Cosa è stato deciso al Consiglio europeo su energia, Ucraina, sicurezza e difesa

Le conclusioni del summit Ue a cui ha partecipato per la prima volta anche la premier Meloni: ecco cosa è stato detto

Mentre il governo cerca la sintesi sulla Manovra di bilancio 2023, e l’Europa viene travolta dallo scandalo Qatargate (qui i personaggi italiani coinvolti), al Consiglio europeo è andato in scena il primo summit con l’Italia a guida Meloni. Ma cos’è stato deciso? Di fatto, nelle conclusioni del vertice, i 27 Paesi Ue invitano il Consiglio a finalizzare, il prossimo 19 dicembre, i lavori per l’approvazione del cosiddetto price cap. Una vittoria senz’altro italiana, per un progetto portato avanti per mesi dall’ex governo Draghi, e poi ripescato da Meloni. Tuttavia, sulla definizione della soglia le trattative sono ancora in corso.

Ma vediamo cosa è stato deciso nel dettaglio.

Energia e economia

Come prima cosa, il Consiglio europeo spera, il 19 dicembre, di arrivare concretamente a un miglior coordinamento degli acquisti di gas, in particolare attraverso la piattaforma dell’UE per l’energia, scambi transfrontalieri di gas e parametri di riferimento affidabili per i prezzi.

Questo nell’ambito della proposta di regolamento del Consiglio che istituisce il quadro per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili e un meccanismo di correzione del mercato per proteggere i cittadini e l’economia da rincari eccessivi.

Il Consiglio ha anche posto l’accento sull’importanza di rafforzare il coordinamento in vista delle prossime stagioni di riempimento degli stoccaggi e di riscaldamento.

In particolare, dovrebbero essere portati avanti i lavori su alcuni aspetti chiave: l’operatività in tempi rapidi dell’aggregazione della domanda di gas e del meccanismo di acquisto in comune attraverso la piattaforma dell’UE per l’energia e accelerazione delle discussioni con partner affidabili per garantire l’approvvigionamento di gas in vista dell’inverno 2023/2024, con l’obiettivo di concludere contratti a lungo termine; il riempimento efficiente degli stoccaggi di gas, e un attento monitoraggio delle traiettorie di riempimento e degli obiettivi di riduzione della domanda.

L’Europa chiede anche la conclusione delle discussioni relative alle direttive sulla promozione delle energie rinnovabili, sull’efficienza energetica e sulla prestazione energetica nell’edilizia.

Inoltre, rimarca l’importanza di incrementare gli investimenti in materia di innovazione, infrastrutture e interconnessioni, stoccaggio, energie rinnovabili e progetti di efficienza energetica, per eliminare gradualmente la dipendenza dell’Unione dai combustibili fossili russi, accelerare la transizione verde e garantire la sicurezza dell’approvvigionamento.

La Commissione europea dovrà poi presentare, all’inizio del 2023, la riforma strutturale del mercato dell’energia elettrica dell’UE, che tocca, tra l’altro, l’effetto dei prezzi del gas sui prezzi dell’energia elettrica e punta a un sistema energetico 100% decarbonizzato, che faciliti la diffusione delle energie rinnovabili.

Ciò che emerge con chiarezza, alla luce proprio dell’impatto dei prezzi elevati dell’energia in Europa, è l’assoluta necessità di salvaguardare la base economica, industriale e tecnologica dell’Europa e di mantenere le condizioni di parità a livello mondiale.

Serve una politica industriale europea ambiziosa per adeguare l’economia dell’Europa alle transizioni verde e digitale e ridurre le dipendenze strategiche, questo il messaggio lanciato a Bruxelles. Dando una risposta coordinata per rafforzare la resilienza economica dell’Europa e la sua competitività globale, ma preservando allo stesso tempo il mercato unico. Motivo per cui chiede alla Commissione di presentare, entro la fine di gennaio 2023, proposte volte a mobilitare tutti gli strumenti utili a livello nazionale ed europeo e a migliorare le condizioni quadro per gli investimenti, anche attraverso procedure amministrative semplificate.

Infine, l’Unione europea deve affrontare alcune essenziali sfide a lungo termine, in particolare il divario in termini di crescita e innovazione tra l’Europa e i suoi concorrenti a livello mondiale. Per questo il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a presentare, all’inizio del 2023, una strategia a livello dell’UE finalizzata a stimolare la competitività e la produttività.

