La seconda vita di Luigi Di Maio: sarà inviato Ue in Golfo Persico

Un panel di tecnici a Bruxelles lo ha indicato come candidato principale, la nomina ufficiale spetterà a Josep Borrell.

Cancellato dalla politica italiana nelle Elezioni Politiche dello scorso 25 settembre, Luigi Di Maio potrebbe avere una seconda vita istituzionale negli organi comunitari. La fedeltà draghiana degli ultimi mesi e i rapporti intrecciati da ministro degli Esteri, infatti, gli hanno aperto la possibilità di un ruolo di primo piano come mediatore nelle crisi che riguardano la zona del Golfo Persico.

La candidatura

Di Maio è stato indicato dal panel dei tecnici incaricati dalla Ue di selezionare il candidato al ruolo di Inviato Speciale europeo nel Golfo Persico.

L’ex ministro degli Esteri ha prevalso nella scelta dei tecnici come il nome preferibile tra i quattro candidati presi complessivamente in esame. Dopo il via libera da parte del panel, a questo punto la nomina ufficiale spetterà a Josep Borrell, Alto Rappresentante della Ue per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza.

Il documento

Nel documento notificato dal panel stesso agli uffici dell’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Josep Borrell, si legge infatti che “sulla base delle prestazioni” fornite “dai candidati si raccomanda di nominare il sig. Luigi Di Maio” come inviato speciale dell’Ue nel Golfo. La raccomandazione, arrivata dopo una serie stringente di interviste e colloqui volti a stabilire le qualità dei singoli candidati, non costituisce comunque la nomina ufficiale, che spetta a Borrell.

All’interno della quaterna, oltre all’ex capo della diplomazia italiana, figura anche il cipriota Markos Kyprianou, l’ex inviato dell’Onu in Libia Jan Kubis e l’ex ministro degli Esteri e commissario Ue Dimitris Avramopoulos, per il quale Atene si sta molto spendendo.

L’incarico

L’incarico è stato voluto dallo stesso Borrell che circa nove mesi fa aveva espresso la necessità di nominare “un inviato speciale dell’Unione europea per la regione del Golfo, perché sappiamo che le questioni di sicurezza in quest’area – nel più ampio Medio Oriente – sono molto importanti per noi”.

Considerata l’area geografica di competenza, che comprende Paesi ricchi di giacimenti di petrolio, il ruolo avrà non poco rilievo sul dossier energetico, ma sull’eventuale scelta di Luigi Di Maio il governo italiano potrebbe non essere coinvolto.

Luigi Di Maio pronto al ritorno: le ipotesi di futuro dopo la politica

Dopo le dimissioni da segretario nazionale di Impegno civico, il partito da lui fondato che alle elezioni aveva racimolato soltanto lo 0,6% (qui vi abbiamo parlato degli esclusi eccellenti dopo le elezioni) di Di Maio si era parlato in orbita di una società di consulenza strategica come Bain & Co o riguardo all’ipotesi di un’offerta da un fondo di investimento arabo, dopo aver ottenuto negli ultimi mesi finanziamenti e donazioni per 300.000 euro da Consap, Alfredo Romeo, Marco Rotelli, l’università telematica Niccolò Cusano, Stigc pressure tanks e Energas Spa (qui avevamo parlato delle ipotesi di futuro di Luigi Di Maio).