La carica dei 3 mila emendamenti contro la manovra: le proposte

Partiti di opposizione e maggioranza hanno depositato complessivamente oltre 3mila emendamenti alla bozza della legge di bilancio del Governo

Sono oltre 3 mila gli emendamenti alla manovra presentati in Commissione Bilancio. Un numero da cui si evince che il tacito accordo tra la maggioranza e l’opposizione per limitare il numero delle proposte non è stato rispettato. E che l’Esecutivo è quanto mai diviso sulla bozza della legge di bilancio, che a conti fatti non piace a nessuno. Ben 600 emendamenti sono infatti arrivati dagli stessi partiti del Governo. E non sono stati ben accolti dalle opposizioni, che sottolineano come i primi ostacoli arrivino proprio dalla compagine di Giorgia Meloni. Solo Fratelli d’Italia ha presentato infatti 285 modifiche.

Il prossimo passo sarà quello di contingentare le proposte, segnalando quelle ad alta priorità. Il tetto è fissato per l’opposizione a 250 emendamenti e per la maggioranza a 200.

Marco Grimaldi, capogruppo della Commissione Bilancio di Alleanza Verdi Sinistra Italiana ha dichiarato, a margine della riunione, che il suo partito aveva preparato più di mille emendamenti, ma di aver deciso di presentarne solo 200 di merito per non scontrarsi con il Governo. “Chiedono rispetto a noi e poi ne fanno 600 loro”, ha sottolineato, chiedendo il rispetto delle prassi e dei regolamenti.

Quali sono i partiti che hanno presentato più emendamenti alla manovra

La partita si giocherà su due fronti: quello temporale, visto che la bozza della legge di bilancio arriverà in Aula a ridosso del 20 dicembre, e su quello delle risorse, considerati i soli 400 milioni di euro a disposizione per le modifiche parlamentari. Ma non solo. Anche le parti sociali e gli osservatori esterni si sono detti scontenti per la manovra. I sindacati sono preoccupati per il capitolo pensioni e per l’allentamento della stretta contro l’evasione fiscale. La stessa premier Giorgia Meloni ha però sottolineato che qualcosa cambierà di certo, a iniziare dalla tanto discussa Opzione Donna.

Ogni partito porta avanti la propria agenda, con proposte che potrebbero risultare particolarmente onerose. Di seguito il numero di emendamenti per ogni grande partito.

  • Partito Democratico: 957 emendamenti.
  • Movimento 5 Stelle: 772 emendamenti.
  • Azione e Italia Viva: 311 emendamenti.
  • Fratelli d’Italia: 285 emendamenti.
  • Alleanza Verdi Sinistra Italiana: 200 emendamenti.
  • Lega: 151 emendamenti.
  • Forza Italia: 136 emendamenti.

Altri arrivano dal centro, dal Gruppo Misto, da interruppi parlamentari, come quello della Camera per le Donne, i Diritti e le Pari Opportunità, che ha presentato un emendamento bipartisan per potenziare il piano strategico contro la violenza sulle donne.

Le misure contenute negli oltre 3 mila emendamenti alla manovra

Di seguito alcune tra le principali proposte di modifica.

  • Aspettativa. Estensione della retribuzione dell’aspettativa obbligatoria all’80% anche per i padri e non solo per le madri lavoratrici.
  • Congedi parentali. Due modifiche in particolare potrebbero avere il via libera della maggioranza. Si parla dell’estensione del congedo parentale a tre mesi, con una diversa percentuale di stipendio (100% il primo mese, 80% il secondo e 30% terzo; oppure 80% il primo e 67% gli altri due, o ancora tutti e tre i mesi con il 67%).
  • Cuneo fiscale. Sulla base dei consigli di Confindustria e dei sindacati, viene proposto di estendere il taglio di un punto percentuale per i redditi bassi. La soglia verrebbe però estesa ai 35 mila euro annui.
  • Diritti TV. Si lavora anche all’estensione dei contratti, da 3 a 5 anni, dei dritti TV per le partite di calcio.
  • Occupazione. Sempre Forza Italia porta avanti la battaglia per la decontribuzione fiscale prevista per le aziende che assumono giovani under 35.
  • Opzione Donna. La norma che consente la pensione anticipata per le lavoratrici cambierà ancora. Spariti i riferimenti al numero di figli inizialmente annunciati dal Governo, rimarrebbero solo quelli di invalidità civile superiore al 74%, del licenziamento o dello status di caregiver. Qua vi abbiamo spiegato cosa potrebbe cambiare su Opzione Donna.
  • Pensioni. Tra gli emendamenti presentati ce n’è uno per un aumento delle pensioni minime a 600 euro, ma esclusivamente per gli over 75. Ben lontani dai mille euro al mese promessi in campagna elettorale da Silvio Berlusconi, di cui vi abbiamo parlato qua.
  • POS. Tra le proposte della maggioranza è previsto anche un contributo di solidarietà da parte delle banche per azzerare le commissioni fino ai 15 euro per i pagamenti digitali, mentre il tetto per l’uso del contante potrebbe arrivare a 30 euro. Sulla misura però bisognerà aspettare il confronto con Bruxelles, considerando che è anche legata al PNRR.
  • Superbonus. Sul capitolo è prevista una ulteriore proroga della scadenza per la presentazione della Cilas, anche se sembra improbabile, come anticipato qua, fino al 31 dicembre 2022. In particolare Forza Italia sta portando avanti la battaglia sul bonus edilizio.