Bonus Irpef turismo, quanto spetta a chi investe in startup innovative: come richiederlo

Bonus Irpef startup innovative: come funziona la detrazione al 65% per investimenti nel turismo digitale e tecnologico

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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Grazie alla finestra straordinaria aperta dal decreto Pnrr, è ancora possibile ottenere il bonus Irpef per gli investimenti nelle startup innovative. L’obiettivo della misura è incentivare l’afflusso di capitali privati verso imprese ad alto contenuto tecnologico e innovativo. E nel comparto del turismo, molte nuove imprese del settore rientrano ormai in questa categoria.

Come funziona il bonus Irpef

L’agevolazione nasce dal decreto Rilancio – successivamente integrato e aggiornato – e consiste in uno sconto Irpef riconosciuto alle persone fisiche che investono nel capitale di rischio di startup innovative, che possono recuperare il 65% della somma investita portandola in detrazione in sede di dichiarazione dei redditi.

Questo bonus rientra nel regime europeo degli aiuti de minimis. Si tratta di un sistema che permette ai singoli Stati di sostenere economicamente le realtà locali senza alterare la concorrenza con gli altri Paesi dell’Unione europea e che fissa dei tetti massimi per evitare che questi contributi diventino troppo elevati.

Secondo le ultime direttive comunitarie (regolamento Ue 2831/2023), un’impresa può ricevere complessivamente fino a 300.000 euro di aiuti di questo tipo nell’arco di 3 anni.

Le startup del turismo in questo caso devono considerare anche gli importi e le agevolazioni derivanti da altri bandi regionali a cui partecipano, nonché eventuali incentivi digitalizzazione o contributi Pnrr.

Quanto spetta

Il limite massimo dell’investimento agevolabile è pari a 100mila euro per ciascun periodo d’imposta. Questo significa che il beneficio fiscale massimo teorico può arrivare fino a 65mila euro di detrazione.

Ad esempio, un investitore privato che decide di finanziare una startup innovativa operante nel turismo digitale con 50mila euro potrà ottenere una detrazione Irpef pari a 32.500 euro.

A chi si rivolge l’incentivo

Il bonus è destinato alle persone fisiche che investono nel capitale sociale di startup innovative regolarmente iscritte nell’apposita sezione speciale del Registro delle imprese. Non è quindi la startup a ricevere direttamente il beneficio fiscale, ma l’investitore. Tuttavia, per poter consentire la fruizione dell’agevolazione, la startup deve rispettare una serie di obblighi formali e procedurali.

Sono considerate startup innovative del turismo quelle che operano in ambiti quali:

  • gestione digitale delle prenotazioni;
  • software per hotel e strutture ricettive;
  • turismo sostenibile e green mobility;
  • servizi esperienziali basati su AI e big data;
  • piattaforme per il turismo accessibile;
  • tecnologie per il turismo culturale.

L’investimento può essere effettuato:

  • direttamente nel capitale della startup innovativa;
  • tramite organismi di investimento collettivo del risparmio che investano prevalentemente in startup innovative.

In ogni caso, per mantenere il diritto alla detrazione Irpef, la partecipazione nella startup innovativa deve essere conservata per almeno tre anni. Se l’investimento viene ceduto prima del termine previsto, il beneficiario perde il diritto all’agevolazione e deve restituire quanto ottenuto sotto forma di beneficio fiscale.

Come si ottiene il bonus Irpef

Prima che venga effettuato l’investimento, affinché il bonus Irpef sia poi riconosciuto, il legale rappresentante della startup deve presentare un’apposita istanza sulla piattaforma informatica dedicata agli Incentivi fiscali in regime de minimis per investimenti in startup innovative del Mimit.

Per recuperare gli investimenti già effettuati ed evitare l’esclusione dal beneficio fiscale per meri ritardi procedurali, il decreto Pnrr 2026 ha riconosciuto una deroga dei termini ordinari per gli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2025 e il 30 giugno 2025.

Per le somme erogate in questo arco di tempo, la startup innovativa può presentare domanda entro il 31 maggio 2026, anche se non aveva rispettato la tempistica ordinaria prevista dal decreto interministeriale del 28 dicembre 2020.