Ucraina

Sul fronte guerra, il Consiglio ha ribadito la sua ferma condanna della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, il pieno sostegno dell’Unione all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale di Kiev entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale e al diritto naturale di autotutela dell’Ucraina contro l’aggressione russa.

L’Unione europea resta determinata a fornire all’Ucraina sostegno politico e militare, in particolare attraverso lo strumento europeo per la pace e la missione di assistenza militare dell’UE, in termini di capacità di difesa aerea e di assistenza allo sminamento.

“L’attuale campagna di attacchi missilistici sistematici condotta dalla Russia contro civili, obiettivi civili, infrastrutture energetiche e altri servizi di pubblica utilità ucraini allo scopo di infliggere sofferenze ancora maggiori al popolo ucraino è un crimine per il quale non può esservi impunità e deve cessare” scrive, esortando la Russia a porre immediatamente fine alle azioni che mettono in pericolo la sicurezza e la protezione degli impianti nucleari civili, e sottolineando il pieno sostegno dell’Unione europea all’attività dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica.

Da qui in avanti l’Ue intensificherà la fornitura all’Ucraina di assistenza umanitaria e di protezione civile, anche in natura, e contribuirà al ripristino delle infrastrutture critiche dell’Ucraina per aiutarla a superare l’inverno. Per questo, il Consiglio europeo ha chiesto alla Banca europea per gli investimenti, in stretta cooperazione con la Commissione e le istituzioni finanziarie internazionali, di rafforzare il sostegno per rispondere alle più urgenti esigenze infrastrutturali dell’Ucraina.

Sulla scia della conferenza di Parigi sulla resilienza e la ricostruzione dell’Ucraina tenutasi il 13 dicembre 2022, il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a intensificare il coordinamento con l’industria europea e i partner internazionali per garantire all’Ucraina un approvvigionamento sostenibile di attrezzature prioritarie, come centrali termiche mobili, generatori di energia, trasformatori di potenza, apparecchiature ad alta tensione e di illuminazione.

L’Unione europea manterrà inoltre il suo sostegno agli sfollati, sia all’interno che all’esterno dell’Ucraina. Il Consiglio europeo ha di fatto chiesto agli Stati membri di rafforzare la pianificazione di emergenza, con il sostegno della Commissione. E continuerà a a fornire, insieme ai partner, aiuti finanziari all’Ucraina e a sostenerne la resilienza e la ricostruzione a lungo termine.

Bruxelles fornirà nel 2023 al governo di Kiev un’assistenza pari a 18 miliardi di euro, e intende creare tra i Paesi membri del G7 una piattaforma di coordinamento dei donatori che riunisca vari organismi.

Spazio, nei discorsi, anche per il pieno accertamento delle responsabilità per i crimini di guerra e gli altri crimini più gravi legati alla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, comprese le modalità per assicurare l’accertamento delle responsabilità per il crimine di aggressione, con enfasi sul sostegno dell’Unione alle indagini del procuratore della Corte penale internazionale.

Il Consiglio europeo ha inoltre fatto il punto sulle opzioni per utilizzare i beni congelati al fine di sostenere la ricostruzione dell’Ucraina e a fini di riparazione.

Il Consiglio europeo ha discusso le modalità per aumentare ulteriormente la pressione collettiva esercitata sulla Russia affinché ponga fine alla guerra di aggressione e ritiri le sue truppe dall’Ucraina. Strategia in cui si inseriscono pienamente le misure restrittive dell’UE nei confronti del governo di Putin, anche attraverso il 9° pacchetto di misure restrittive dell’UE e il tetto internazionale al prezzo del petrolio, garantendo al tempo stesso condizioni di parità a livello mondiale.

Il Consiglio europeo ha ribadito la sua condanna del sostegno militare alla guerra di aggressione russa fornito dalle autorità iraniane, che deve cessare. E l’Unione continuerà a fornire tutto il sostegno del caso alla Repubblica di Moldova, che si trova a far fronte alle tante ripercussioni della guerra, in particolare per quanto riguarda la sicurezza energetica.

