Da pensioni a tasse, battaglia alla Camera sulla Manovra: le proposte sul tavolo

Dalla valanga di 3mila emendamenti ne rimangono 450. Da oggi al via protesta dei sindacati

Degli oltre 3mila emendamenti alla Manovra arrivati mercoledì scorso, alla fine i gruppi parlamentari ne hanno salvati 450, che quindi saranno sottoposti al vaglio della Commissione bilancio della Camera. Alla scadenza del termine fissato per ieri alle 17 sono pervenute 200 segnalazioni dalla maggioranza (95 Fdi, 54 Lega, 40 FI, 11 Noi Moderati) e 250 dall’opposizione. Nei prossimi giorni gli uffici della Ragioneria lavoreranno sui pareri e la Commissione bilancio si è già riconvocata per mercoledì per avviare il lavoro sugli emendamenti. Le votazioni sono previste da giovedì fino a tutto il fine settimana con l’obiettivo di arrivare in Aula martedì 20 dicembre.

Non si esclude, tuttavia, che le proposte di modifica possano essere ulteriormente scremate per arrivare ad un numero ancora più ridotto. Con una dote per le modifiche del Parlamento di 400 milioni – 700 contando quella per i ministeri – la coperta è, infatti, corta.

Dalle pensioni minime allo smart working fino al superbonus e al payback per la Sanità sono diverse le questioni sul tavolo.

Da Fratelli d’Italia 95 emendamenti: da lavoro agile a sgravi assunzioni

Sono 95 gli emendamenti segnalati da Fratelli d’Italia alla manovra in commissione Bilancio. Tra le proposte, oltre alla sospensione del payback per le imprese sanitarie anche l’aliquota agevolata per il gasolio agricolo e la proroga del lavoro agile per i lavoratori fragili e i genitori lavoratori con figli minori di anni 14. Fondi per le materie Stem (scientifiche) nella scuola così come la proroga delle risorse per le trasmissioni di Radio Radicale. Spunta anche un fondo ‘per la realizzazione dei Giochi della Gioventù, con una dotazione pari a 20 milioni di euro. E ancora, aumento da 8 a 10 euro dell’esenzione fiscale dei buoni pasti elettronici, sgravi per le assunzioni di apprendisti, fondi per l’edilizia scolastica dei comuni ed estensione del bonus sociale anche sotto forma di crediti per gli inquilini dell’edilizia popolare.

Nel pacchetto di emendamenti anche un contributo ai comuni per la realizzazione di nuovi impianti di stoccaggio gas, sconti sulle accise del gasolio per le imprese di noleggio autobus, riapertura del bonus per il rientro dei cervelli, nuove norme sui premi di risultato, misure per il prepensionamento dei giornalisti delle testate in crisi e taglio al 5% dell’Iva sulle pompe di calore. Sul fronte della carta 18 App cambierà, per certo, l’emendamento del presidente della commissione Cultura Federico Mollicone. “L’emendamento – ha detto Mollicone – verrà riformulato in modo da dare continuità alla Carta però con i cambiamenti che condivideremo con il ministero”. Probabile che per il bonus venga inserita una soglia Isee.

Le modifiche segnalate dalla Lega: da Iva pellet a qualità dell’aria

Sarebbero 54 gli emendamenti segnalati dalla Lega alla manovra per l’esame della commissione Bilancio. Tra le proposte indicate quella del taglio dell’Iva sul pellet (ora al 22%) il sostegno al comparto della sicurezza ma anche una riguardante la qualità dell’aria con interventi per ridurre l’inquinamento. Nessuna proposta di modifica segnalata dal Carroccio sul fronte del Pos o sul tetto al contante, entrano invece una serie di proroghe di agevolazioni per le popolazioni terremotate.

Forza Italia punta su innalzamento delle pensioni minime

Un fondo di 500 milioni di euro a decorrere dal 2023 per “interventi di revisione del meccanismo di indicizzazione delle pensioni minime e misure per contrastare gli effetti negativi delle tensioni inflazionistiche”. Ma anche un esonero contributivo fino 8.000 euro l’anno prossimo per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e le trasformazioni dei contratti a tempo determinato degli under 36. Queste le proposte di bandiera di Forza Italia. Tra gli emendamenti segnalati dagli azzurri anche il sostegno ai comparti della sicurezza e della scuola, l’introduzione di meccanismi per sbloccare la cessione dei crediti fiscali del Superbonus, la proroga dei crediti d’imposta per gli investimenti nelle ZES, misure sul finanziamento delle università.

