Il maltempo al mare scoraggia il turismo, presenze giù fino al -60%: le regioni più colpite

Fino ad oggi il meteo non è stato amico dell'estate 2024: da Nord a Sud le località di mare hanno registrato un significativo calo delle presenze. Solo tre le eccezioni: Sicilia e Marche vanno in pari e il Molise aumenta le visite

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Partenza con il freno a mano tirato per la stagione balneare italiana: il maltempo che ha imperversato in quasi tutte le regioni con piogge o anche solo con il cielo velato ha scoraggiato molti vacanzieri che, rispetto al 2023, hanno deciso di ritardare la loro presenza al mare. Il calo di presenze è generalizzato, con tre sole eccezioni: il Molise ha segnato il +10% di presenze, mentre Sicilia e Marche sono andate in pari. È quanto emerge dalle stime del Sib (Sindacato italiano balneari). A fronte di un giugno deludente, gli esercenti sperano di rifarsi con le prenotazioni per luglio e agosto.

La situazione nelle varie regioni

“Gli stabilimenti balneari in tutte le regioni – dice Antonio Capacchione, presidente del Sindacato aderente a Fipe Confcommercio – registrano una diminuzione di presenze sui nostri litorali a due cifre rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con perdite molto pesanti in Liguria e nel Lazio. Hanno sofferto meno quelle località meta del turismo straniero, mentre i vacanzieri italiani hanno disertato le nostre spiagge, principalmente a causa delle avverse condizioni meteo. Le prenotazioni per luglio ed agosto fanno ben sperare”.

La stima del Sib, sui dati di giugno 2024 rispetto a giugno 2023, è stata effettuata proponendo un sondaggio a un campione di imprese balneari che operano da Nord a Sud. I risultati:

  • Sicilia e Marche presentano una percentuale di bagnanti che risulta sostanzialmente invariata rispetto al 2023.
  • la Basilicata sperimenta un calo del -10%. Al netto degli innegabili danni al comparto turistico, per l’economia lucana nel suo complesso la perdita è relativamente contenuta data la minore percentuale di costa rispetto alle altre regioni che si affacciano sul mare;
  • segnano una flessione del -15% Calabria, Sardegna, Toscana e Veneto;
  • Abruzzo e Puglia registrano entrambe il -20% di turisti;
  • l’Emilia-Romagna, tradizionale calamita per il turismo balneare, sperimenta un -25% di visitatori;
  • va peggio a Campania e Friuli-Venezia Giulia che vedono un calo del -30%;
  • situazione pesantissima in Lazio, dove il calo è stato del -50% in un anno;
  • a soffrire più di ogni altra regione è la Liguria: le sue località balneari, da Levante a Ponente, hanno perso il 60% dei visitatori.

Mancano i bagnini in Italia

Ma oltre al maltempo sono anche altri i motivi di preoccupazione per il sindacato balneari. Uno è rappresentato dalla cronica mancanza di personale per la stagione estiva. In Italia mancano i bagnini. Secondo una rilevazione di marzo 2024 mancavano all’appello circa 4.000 professionisti della sicurezza in acqua. Per cercare di mitigare almeno in parte la situazione, il governo ha garantito con il decreto Milleproroghe la possibilità di prendere il brevetto di bagnino a 16 anni. Oltre ai bagnini, in molte località viene lamentata la carenza di personale addetto all’accoglienza, all’intrattenimento, alla sala e alla cucina.

Il nodo delle concessioni balneari

Il sindacato è inoltre in stato di allerta per lo stallo sul caso delle concessioni balneari. Da una parte c’è l’Europa che chiede l’apertura del mercato con garanzie di trasparenza e concorrenza. Dall’altra parte c’è il governo che continua a rimandare. Nel mezzo ci sono il Consiglio di Stato, che chiede lo stop delle proroghe e l’avvio immediato delle gare, e la Corte di Cassazione che ha già dichiarato illegittime le proroghe in Sicilia.