Bonus 18enni resta: di cosa si tratta e perché lo stop ha sollevato proteste

Lo stanziamento di 230 milioni di euro voleva essere dirottato a sostegno dell'editoria e dello spettacolo ma le proteste giunte compatte dall'opposizione e la contrarietà di Forza Italia hanno spinto il governo a ritirare l'emendamento

Il governo fa un passo indietro sull’ipotesi di abolire il bonus 18enni a favore di misure a sostegno dell’editoria e dello spettacolo, ma resta aperta la possibilità di una riformulazione del sostegno alla cultura per i giovani. Contro la sua abolizione si è sollevata compatta l’opposizione, ma anche Forza Italia che è nella coalizione di governo ha espresso delle orti perplessità.

Nessuna abolizione, ma una nuova Carta più equa

“Non aboliamo la App 18. E’ una fake news”, chiarisce il presidente della commissione Cultura Federico Mollicone, autore dell’emendamento che voleva lo stop al contributo, e aggiunge “sarà fatta una nuova Carta con criteri più trasparenti ed equi” che “potrebbe essere legata all’Isee”.

Anche il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ribadisce “va modificata perché mostra criticità, ma dire che la cancelliamo è falso”.

La cancellazione aveva infuocato l’opposizione

Indignato l’ex Ministro della Cultura Dario Franceschini, che ha definito la scelta dell’esecutivo “una cosa assurda”, ricordando che “Francia, Spagna e Germania hanno introdotto un bonus cultura esplicitamente ispirato dal nostro”.

L’ipotesi di cancellazione del bonus cultura 18 app aveva scatenato anchela durissima opposizione del Terzo Polo, con Iv che aveva addirittura lanciato una petizione per raccogliere firme contro la cancellazione della misura.

E Forza Italia alla fine ha frenato sull’eventualità di ritirare il contributo. “Il bonus è valido, va riformulato e vanno mantenute le risorse”, hanno sottolineato il capogruppo di Camera Alessandro Cattaneo ed al Senato Licia Romzulli.

I motivi dello stop

A decretare lo stop al contributo era la necessità di dirottare le risorse, circa 230 milioni l’anno, a favore dei settori dell’editoria e dello spettacolo per l’indennità di discontinuità ai lavoratori dello spettacolo, per riformare il Fondo Unico dello Spettacolo, per  la filiera dle libro e le biblioteche, per sostenere cinema e sale spettacolo.

Tutto era nato dalla constatazione che il bonus veniva snaturato e speso perlopiù in libri di testo, piuttosto che essere usato per accrescere la cultura. Di qui l’ipotesi di sostituirlo con una nuova carta, più equa, legata all’Isee, spendibile anche in libri scolastici.

Cosa è il bonus 18enni e quando è nato

Il bonus 18app, così battezzato per la app che ne gestisce le domande e l’erogazione, è stato inaugurato ad aprile 2021 dal Ministro Franceschini, che aveva lanciato questo bonus per sostenere la spesa dei 18enni per la cultura: dal cinema ai libri, dal teatro ai musei.

Il bonus 18app infatti è un contributo di 500 euro, che può essere richiesto direttamente dal 18enne, senza necessità di Isee, per per acquistare biglietti per teatro e cinema, libri, abbonamenti a quotidiani e periodici , musica registrata, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali ed anche corsi di musica, di teatro o di lingua straniera. (Qui puoi approfondire tutte le modalità in cui si può spendere il bonus cultura).