Pd: al centro Opzione donna, salari e sanità

Opzione donna, salario minimo e sanità. Questi i principali temi oggetto degli emendamenti alla manovra segnalati dal Partito democratico. “Le nostre proposte per correggere e migliorare una legge di bilancio che giudichiamo iniqua e inadeguata alle esigenze del Paese sono state segnalate ed ora a disposizione di governo e maggioranza se vorranno seriamente aprire un reale confronto in Parlamento –  hanno annunciato la capogruppo del Pd alla Camera Debora Serracchiani ed il capogruppo in commissione Bilancio Ubaldo Pagano –. Fra le nostre priorità c’è di certo la questione Opzione Donna: ci batteremo a difesa dei nostri emendamenti perché sia garantita la possibilità di andare in pensione a 58 anni per le donne, allargando quindi la potenziale platea rispetto alle assurde discriminanti introdotte dal governo. In particolare, chiediamo, inoltre, che le risorse messe a disposizione del Parlamento non siano polverizzate e indirizzate a una serie di micro-interventi, ma centrate su questioni fondamentali: riduzione delle tasse sul lavoro, salario minimo, incremento dei fondi per la sanità pubblica, lotta al dissesto idrogeologico, sostegno agli enti locali. Su questi ed altri temi ci sono proposte puntuali e dettagliate del Partito democratico per contrastare disuguaglianze, sostenere lavoratori e pensionati, garantire diritti”.

Terzo Polo: guerra alle “microtasse”

Tutti incentrati sulla lotta alle microtasse gli emendamenti presentati dal Terzo Polo. Via l’addizionale erariale alla tassa automobilistica, le tasse e sopratasse per gli istituti superiori e le università, le tasse per le licenze di esercizio, la tassa di abilitazione all’esercizio professionale o ancora l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco di passeggeri sugli aeromobili. È quanto prevede uno dei 44 emendamenti presentati del Terzo Polo alla manovra che dovrebbe rientrare nei segnalati.

M5S: focus su Rdc, lavoratori e imprese

“Con gli emendamenti che ha segnalato, il Movimento 5 Stelle intende apportare modifiche migliorative ad una legge di Bilancio pavida, senza coraggio, che apre una guerra ai poveri e agli ultimi. Fra le nostre priorità ci sono la difesa del Reddito di cittadinanza, che la Destra elimina nel momento in cui si stimano 700mila poveri in più nel 2023, e quella del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati. Per tale motivo, proponiamo la costituzione di un fondo per la detassazione del salario minimo, che deve essere di almeno 9 euro lordi l’ora, e una rivalutazione del 200% per chi percepisce un trattamento pensionistico pari o inferiore a quattro volte il minimo”. È quanto affermano in una nota Francesco Silvestri, capogruppo del M5S alla Camera, e Daniela Torto, capogruppo pentastellata in commissione Bilancio. Tra le misure segnalate dal M5S – si legge nella nota – anche “potenziamento dei crediti d’imposta 4.0, stabilizzazione della Decontribuzione Sud dal 2023 e proroga del credito d’imposta riconosciuto alle imprese del Mezzogiorno che acquistano beni strumentali nuovi, in modo tale da venire incontro a un comparto pressoché escluso dalla Manovra. Contro norme che fanno da volano all’evasione fiscale, – spiegano Silvestri e Torto – proponiamo la reintroduzione del cashback a partire dal 1 giugno 2023″. Presentato dai Cinque stelle anche un emendamento alla legge di bilancio per la proroga fino alla fine dell’anno scolastico in corso del personale docente e Ata assunto per far fronte all’emergenza covid.

Le proteste dei sindacati

A partire da oggi fino a venerdì 16 i sindacati hanno annunciato una protesta contro le misure attualmente previste dal ddl di Bilancio. Lo ricorda la Cgil ribadendo le richieste del sindacato: aumentare i salari detassando gli aumenti dei contratti nazionali, portando la decontribuzione al 5% per i salari fino a 35mila euro per recuperare almeno una mensilità, e introducendo un meccanismo automatico di indicizzazione delle detrazioni all’inflazione (così detto recupero del drenaggio fiscale). Si chiede inoltre di conferire tutele a tutte le forme di lavoro, assegnando ai ccnl un valore generale, sancendo così anche un salario minimo e diritti normativi universali; di eliminare le forme di lavoro precario per un unico contratto di inserimento al lavoro con contenuto formativo. Serve poi una riforma fiscale che rispetti il principio della progressività e la tassazione degli extraprofitti che generi risorse per un contributo straordinario di solidarietà. Cgil punta anche alla rivalutazione delle pensioni; risorse per il diritto all’istruzione, per la sanità che ha affrontato e sta affrontando gli effetti drammatici della pandemia; di cancellare la Legge Fornero e introdurre: l’uscita flessibile dal lavoro a partire dai 62 anni, il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, la pensione di garanzia per i giovani e per chi ha carriere discontinue e “povere”, il riconoscimento del lavoro di cura, il riconoscimento delle differenze di genere, l’uscita con 41 anni di contributi. Per la Cgil, “in coerenza con le piattaforme unitarie, sono necessarie: riforme vere, ispirate dai criteri di solidarietà e giustizia sociale, fondate sulla qualità e la stabilità del lavoro, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e su nuove politiche industriali ed energetiche capaci di prospettare un futuro per il Paese, sulla trasformazione digitale e la riconversione verde, su uno stato sociale più forte e qualificato”.