L’Ue blocca le auto ibride cinesi, l’accordo salva le imprese ma rischia di far aumentare i prezzi

Il commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič ha annunciato che Ue e Cina hanno raggiunto un accordo per limitare le esportazioni nel blocco di auto ibride cinesi

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Nella serata del 9 ottobre il commissario al Commercio Maroš Šefčovič ha annunciato che l’Ue ha raggiunto un accordo con la Cina per limitare le esportazioni di auto ibride cinesi in Europa. Non si conoscono i dettagli, ma il numero di vetture che arrivano nel continente da Pechino dovrebbe dimezzarsi.

L’accordo è stato raggiunto per difendere le aziende europee dalla concorrenza cinese, ritenuta scorretta visto che si basa soprattutto su enormi quantità di fondi pubblici. Le conseguenze, però, potrebbero essere un ulteriore aumento dei prezzi delle auto ibride in Ue.

L’accordo per limitare le auto ibride cinesi in Ue

Dell’accordo, in sé, si sa ancora pochissimo. Šefčovič ha dichiarato che dovrebbe dimezzare il numero di auto ibride che arrivano in Unione europea dalla Cina. Nei primi sette mesi dell’anno ne sono arrivate 378.000, quindi il nuovo limite potrebbe essere vicino a questa cifra.

Con questo accordo l’Ue e la Cina sembrano aver evitato una guerra commerciale che, nei mesi scorsi, sembrava sempre più probabile. L’Unione europea accusa infatti Pechino di aver messo in difficoltà le aziende europee attraverso una concorrenza sleale.

L’accordo che “salva” le aziende europee

Le aziende di auto europee, come Stellantis e Volkswagen, saranno le prime beneficiarie di questo accordo. Il blocco non solo farà diminuire il numero di auto cinesi in arrivo, riducendo la concorrenza, ma potrebbe anche imporre dazi causando un aumento di prezzo.

Un intervento necessario, visto che negli ultimi mesi i marchi cinesi come BYD e Geely erano arrivati a quote di mercato del 10% sia nelle auto ibride, sia nelle auto elettriche in Europa. Non è però solo una questione di prezzo: le auto ibride cinesi hanno tendenzialmente una tecnologia di propulsione migliore di quelle europee.

Perché le ibride cinesi sono migliori e costano meno

Il successo delle auto cinesi si basa su di un’enorme spesa pubblica. Per anni lo Stato cinese ha finanziato la ricerca e lo sviluppo nell’ambito delle batterie elettriche per auto e ha assegnato sussidi alle aziende che producevano auto ibride ed elettriche. Grazie a questo programma sono nate aziende come Geely e BYD in ambito automobilistico e CATL in quello delle batterie.

L’altra conseguenza è stata però una guerra dei prezzi a spese dello Stato che ha portato alla creazione di un circolo deflazionistico che ha contribuito a sua volta a deprimere l’economia del Paese. Oggi il governo cinese sta attivamente promuovendo la chiusura di centinaia di aziende automobilistiche cinesi minori per sanare la situazione.

Le conseguenze per i consumatori

Se questo accordo è una buona notizia per le aziende europee del settore automotive, da tempo in crisi, lo è meno per i consumatori europei. Senza l’afflusso di auto ibride dalla Cina, sul mercato ci saranno meno opzioni a prezzi bassi per quanto riguarda queste vetture. Di conseguenza il costo medio di un’auto ibrida potrebbe aumentare.

Inoltre, visto che alcune delle tecnologie ibride migliori sono in mano proprio alle aziende cinesi, i consumatori saranno lasciati con opzioni per lo più europee, che non hanno lo stesso livello di efficienza delle batterie elettriche, almeno finché le case automobilistiche del Vecchio Continente non riusciranno a competere in questo senso con quelle asiatiche.

Il resto dell’accordo

Šefčovič ha anche annunciato che, come parte dell’accordo, la Cina avrebbe accettato di rimuovere alcuni dazi da prodotti europei. Tra questi ci sono anche alcune categorie molto importanti per l’Italia, come le calzature e l’olio d’oliva.