Di Maio inviato speciale Ue: ecco quanto guadagnerà

Di Maio è pronto a iniziare il secondo tempo della sua carriera, con l'Ue che gli affiderà l'incarico di inviato speciale nel Golfo Persico

Da vicepremier a ministro degli Esteri passando, infine, per il ruolo da disoccupato di lusso. La parabola discendente di Luigi Di Maio sembrava averlo portato ormai lontano dal mondo della politica dopo la bocciatura alle ultime elezioni politiche dello scorso 25 settembre, con il mancato raggiungimento della soglia d’ingresso in Parlamento col suo “Impegno Civico” che ha “mortificato” l’ex guida del Movimento 5 Stelle tanto da portarlo alle dimissioni da segretario nazionale. Ma a qualche settimana dal grande fallimento elettorale Di Maio è pronto a tornare in pista con un ruolo disegnatogli su misura dal rappresentante per la politica estera dell’Ue, Josep Borrell.

L’ex ministro, infatti, sarà l’inviato speciale dell’Unione europea nel Golfo Persico, con Di Maio che ha battuto la concorrenza del cipriota Markos Kyprianou, dell’ex inviato dell’Onu in Libia Jan Kubis e dell’ex ministro degli Esteri e commissario Ue Dimitris Avramopoulos. Ma cosa andrà a fare l’ex capo della Farnesina e, soprattutto, quanto guadagnerà?

Di Maio, cosa farà nel suo nuovo incarico

Manca solo la nomina ufficiale, ma l’ex ministro degli Esteri italiano è davvero a un passo dal diventare rappresentante speciale dell’Ue nel Golfo Persico. Si tratta di un ruolo importante e al momento quasi cruciale dopo il crollo delle forniture energetiche dalla Russia. L’Ue ha infatti deciso di accelerare verso il Medio Oriente, realizzando però di non avere nello scacchiere una figura diplomatica ad hoc per poter trattare con i big del petrolio.

È in questo quadro quindi che Borrell ha pensato di creare ex novo il ruolo che, con molta probabilità, sarà ricoperto da Di Maio. Il nome dell’ex guida della Farnesina è uscito dal tavolo formato da un gruppo di tecnici indipendente che ha ricevuto mandato dall’Ue di selezionare il profilo migliore per il ruolo e il nome dell’ex ministro è spiccato su tutti. Secondo quanto raccontano da Bruxelles starebbe proprio nella solidità del rapporto umano e istituzionale che l’ex ministro è riuscito a costruire con Borrell durante la sua esperienza alla Farnesina a giocare in favore di Di Maio.

Toccherà quindi a Di Maio tenere le fila dei rapporti con il mondo arabo, per trattare sul prezzo di gas e petrolio, con Borrell che nei prossimi giorni lo nominerà ufficialmente nel suo nuovo ruolo.

Quanto guadagnerà Di Maio

Dopo due mandati in Parlamento, con quattro anni a cavallo di tre ministeri guidati (Lavoro, Sviluppo economico ed Esteri) e una scissione dal Movimento, a 36 anni Luigi Di Maio è pronto a cominciare una nuova e importante pagina della sua vita. Se il primo tempo della sua carriera politica si è chiuso malamente il 25 settembre (qui vi abbiamo parlato degli esclusi eccellenti dopo le elezioni), l’ex deputato proverà a farsi valere nell’incarico ricevuto dall’Ue.

Per quanto riguarda i guadagni, al momento non c’è una cifra certa ma sembra che l’indennità per questo incarico è di circa 12.000 euro netti al mese, sottoposti alla tassazione agevolata Ue, oltre alla copertura di tutte le spese, staff compreso, in quanto inquadrato nella figura di diplomatico.

Ma il nuovo ruolo ricevuto non ha lasciato soddisfatti gli ex colleghi del Movimento, che hanno sottolineato che “questo incarico non è altro che il risarcimento per la scissione a sostegno del governo Draghi”. Maurizio Gasparri di Forza Italia ha addirittura presentato una interrogazione in cui si chiede al Governo di bloccare la nomina “perché Di Maio non ha nessuna competenza per tale incarico”.