Meloni chiude le liste: dallo stupro alle devianze, i temi cari a Fratelli d’Italia

Anche Fratelli d'Italia chiude le liste in vista delle elezioni politiche del 25 settembre. Al centro del dibattito politico, una serie di argomenti molto discutibili

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Miriam Carraretto

Giornalista di attualità politico-economica

Da vent'anni giornalista e caporedattrice per varie testate nazionali, è autrice di libri e contributi su progetti di sviluppo in Africa e fenomeni sociali.

Dopo Forza Italia e dopo il Movimento 5 Stelle – dove sì ci sono state le Parlamentarie, ma dove anche Conte ha blindato alcuni seggi grazie al suo “listino” (ne abbiamo parlato qui) – anche Fratelli d’Italia chiude le liste in vista delle elezioni politiche del 25 settembre.

“Fratelli d’Italia ha scelto di comporre le liste cercando di valorizzare al meglio coloro che si sono spesi in questi anni per costruire, insieme al presidente Giorgia Meloni, una proposta di governo credibile per l’Italia” si legge in una nota del partito. “Sono stati coinvolti rappresentanti delle libere professioni, delle categorie produttive, del mondo della cultura, dello sport, del turismo, dell’agricoltura, dell’associazionismo e del volontariato. A questi si aggiungono esponenti del mondo conservatore”.

Le scelte di Fdi si sono orientate valorizzando il lavoro parlamentare, che vede la conferma di quasi tutti i parlamentari uscenti. Tanti i sindaci e gli amministratori locali presenti. “Molti saranno coinvolti in prima persona con una candidatura e molti altri che lo avrebbero egualmente meritato non potranno farne parte a causa di un sistema elettorale che non permette di coinvolgere tutti. Lavoreremo per coinvolgere in questa grande stagione tutti quelli che vorranno e potranno”.

Dove è candidata Giorgia Meloni

La leader Giorgia Meloni sceglie di metterci la faccia, forte dei numeri che darebbero Fdi il partito più votato nella coalizione di centrodestra e dunque lei come possibile prima premier donna della storia italiana.

Meloni è candidata in Lombardia da capolista al plurinominale alla Camera, e nella stessa Regione ha infilato tre big indiscussi, di lungo corso e sufficientemente in grado di portare voti: l’amico di sempre Ignazio La Russa, Daniela Santanchè, attuale coordinatrice regionale, e persino l’ex ministro dell’Economia, fedelissimo di Berlusconi, Giulio Tremonti, candidato al Senato.

Ma Meloni corre anche nel collegio uninominale dell’Aquila in Abruzzo (“Una scelta di cuore”, ha detto), e pure come capolista nel proporzionale nel Lazio, in Puglia e in due collegi siciliani, Sicilia 1 e 2.

I candidati nelle liste di Fratelli d’Italia

Per quanto riguarda gli altri, tutti confermati gli uscenti. “Molte le candidature tradizionalmente legate alla storia di FdI, ma anche molti gli esponenti che hanno condiviso la necessità di lavorare con spirito patriottico al rafforzamento di questa proposta politica, provenienti da altri percorsi” prosegue la nota.

Dentro i volti storici del partito – da Francesco Lollobrigida a Giovanni Donzelli, da Raffaele Fitto a Giovanbattista Fazzolari a Edmondo Cirielli – ma anche illustri “ripescati” da Forza Italia, come, oltre a Tremonti, l’ex presidente del Senato Marcello Pera, che guida la lista in Campania, e Carlo Nordio.

E poi ancora Eugenia Roccella, Giuseppe Pecoraro, Maurizio Leo, Antonio Guidi, Giulio Terzi di Sant’Agata, Claudio Barbaro, Renato Ancorotti, Gianmarco Mazzi, Letizia Giorgianni, Fabio Pietrella, Marco Perissa, Elisabetta Lancellotta, Lucio Malan, Lara Magoni e Barbara Merlin.

Spazio anche ai giovani, con le candidature di Fabio Roscani, Chiara La Porta, Nicole Matteoni, Paolo Inselvini, Giulia Baggi e Grazia Di Maggio. Pronto a entrare in campo anche Andrea Tremaglia, attualmente coordinatore provinciale del partito a Bergamo e nipote dello storico esponente di An, l’ex ministro Mirko.

La lista completa dei candidati ufficiali di Fratelli d’Italia la trovate qui

I temi della campagna elettorale

Ma al di là dei nomi, a infiammare lo scontro elettorale in questi giorni sono toni e argomenti davvero di scarsissima – e possiamo dire pericolosa – levatura. Prima Meloni ha ricondiviso sui social un video drammatico, feroce, che filma uno stupro a Piacenza di una donna ucraina da parte di un richiedente asilo originario della Guinea. Il video è stato poi rimosso da Facebook e Twitter.

Poi, il tema della campagna elettorale è diventato quello dell’eliminazione delle “devianze”. Azioni o comportamenti, di una persona o di un gruppo, che violano le norme di una collettività e dunque sono sanzionabili, o comunque oggetto di disapprovazione, condanna o discriminazione. E’ questa la definizione sociologica di devianza.

Nella lista di Fdi per l’eliminazione delle devianze ci sono droga, alcolismo, tabagismo, ludopatia, autolesionismo, obesità, anoressia, bullismo, babygang, hikikomori. Cioè un mix esplosivo, e del tutto errato dal punto di vista psicologico e sociale, che mette insieme patologie gravi e gravi comportamenti. Un concetto, quello delle devianze, “da Ventennio”, come ha denunciato Laura Boldrini.

Il post di Fdi è stato poi rimosso, ma come ha osservato il deputato Dem Filippo Sensi, “non basta, servono le scuse a chi è stato insultato e considerato deviante perché obeso o anoressico. Venitelo a dire alle famiglie che vivono questo sulla loro pelle”. Considerare una malattia come l’anoressia, ad esempio, una devianza, lascia davvero poco spazio di commento, ma per fortuna ci sono gli studi, e la scienza, a parlare.

Ma a destra ci credono. “Uno stile di vita sano, alla cui base ci sono sport e condivisione di obiettivi, è il miglior antidoto all’uso di droghe e alcol. Ha ragione Giorgia Meloni ad affermarlo, sostenendo che investire sul diritto allo sport significa investire sulle giovani generazioni, coltivandone il talento e aiutandole a mantenere uno stile di vita sano. Fratelli d’Italia si impegnerà per rendere accessibile e concerto questo obiettivo” le fa eco il deputato di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami.

A sinistra però non fanno meglio, con Letta che replica lanciando l’hashtag #vivaledevianze. “Definire deviante una persona con patologie dell’alimentazione è da ignoranti pericolosi. Enrico Letta che risponde viva le devianze è livello quarta elementare. Così questa campagna sta degenerando nel ridicolo” attacca il leader di Azione, Carlo Calenda, confluito nel Terzo Polo con Matteo Renzi.

Terzo Polo che, intanto, insiste nella sua richiesta di un confronto con i leader di queste elezioni 2022, che si preannunciano un terremoto in un’Italia che finalmente, grazie ai risultati portati dal governo Draghi, si stava rialzando in piedi. Le misure introdotte del Governo sono state determinanti, tra le altre cose, per mantenere la spinta inflazionistica sotto la soglia del 10%, come certificato dalla Cgia di Mestre (dell'”effetto Draghi e delle crescita economica italiana abbiamo parlato qui).