Stoccaggio gas, l’Ue chiede di ridurre gli obiettivi: ci sono rischi per l’Italia

La Commissione Europea suggerisce flessibilità sulle scorte energetiche a causa delle tensioni in Medio Oriente e del rialzo dei prezzi

Foto di Giorgia Bonamoneta

Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Pubblicato:

Gli Stati membri dell’Ue sono stati sollecitati ad abbassare gli obiettivi di stoccaggio del gas a causa della guerra con l’Iran. La notizia è stata resa nota dal Financial Times, che ha visionato una lettera del Commissario europeo per l’energia. In questa, Dan Jørgensen spiegava ai ministri dell’energia di non affrettarsi a ricostituire le riserve di gas esaurite e di utilizzare la flessibilità per ridurre la domanda da parte delle famiglie e dell’industria. Il motivo sarebbe l’attuale momento di tensione geopolitica.

L’accorgimento è quello di abbassare l’obiettivo di riempimento degli impianti di stoccaggio del gas all’80% della capacità: 10 punti percentuali in meno rispetto agli obiettivi ufficiali dell’Unione Europea. È stato anche consigliato di iniziare gradualmente il riempimento delle riserve per evitare la corsa di fine estate ed evitare così di mettere sotto pressione i mercati.

Riempimento degli stoccaggi anticipato

Iniziare prima e abbassare le quantità. È questo che il Commissario per l’energia Dan Jørgensen ha invitato a fare gli Stati membri dell’Unione Europea. Nello specifico, il richiamo è a ridurre l’obiettivo di riempimento degli impianti di stoccaggio del gas all’80% della capacità, ovvero il 10% in meno rispetto agli obiettivi ufficiali dell’Unione Europea.

La motivazione ufficiale è di “evitare la corsa di fine estate”. La Commissione Europea, infatti, si è impegnata ad avvisare i ministri tanto delle preoccupazioni sul tema energetico, quanto per dare consigli su come raggiungere gli obiettivi di stoccaggio senza ulteriori pressioni sui prezzi del gas.

Al momento il prezzo del gas è aumentato del 21,5% e la richiesta del Commissario fa pensare che la crisi possa durare a lungo e peggiorare. Jørgensen nella lettera ha anche rassicurato sull’approvvigionamento energetico dell’Unione Europea che, scrive, rimane “relativamente protetto”. Allo stesso tempo chiede una risposta collettiva al conflitto e avverte che “recenti sviluppi indicano che potrebbe volerci più tempo prima che la produzione di gas naturale liquefatto del Qatar torni ai livelli pre-crisi”.

I livelli di stoccaggio Paesi europei

In tema di livello di stoccaggio, l’Europa è molto rigida. Lo è da quando ha aggiornato gli obiettivi dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. I timori di una carenza di gas nel continente avevano spinto l’Unione Europea a stabilire un livello di stoccaggio al 90%, obiettivi che sono stati poi ammorbiditi nel 2025 e che ancora oggi godono di una maggiore flessibilità.

Adesso l’Unione Europea invita a uno stoccaggio fino all’80% in caso di condizioni di mercato sfavorevoli, o al 75%. Si tratta comunque di 10 punti percentuali in meno rispetto al passato, traguardi facili da raggiungere per molti Paesi.

Ci sono infatti Stati che hanno riserve di gas molto basse. La media europea è meno del 30%. Ci sono Paesi che procedono bene, mentre altri devono recuperare molto di più.

In una classifica non lineare possiamo inserire:

  • l’Italia con riserve al 47,4%;
  • la Germania con poco più del 20%;
  • i Paesi Bassi al 7%.

L’Italia pronta a stoccare da metà aprile

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dei settant’anni della Cesi, ha dichiarato che l’Italia è pronta a partire con gli stoccaggi 2026-2027 già verso metà aprile.

Ha spiegato che la valutazione va fatta rispetto alla capacità delle pompe, alla portata di quanto si riesce a iniettare e ai tempi. Ha aggiunto che: “Non si può mai essere pronti per un conflitto. Dobbiamo essere pronti a ricostituire gli stoccaggi entro fine anno”.

L’Italia, rispetto ad altri Paesi europei, appare in una condizione migliore, anche perché, dice Fratin, ha molte fonti alternative di approvvigionamento. Per questo si dice “abbastanza fiducioso che da metà aprile si possano ricostituire gli stoccaggi in modo adeguato”.