La Borsa del 24 aprile, Milano debole con i titoli della difesa: StM ancora in positivo

Tensioni geopolitiche tra Usa e Iran spingono il prezzo del petrolio oltre i 100 dollari, influenzando i mercati. Borse europee in calo

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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  1. Milano in rosso

    I mercati europei restano in tensione di fronte allo stallo nei negoziati tra Usa e Iran, incapaci di farsi trascinare né dall'ottimismo di Wall Street né dal rally del settore tech. Le Borse del Vecchio Continente chiudono quasi tutte in rosso, penalizzate dall'assenza di segnali concreti verso una soluzione diplomatica in Medio Oriente e nello stretto di Hormuz, come conferma il Brent risalito a 106 dollari al barile.

    I principali indici europei chiudono con perdite vicine all'1%, ad eccezione di Amsterdam. Piazza Affari limita i danni a -0,5%, ma accumula una perdita settimanale di circa -2,5%. Sul Ftse Mib brilla Prysmian (+4%), mentre tra i petroliferi Saipem avanza del 2,7% sull'onda del greggio in rialzo. Generali guadagna lo 0,6% all'indomani dell'assemblea e delle voci su una possibile cessione della quota da parte di Mps (-1,2%). St mette a segno un ulteriore +1,3% dopo il rally della vigilia.

    In coda alla classifica crolla Avio (-7,2%), male il comparto auto con Stellantis (-4,9%) e i titoli della difesa come Leonardo (-3%). Eni cede l'1,1% dopo la pubblicazione dei conti.

  2. Milano resta in rosso

    Le borse europee continuano a scendere e si avviano a chiudere una settimana caratterizzata dallo stallo tra Stati Uniti e Iran, che ha spento le speranze di una rapida risoluzione del conflitto. A metà seduta, Milano é in calo dello 0,6%, Parigi perde mezzo punto percentuale e Madrid fa peggio con un -1,3%. Francoforte è l’unica a salvarsi, in rialzo dello 0,2%, grazie alla corsa di Sap (+5%).

    L’entusiasmo nel settore dei chip continua a sostenere le quotazioni di St (+1,3%), che beneficia anche della promozione di alcuni analisti. Anche Prysmian (+1,55%) è in testa. Si registrano acquisti sui petroliferi, con Saipem (+1,47%) che guida i rialzi. Eni guadagna lo 0,5% dopo la presentazione dei conti e il miglioramento delle previsioni per il 2026.

    In fondo al listino troviamo Avio (-4,4%), Stellantis (-3%), Fincantieri (-3%) e anche il settore del lusso, con Cucinelli in calo del 2,7% e Moncler del 2,6%. Le banche sono in negativo, con voci sulla possibile cessione da parte di Mps (-1,96%) della quota nel capitale di Generali (-0,2%) detenuta tramite Mediobanca (-1,9%). Tuttavia, la banca senese ha smentito queste ipotesi, affermando di essere focalizzata sull’integrazione e la fusione di Piazzetta Cuccia dopo aver insediato il nuovo consiglio di amministrazione ieri.

  3. Piazza Affari apre debole

    Seduta debole per Ftse Mib e per le principali Borse europee, che risentono del tono negativo proveniente da Wall Street e dai mercati asiatici. A pesare sono soprattutto le tensioni geopolitiche, legate allo stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran e al perdurare del blocco dello Stretto di Hormuz, che continua a sostenere i prezzi del petrolio. Il presidente Donald Trump ha annunciato una proroga di tre settimane del cessate il fuoco tra Israele e Libano, mentre restano incerte le tempistiche per una ripresa dei colloqui con Teheran. Nei giorni scorsi, Trump aveva anche parlato di un cessate il fuoco a tempo indeterminato tra Washington e l’Iran, mantenendo tuttavia il blocco dei porti iraniani.

    A Milano, il Ftse Mib scende a 47.630 punti (-0,58%). Tra le blue chip, spicca STMicroelectronics, che guadagna il 2,09%. Bene anche Saipem (+0,69%) e Inwit (+0,68%), mentre Banco Bpm segna un progresso più contenuto (+0,62%). Sul fronte opposto, le vendite colpiscono Avio (-3,52%), Leonardo (-3,20%) e Fincantieri (-2,31%). Debole anche Moncler, che lascia sul terreno l’1,79%.

  4. Intel, risultati 1° trimestre battono le attese

    Risultati sopra le aspettative per Intel, che nella sessione after hours di Nyse ha registrato un forte rialzo, arrivando a guadagnare fino al 18%. I conti del primo trimestre hanno infatti mostrato un miglioramento nettamente superiore alle previsioni del mercato.

