Guerra in Iran, prezzi su del 40% per bollette e trasporti per gli aumenti di gas e petrolio

Il blocco dello stretto di Hormuz colpisce l'economia reale tra rincari dei carburanti, beni di consumo e volatilità dei prezzi di luce e gas

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Gli effetti dell’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran si fanno sentire sul portafoglio degli italiani. Ha impiegato poco tempo il mercato a perdere equilibrio, così, tra aumenti di petrolio e gas, iniziano le stime su quanto peserà la guerra sulla spesa quotidiana delle famiglie. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha spiegato perché i prezzi sono velocemente saliti. Dipende molto dal timore dei mercati, ma anche dallo stretto di Hormuz. Gli analisti erano convinti che l’Iran non si spingesse a chiuderlo, perché ne avrebbe risentito a sua volta, ma così non è stato.

Come ha dichiarato il membro del Governo:

Dallo stretto di Hormuz passa il 20% del petrolio mondiale e già una riduzione parziale o un aumento percepito è sufficiente a creare un effetto immediato sui prezzi.

A quanto ammonti è ancora difficile dirlo, la situazione si aggiorna velocemente, ma secondo Federconsumatori solo con gli aumenti diretti (ai distributori) e indiretti (ricadute sui beni di consumo) si arriverà a pagare oltre 160 euro in più all’anno.

Stretto di Hormuz chiuso: le conseguenze

Guido Crosetto, da poco rientrato in Italia da Dubai, ha risposto a diverse domande nell’informativa davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. Tra queste, il tema dell’aumento dei prezzi in seguito a mosse e contromosse di Stati Uniti, Israele e Iran.

Il ministro della Difesa ha spiegato che dallo stretto di Hormuz passa il 20% del petrolio mondiale, pari a 17-20 milioni di barili al giorno. Non solo: anche il 30% del commercio globale di Gnl passa da lì.  Lo stretto, infatti, è una delle principali arterie energetiche del sistema economico internazionale.

Gli aumenti per benzina e diesel

Tocca poi il tema dei trasporti, sul quale arriva a pesare un aumento anche fino al 30-40% secondo le stime in mano al ministro.

Nel primo giorno del mese di marzo, gli effetti degli attacchi all’Iran si sono fatti sentire rapidamente al distributore. L’impatto dell’aumento dei prezzi per benzina e diesel è stato mediamente di:

  • la benzina ha toccato 1,67 euro al litro;
  • il diesel ha toccato 1,732 euro al litro.

A distanza di un giorno la media resta intorno a questi costi, ma il prezzo dei carburanti potrebbe crescere ulteriormente.

Federconsumatori ha stimato un aumento di spesa più elevato per chi si muove con mezzi diesel, pari a +94 euro annui.

Gli effetti sulla spesa alimentare

Il costo è diretto, cioè al distributore, ma non solo. Infatti passa anche attraverso gli acquisti di beni di consumo, che a loro volta si muovono su gomma.

La stima, in questo caso, è di +111,08 euro annui sul prezzo del carrello della spesa. Il totale, al momento, è un aggravio pari a 186,64 euro in più per i portafogli degli italiani.

L’impatto sulle bollette e i prezzi dell’energia

Le bollette di luce e gas sono a loro volta destinate a crescere. Non solo per i mancati passaggi nello Stretto di Hormuz, ma anche per la chiusura di attività come la raffineria di Ras Tanura in Arabia Saudita o l’interruzione della produzione di Gnl di QatarEnergy. Entrambe le strutture sono state colpite da un drone iraniano.

Se non si conoscono i tempi delle sospensioni (a differenza della sospensione temporanea dei voli), si conoscono però gli aumenti. Sulla piattaforma Ttf di Amsterdam il gas ha registrato un aumento del +39%, toccando i 44,5 euro al megawattora.

Un’altra analisi sull’impatto del conflitto è quella di Confindustria Energia. Il presidente Aurelio Regina, in un’audizione sul dl Bollette alla X Commissione della Camera, ha annunciato un’elevata volatilità dei prezzi dell’energia fino a quando le tensioni non saranno rientrate.

Per questo, ha spiegato:

È fondamentale mettere al centro la competitività e la sicurezza Ue e il fattore energia è cruciale. Oggi più che mai serve assicurarne gli approvvigionamenti ed evitare oneri che minano la competitività come l’Ets.

Chiede un lavoro veloce sul decreto Bollette e che sia capace di rispondere alla crisi in corso.