Stellantis ha chiesto la cassa integrazione per 1.074 operai di Mirafiori

Più di mille operai dello stabilimento Stellantis di Mirafiori andranno in cassa integrazione, nonostante il raddoppio dei volumi di produzione rispetto allo scorso anno

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Dal 19 al 30 ottobre 2026 1.074 operai e impiegati dello stabilimento Stellantis di Mirafiori, a Torino, andranno in cassa integrazione. L’azienda non è riuscita a raggiungere i volumi attesi per il 2026, nonostante nell’impianto si sia iniziato a produrre la Fiat 500 ibrida, a fianco a quella elettrica.

Le auto prodotte a Torino quest’anno saranno tra 60.000 e 80.000, contro le almeno 100.000 dei piani di Stellantis. I problemi segnalati dall’azienda sono molteplici, dal costo dell’energia alla crisi del mercato automotive europeo. I sindacati continuano però a premere per l’introduzione di più di un modello a Mirafiori, per evitare che l’andamento della fabbrica dipenda dalle vendite di un solo tipo di auto.

A Mirafiori torna la cassa integrazione

I 1.074 lavoratori di Stellantis che andranno in cassa integrazione nelle ultime due settimane di ottobre saranno quasi tutti del reparto carrozzerie. Precisamente, si tratta di:

  • 934 operai;
  • 140 impiegati.

È stata Stellantis stessa, dopo una riunione interna, a constatare le difficoltà dello stabilimento e a chiedere gli ammortizzatori sociali. Un portavoce della multinazionale ha dichiarato:

Siamo di fronte a una situazione complessa, nonostante gli investimenti e il raddoppio della produzione rispetto allo scorso anno.

Cosa è andato storto con la 500 ibrida

Mirafiori avrebbe dovuto iniziare, nel 2026, un periodo di rilancio. Da quest’anno, a Torino si produce infatti la Fiat 500 ibrida, che si è affiancata al modello esclusivamente elettrico della stessa auto, che in precedenza era l’unico assemblato nello stabilimento. Stellantis, di recente, ha sottolineato che entro la fine dell’anno i volumi di produzione saranno raddoppiati rispetto al 2025 e potrebbero arrivare a 80.000 unità.

Queste, però, non erano le premesse dell’investimento di Stellantis a Mirafiori. L’azienda aveva preventivato almeno 100.000 unità nel primo anno, con la speranza di arrivare a 120.000. Il mercato, però, non ha risposto come ci si aspettava, anche per problemi di concorrenza interna con la nuova Grande Panda.

Stellantis vuole pagare meno l’energia

Al di là della crisi del mercato automotive in Europa, il problema che Stellantis continua a sottolineare per la produzione in Italia è il costo dell’energia. Ad agosto, la multinazionale è arrivata pagare 250 euro al megawattora, più del doppio rispetto a quello che paga in Francia e Spagna, dove si trovano alcuni dei suoi stabilimenti europei più grandi.

L'assemblaggio di una 500 a Mirafiori
ANSA
L’assemblaggio di una 500 a Mirafiori

I sindacati chiedono un nuovi modelli

I sindacati continuano ad accusare l’azienda di non fare abbastanza e sono preoccupati soprattutto dal fatto che Mirafiori sia da anni legata a un singolo modello di auto. Questo, secondo le sigle, espone i lavoratori alle fluttuazioni di mercato. Se la 500 vende, Mirafiori va bene, se invece non vende, i lavoratori finiscono in cassa integrazione.

Per i prossimi anni, i lavoratori spingono per aggiungere altri modelli all’interno della fabbrica. Per Stellantis sarebbe però un costo ulteriore, che l’azienda non sembra intenzionata ad affrontare.

Il compromesso della nuova 500, dal 2030

Il Ceo di Stellantis Antonio Filosa ha però proposto un compromesso sulla questione della differenziazione. Dal 2030, a Mirafiori, arriverà la nuova generazione della 500. L’amministratore delegato del gruppo ha spiegato:

Sarà una vettura multienergy e avrà diverse forme. È se come fossero più modelli.

Una sola linea, auto differenti, per attenuare l’impatto delle variazioni di mercato su Mirafiori e offrire una gamma più ampia.