Decreto bollette, l’Italia tratta con l’Ue: tetto al prezzo del gas tra 55 e 65 euro per MWh

L'Ue e il Governo italiano sono vicini a un accordo sul decreto bollette per ridurre l’impatto dei costi del gas sul prezzo dell'elettricità

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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L’accordo tra Italia e Unione europea sul decreto bollette è vicino e potrebbe aiutare a contenere il costo dell’elettricità.

L’obiettivo del Governo è ridurre l’impatto dei rincari del gas sul prezzo finale della luce, senza intervenire direttamente sulla tassazione europea delle emissioni. Restano da definire solo gli ultimi dettagli.

Decreto bollette, intesa Ue-Italia vicina

In via generale, in Italia il valore della luce dipende in larga misura da quello del gas utilizzato per produrla. E quando quest’ultimo aumenta, anche il prezzo dell’elettricità tende a salire per famiglie e imprese.

Secondo quanto riferito dalla Commissione europea, il confronto con il Governo italiano ha raggiunto una fase avanzata.

Lo conferma il portavoce per la Concorrenza Ricardo Cardoso, citato dal Sole 24 Ore:

Siamo vicini a una soluzione compatibile con le regole dell’Ue che consentirebbe di attuare la misura proposta, che ridurrebbe in modo efficace l’incidenza dei costi di generazione a gas sul prezzo complessivo dell’elettricità. Dopo discussioni intense e costruttive negli ultimi mesi tra la Commissione e le autorità italiane, si sta delineando un accordo di massima sugli elementi chiave necessari per attuare questa misura in conformità con le norme dell’Ue. Il tutto, naturalmente, resta subordinato alle discussioni tecniche.

Decreto bollette, il piano per ridurre il costo della luce

Il punto di partenza è il decreto bollette varato dal Governo a febbraio. La misura prevede un meccanismo che interviene sul peso della tassazione europea delle emissioni, il sistema Ets, applicata ai produttori di elettricità che utilizzano il gas.

Nella formulazione iniziale, il Governo intendeva spostare sulle bollette dei consumatori il costo della tassazione europea a carico dei produttori. L’operazione avrebbe dovuto favorire una riduzione del prezzo all’ingrosso dell’elettricità superiore all’aumento della tariffa in bolletta, producendo così un risparmio effettivo per gli utenti.

Il meccanismo, però, è entrato in frizione con le regole europee: la tassazione Ets rientra infatti nelle competenze dell’Ue e modificarne direttamente il funzionamento avrebbe richiesto un intervento a livello comunitario. Il confronto tra Roma e Bruxelles è quindi virato su soluzioni alternative per contenere il costo della luce senza modificare direttamente il sistema europeo delle emissioni.

Tetto al prezzo del gas, ipotesi tra 55 e 65 euro per MWh

Tra le ipotesi al vaglio c’è la fissazione di una sorta di tetto al prezzo del gas, pensato per sterilizzare una parte dei rincari oltre una determinata soglia.

Il livello potrebbe collocarsi tra 55 e 65 euro per Megawattora (come riporta Il Messaggero) ma la forchetta definitiva è ancora da definire. Ed è proprio questo uno dei principali punti aperti nella trattativa tra il Governo italiano e la Commissione europea.

Mercato del gas sotto pressione

Il prezzo al Ttf di Amsterdam ha raggiunto 87,4 euro per Megawattora, con un aumento del +172% dall’inizio della guerra. Un livello inferiore ai picchi dell’agosto 2022, quando il prezzo aveva toccato 340 euro per Megawattora, ma comunque capace di pesare sulle bollette di famiglie e imprese.

Da dove arriverebbero i soldi

Poi c’è un altro fronte aperto, che riguarda il reperimento delle coperture: tra le possibilità ci sarebbe l’utilizzo dei 14 miliardi di euro di flessibilità europea.

Per il Governo, poi, c’è anche un’altra gatta da pelare: benzina e gasolio, i cui prezzi sono alle stelle.