Nel contesto del rafforzamento della sicurezza alimentare globale, massima attenzione a Bruxelles è stata data anche ai corridoi di solidarietà, di cui occorre sfruttare appieno il potenziale, e all’iniziativa delle Nazioni Unite sui cereali del Mar Nero e al programma “Grain from Ukraine“, richiamando l’attenzione sulla necessità di continuare a garantire la disponibilità e l’accessibilità economica dei prodotti agricoli e dei concimi.

Sicurezza e difesa

L’Ue si assume anche maggiori responsabilità per la propria sicurezza e, nel settore della difesa, vuole correre più da sola, pur sempre nell’alveo dell’Alleanza Atlantica. Per questo il rafforzamento della base industriale e tecnologica del settore europeo della difesa rappresenta un punto fondamentale.

Il Consiglio europeo ha sottolineato esplicitamente l’importanza del legame transatlantico, anche in riferimento alla Bussola Strategica dell’UE e al concetto strategico della NATO. “Occorre imprimere un’accelerazione a questi lavori”, per questo il Consiglio ha invitato il Parlamento europeo e il Consiglio ad adottare rapidamente lo strumento per il rafforzamento dell’industria europea della difesa mediante appalti comuni.

La Commissione e l’Agenzia europea per la difesa dovranno dal canto loro intensificare gli sforzi per individuare le esigenze e facilitare e coordinare gli appalti congiunti, in particolare al fine di ricostituire le scorte, anche e soprattutto alla luce del sostegno fornito all’Ucraina.

La Commissione dovrà presentare presto una proposta relativa a un programma europeo di investimenti nel settore della difesa, per rafforzare la capacità del settore industriale e tecnologico di difesa europeo, comprese le PMI, e così colmare le lacune strategiche e ridurre le dipendenze tecnologiche e industriali.

Inoltre, il Consiglio Ue ha chiesto un’ulteriore accelerazione dell’attuazione dei progetti sulle infrastrutture di mobilità militare, compresi i progetti di infrastrutture a duplice uso, ribadendo la volontà di investire nelle capacità necessarie per condurre l’intera gamma di missioni e operazioni, compresa la capacità di dispiegamento rapido.

Chiedendo investimenti per la cybersicurezza e la connettività spaziale, resilienza delle infrastrutture critiche, ma anche la definizione di una politica forte dell’UE in materia di cyberdifesa sulla base della recente comunicazione congiunta della Commissione e dell’alto rappresentante; e, ancora, la rapida attuazione del pacchetto di strumenti dell’UE contro le minacce ibride, in modo da rafforzare la capacità dell’Unione di contrastare le minacce in modo efficace, così come il rafforzamento della PSDC civile, nella prospettiva di adottare un nuovo patto sulla dimensione civile della PSDC entro maggio 2023.

Allargamento Ue

Oltre a discutere anche di Vicinato meridionale e relazioni transatlantiche, via libera dell‘ingresso della Croazia nello spazio Schengen a decorrere dal 1° gennaio 2023 e il riconoscimento di Paese candidato alla Bosnia-Erzegovina.

Infine, l’Iran: l’Europa condanna ancora una volta le recenti condanne a morte pronunciate ed eseguite nel contesto delle proteste in corso nel Paese, chiedendo alle autorità iraniane di porre immediatamente fine a questa pratica e di annullare le condanne.

L’Unione europea si oppone fermamente al ricorso alla pena di morte in qualsiasi momento e in ogni circostanza, “in quanto inaccettabile negazione della dignità e dell’integrità dell’essere umano”. Il Consiglio europeo ha chiesto ancora una volta alle autorità iraniane di porre fine all’ingiustificabile uso della forza nei confronti dei manifestanti pacifici, in particolare nei confronti delle donne.

Infine, ha ricordato la determinazione dell’Unione europea a fare in modo che tanto il primo quanto il secondo pilastro siano attuati come concordato nell’ottobre 2021, e ha invitato la Commissione a monitorare i negoziati in corso relativi alla convenzione multilaterale sul primo pilastro e, se del caso, in mancanza di un accordo su una soluzione relativa a quest’ultimo pilastro, a presentare entro la fine del 2023 una proposta in merito.

Qui cosa ha detto Giorgia Meloni al Consiglio europeo del 15 dicembre: il suo discorso.