Ferrovie dello Stato in rosso per 200 milioni nel semestre, ma i ricavi salgono a 8,9 miliardi

Il consiglio di amministrazione approva la Relazione semestrale. L'aumento dei costi operativi e le acquisizioni frenano i margini del gruppo

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Il gruppo Fs chiude il primo semestre del 2026 in negativo e in peggioramento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A dare notizia Ferrovie dello Stato stessa con la relazione finanziaria semestrale. Il consiglio di amministrazione, presieduto da Tommaso Tanzilli, ha approvato la relazione del semestre chiuso il 30 giugno 2026 che racconta ricavi operativi in crescita, alti livelli di investimenti tecnici, ma anche una perdita di 200 milioni di euro.

A pesare sono stati però proprio gli investimenti decisi dal precedente amministratore delegato, come l’acquisizione dell’azienda specializzata nella progettazione e realizzazione dei veicoli ferroviari Titagarh Firema.

Ferrovie dello Stato in perdita per 200 milioni

Il primo grande numero che salta agli occhi dalla relazione finanziaria semestrale chiusa il 30 giugno 2026, la prima dopo l’addio di Donnarumma, è la perdita di 200 milioni di euro. Ma c’è altro.

L’indice finanziario che misura la redditività operativa di un’azienda, l’EBITDA, attesta un risultato negativo: 905 milioni rispetto ai 991 milioni registrati al 30 giugno 2025. Sul dato incidono l’aumento dei costi operativi, pari a circa 8 miliardi di euro e l’incremento di ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni.

Mentre l’EBIT, l’utile operativo di un’azienda che viene calcolato come la differenza tra i ricavi totali e i costi operativi (prima ancora di considerare interessi e tasse), è negativo di 58 milioni di euro, mentre il risultato del periodo evidenzia una perdita di 200 milioni di euro, in peggioramento di 111 milioni rispetto al primo semestre dell’anno precedente.

Cosa c’è dietro i numeri negativi

La nota ufficiale pubblicata da Fs News racconta cosa pesa sull’andamento economico. Si parla di maggiori costi del personale e i costi variabili legati all’offerta dei servizi di trasporto, alle manutenzioni e alla gestione dell’infrastruttura.

Ci sono dei dati positivi, ma come si legge:

compensano solo in parte la contrazione del margine operativo lordo e l’aumento delle componenti non ricorrenti legate agli ammortamenti e svalutazione.

A pesare c’è per esempio il capitolo degli investimenti. Nel primo semestre del 2026 il gruppo Ferrovie dello Stato ha ragionato e gestito diversi investimenti tecnici per un totale di 10,2 miliardi di euro. Una crescita del 21% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’obiettivo di tali investimenti era quello di spostare delle risorse per sostenere lo sviluppo e il potenziamento delle infrastrutture e dei servizi.

Tra le operazioni, l’acquisizione di Firema a marzo per 41 milioni di euro e quella delle attività ferroviarie di Pizzarotti per 180 milioni di euro.

Aumentano i ricavi

Dall’altra parte però aumentano i ricavi. Il gruppo chiude il primo semestre dell’anno con dei ricavi operativi in crescita che raggiungono complessivamente 8,9 miliardi di euro (+8% rispetto al primo semestre del 2025).

A trainare la crescita, pari a 678 milioni di euro, sono soprattutto i maggiori ricavi dati da:

  • infrastruttura ferroviaria e stradale in aumento di 214 milioni di euro;
  • altri ricavi operativi cresciuti di 489 milioni di euro; ricavi da trasporto in leggera diminuzione di 25 milioni di euro.

Infine, la posizione finanziaria netta si attesta a 15,6 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 12,8 miliardi registrati alla fine del 2025.