M5s, ecco il “listino” Conte: alle Parlamentarie una carrellata di parenti

Gli iscritti al Movimento 5 Stelle hanno detto "sì" alla lista ristretta proposta da Conte e hanno votato le Parlamentarie: ecco i candidati

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Miriam Carraretto

Giornalista di attualità politico-economica

Da vent'anni giornalista e caporedattrice per varie testate nazionali, è autrice di libri e contributi su progetti di sviluppo in Africa e fenomeni sociali.

Alle 22.00 del 16 agosto si sono concluse le operazioni di voto degli iscritti al Movimento 5 Stelle delle proposte di autocandidatura per le elezioni politiche del 25 settembre. Sui 133.664 aventi diritto hanno votato 50.014 persone, “il dato più alto di sempre”, sottolineano fonti del Movimento, visto che alle Parlamentarie del 2018 avevano partecipato in 39mila.

Chi c’è nel “listino” di Conte

Oltre a votare le Parlamentarie, il popolo pentastellato ha detto “sì” al cosiddetto “listino” proposto da Giuseppe Conte. Una rosa di 15 nomi, fedelissimi del prof diventato premier, che la platea degli iscritti al M5s ha accettato.

Il quesito cui i votanti sono stati chiamati a rispondere era il seguente: “Approvi la proposta del Presidente Conte di inserire, con criterio di priorità, nelle liste di candidati in uno o più collegi plurinominali i nominativi di cui al seguente elenco?”. Hanno risposto “sì” in 43.282, pari all’86,54% dei voti espressi, e “no” in 6.732, pari all’13,46%.

Chi c’era nell’elenco? Una lista ristretta in cui spiccano nomi vari, dalla politica alla società civile. In testa troviamo l’ex sindaca di Torino Chiara Appendino, che nella città sabauda è stata dimenticata in fretta, assieme a tutti i compagni, per via di una gestione cittadina confusa e contraddittoria. Ma da tempo si sapeva che non avrebbe rinunciato facilmente alla politica, e che anzi per lei il partito era indaffarato a cercare una nuova collazione.

Nel listino di Conte spunta anche il nome dell’ex Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, celebre in particolare per i processi alle cosche del Casertano, soprattutto lo “Spartacus” contro il clan dei Casalesi, che ha portato alla condanna di influenti esponenti della camorra.

Poi ci sono la già deputata M5s Maria Domenica Castellone e Alfonso Colucci, fedelissimo di Conte che compare nell’organigramma del M5S in qualità di “organo di controllo” con il compito di vigilare, tra le altre cose, sulle “deliberazioni degli Organi associativi”.

E ancora: il ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli, l’ex ministro dell’Ambiente Sergio Costa, la viceministra dello Sviluppo economico Alessandra Todde, Livio De Santoli, docente alla Sapienza e grande esperto di politiche energetiche, la sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia, i deputati Michele Gubitosa, Riccardo Ricciardi e Francesco Silvestri, l’avvocato e senatore Ettore Antonio Licheri, il noto ex magistrato Roberto Scarpinato, e il senatore, sempre in quota M5s, Mario Turco.

Ma la decisione di Conte di blindare questi nomi non è affatto piaciuta a tutti dentro al democraticissimo Movimento. Sui social il senatore Danilo Toninelli è durissimo: “I listini bloccati lasciamoli alla Meloni o a Letta. Una candidata come Chiara Appendino merita di essere eletta perché ha preso più voti dagli iscritti” tuona.

In una intervista a La Stampa, il leader pentastellato ha replicato di aver proposto una piccola squadra, “ma non è questione di fedelissimi. Sono persone che possono contribuire a realizzare le nostre battaglie”, si è giustificato. II listino, dice, servirà a garantire “un nucleo essenziale per una continuità d’azione”(i principali punti del programma stellato li trovate qui).

Parlamentarie o “Parentarie”?

Per quanto riguarda le votazioni delle proposte di autocandidatura relative ai collegi plurinominali nelle circoscrizioni di Camera e Senato, il Movimento fa sapere che l’esito sarà reso noto nei prossimi giorni. Mentre nel Pd è scoppiata la bufera per gli illustri esclusi e i candidati, le polemiche anche qui sono esplose.

Scorrendo l’elenco dei nomi infatti non si possono non notare mariti, fratelli e parenti vari di esponenti politici che hanno ricoperto anche ruoli importanti nel Movimento 5 Stelle e nelle istituzioni, che in alcuni casi non hanno potuto ripresentarsi a causa della regola del doppio mandato, assoluto precetto dei grillini.

Per esempio, nel collegio Piemonte 2 troviamo Ergys Haxhiu, compagno della ministra delle Politiche giovanili Fabiana Dadone. Programmatore, nella scheda di presentazione rivendica con orgoglio di avere “oltre 21 anni di contributi versati nei mestieri più disparati: non mi sono mai fermato” scrive. “Mi candido perché credo ci sia bisogno di persone determinate, di metodo e perché sono stanco dei voltagabbana”.

A Roma spazio a due “ex” di Virginia Raggi: l’economista Andrea Mazzillo, che è stato per un anno assessore al Bilancio nella giunta presieduta dall’ex sindaca, e Andrea Venuto, ex delegato all’Accessibilità Universale, quello che avevano chiamato Disability Manager. Sempre nel Lazio, ma a Velletri questa volta, c’è anche il fratello della ex ministra Elisabetta Trenta, Paolo, attualmente consigliere comunale.

In Lombardia, per la Camera, nel collegio 1, spunta poi Davide Buffagni, fratello di Stefano, deputato ed ex viceministro allo Sviluppo economico. Diplomato perito informatico, fa però l’imprenditore, anzi il “restaurant manager”, come si autodefinisce. Sempre in Lombardia, collegio 3, si candida invece Samuel Sorial, fratello dell’ex deputato Giorgio: laureato in Giurisprudenza, attualmente collabora con uno studio legale.

Un vero putiferio è scoppiato in Calabria, a causa della contestata norma che consente, per la prima volta nella storia del Movimento, la candidatura anche in un collegio diverso da quello di residenza, purché in esso il candidato abbia “il centro principale dei propri interessi”. Una regola di cui ha potuto beneficiare la deputata uscente Vittoria Baldino, eletta nel Lazio alle passate politiche e candidata ora proprio in Calabria.

Secondo quanto appreso dall’Adnkronos, la candidatura di Baldino è stata addirittura oggetto di un esposto inviato a Giuseppe Conte e al Comitato di garanzia pentastellato da Alessia Bausone, iscritta M5S ed ex candidata alle regionali, che chiede di valutare “l’eventuale violazione dell’art. 3 del Codice Etico” in quanto “beneficiaria” di una presunta “attività clientelare del Dott. Davide Tavernise”, capogruppo M5S in Regione Calabria.

Sempre in Calabria è spuntata anche una coppia di sposi: Giuseppe Varano, esperto di banche che corre per il Senato, e Tiziana Costa, commercialista e consulente finanziaria, per la Camera.

Qui potete trovare l’elenco completo dei candidati del Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni politiche del 25 settembre 2022, divisi per Regione.