PNRR a rischio: alta tensione Salvini-Letta, Draghi pronto a dimettersi

Necessario finalizzare le riforme nel più breve tempo possibile per chiudere il semestre con tutti gli obiettivi raggiunti ma le scaramucce fra lega e Pd-Cinquestelle stanno mettendo a repentaglio la stessa esistenza del governo Draghi

E’ alta tensione nella compagine allargata che sostiene il governo, dove persiste un rischio frattura fra la Lega ed il collaudato duo Pd-M5S su temi rilevanti quali la delega fiscale, la concorrenza la politica estera ed europea. Divisioni che rischiano di far saltare i fondi del PNRR per aver mancato gli obiettivi da raggiungere allo scadere del primo semestre dell’anno. Più di un avvertimento è arrivato dal Premier Mario Draghi e ieri un monito è giunto anche da Bruxelles.

I temi che dividono

Fra le tematiche che dividono i partiti al governo c’è la delega fiscale, in particolare per quel che riguarda il tema del catasto e delle tasse sulla casa, anche se è stato raggiunto già un accordo di massima sull’argomento. C’è poi la riforma della concorrenza, che divide sul tema delle concessioni balneari, con Lega re Forza Italia che propendono per un rinvio delle gare oltre il 2023 e indennizzi più corposi ai titolari di concessioni che vengono perse. E ancora c’è il tema della Giustizia e quello della politica europea, con il dibattito sul Patto di stabilità e la futura politica economica.

Tutte condizioni che determinano la stessa “esistenza” del Governo – ha chiarito il Premier Draghi – e che appaiono “non negoziabili” nell’ambito dei negoziati all’interno della maggioranza. E bisogna fare presto, perché alcuni provvedimenti andranno approvati entro fine maggio, anzi il Dl concorrenza entro oggi 24 maggio per rispettare le tempistiche e finalizzare entro giugno le riforme promesse all’UE.

Il botta e risposta fra Lega e Pd-M5S

Nel frattempo, non si placano le tensioni all’interno della maggioranza, semp0re divisa sui temi principali, così come dimostra l’ultimo botta e risposta fra il leader del Carroccio Matteo Salvini ed il segretario del Pd Enrico Letta.

Il segretario del Pd Letta, parlando a Catanzaro, ha detto che “l’opposizione” che Salvini e la Lega stanno facendo “ha superato il limite” ed è “incompatibile con il lavoro efficace e positivo dell’azione di governo”. “Salvini si sta prendendo la responsabilità, con questa sua azione distruttiva, di mettere in crisi e in difficoltà il governo e l’Italia. – ha aggiunto Letta –  Ormai il leader della Lega si comporta come rappresentante dell’opposizione. Anzi, è molto più opposizione lui rispetto ad altri che lo sono davvero”.

Affermazioni che non sono cadute nel vuoto e pronta è arrivata la replica del leader leghista Matteo Salvini, che dichiara “il governo rischia per i capricci del Pd sullo ius soli e il ddl Zan, e del M5s che non vuole i valorizzatori e dovrebbe venire in Lombardia a scuola di pulizia, ambiente e valorizzazione dei rifiuti”. “Noi parliamo di tasse, di lavoro e infrastrutture. Se c’è qualcuno che rallenta l’operato del governo è lui. Con l’aggravante della guerra ad oltranza”, aggiunge lapidario Salvini.

Draghi non è ovviamente disposto a farsi logorare nè a rimetterci la faccia davanti all’Europa: il governo è pronto a porre la fiducia e, in caso, a dimettersi.