento.

In questo modo si potranno ottenere dei chiarimenti anche sulle modalità d’erogazione locali di questo sconto. Come detto, infatti, l’agevolazione potrebbe giungere in seguito sulla rata successiva o come conguaglio.

Per informazioni generali sui bonus sociali e sui diritti dei consumatori è disponibile anche il numero verde dello Sportello per il consumatore dell’Arera, 800.166.654, che può orientare sui passaggi da seguire per ottenere quanto spetta.