    Nel dettaglio, l’utile per azione adjusted (EPS) si è attestato a 29 centesimi di dollaro, più che raddoppiando rispetto ai 13 centesimi dello stesso periodo dell’anno precedente e superando ampiamente le stime degli analisti, ferme a soli 2 centesimi. Anche i ricavi hanno evidenziato una crescita significativa, raggiungendo i 13,6 miliardi di dollari rispetto ai 12,67 miliardi di un anno prima, battendo il consensus che indicava 12,36 miliardi.

    Per il secondo trimestre, Intel prevede ricavi compresi tra 13,8 e 14,8 miliardi di dollari, un livello superiore alle attese del mercato, che si fermano a circa 13,03 miliardi.

  5. Spread a 80 punti

    Lo spread tra BTp e Bund apre la giornata in aumento sul mercato secondario, riflettendo un clima di tensione e incertezza sui mercati finanziari. Il rendimento del BTp decennale di riferimento, con scadenza 1° febbraio 2036, si porta al 3,83%, in rialzo rispetto al 3,78% registrato alla chiusura precedente. Di conseguenza, il differenziale con il Bund tedesco di pari durata si amplia, raggiungendo gli 80 punti base rispetto ai 78 punti della vigilia.

  6. Giù i titoli della difesa

    Sul versante opposto, le vendite colpiscono in particolare Avio, che arretra del 3,78% a 33,63 euro. In calo anche Leonardo (-2,74% a 52,85 euro) e Fincantieri (-2,24% a 12,465 euro). Segno negativo pure per Moncler, in flessione dell’1,97% a 53,74 euro, e FinecoBank, che cede l’1,72% a 21,15 euro.

    Nome Valore Var %
    Avio 33,63 -3,78
    Leonardo 52,85 -2,74
    Fincantieri 12,465 -2,24
    Moncler 53,74 -1,97
    Finecobank 21,15 -1,72
    Ferrari 301,55 -1,41
    Brunello Cucinelli 84,36 -1,38
    Banca Monte Paschi Siena 8,98 -1,32
    Mediobanca 19,64 -1,21
    Azimut 36,88 -1,21
  7. Ancora in positivo StM

    Tra i migliori si distingue STMicroelectronics, che guida i guadagni con un progresso del 2,77% a quota 44,005 euro. Bene anche Saipem (+0,97% a 4,263 euro), seguita da Inwit (+0,48% a 7,355 euro), Eni (+0,43% a 23,315 euro) e Banco Bpm (+0,41% a 12,18 euro).

    Nome Valore Var %
    Stmicroelectronics 44,005 +2,77
    Saipem 4,263 +0,97
    Inwit 7,355 +0,48
    Eni 23,315 +0,43
    Banco Bpm 12,18 +0,41
    Tenaris 26,71 +0,26
    Nexi 3,836 +0,10
    Iveco Group 13,975 +0,04
  8. Come aprono le Borse

    La giornata delle Borse europee si apre all’insegna dell’incertezza, con andamenti contrastanti tra i principali listini. Dax di Francoforte registra un lieve progresso dello 0,26%, distinguendosi in un contesto complessivamente debole. Segno negativo invece per Ftse 100 di Londra, che avvia le contrattazioni in calo dello 0,46%, mentre Cac 40 di Parigi mostra una flessione più marcata dello 0,73%. Anche Piazza Affari si muove in territorio negativo, con Ftse Mib di Milano in ribasso dello 0,58%.

  9. Eni alza le stime del flusso di cassa 2026

    Eni ha chiuso il primo trimestre del 2026 annunciando un deciso aumento del programma di riacquisto di azioni proprie (buyback), quasi raddoppiato (+90%). Questa scelta riflette il miglioramento delle stime sul flusso di cassa operativo, riviste al rialzo in base al contesto geopolitico e ora previste in crescita del 20% rispetto alle stime iniziali, fino a 13,8 miliardi di euro su base annua.

    In linea con la propria politica di remunerazione, che prevede la condivisione dei risultati positivi con gli azionisti, la società ha comunicato che il piano di buyback è stato portato a circa 2,8 miliardi di euro, con un incremento vicino al 90%. Il nuovo scenario di riferimento considera un prezzo del petrolio Brent pari a 83 dollari al barile, un gas TTF a 50 euro per MWh e un cambio euro/dollaro a 1,15. Per quanto riguarda la distribuzione agli azionisti, il dividendo per il 2026 è stato confermato a 1,10 euro per azione, segnando un aumento del 5% rispetto all’anno precedente.

  10. I titoli da osservare a Piazza Affari

    Sul listino milanese, attenzione a Mps. Il suo consiglio di amministrazione, riunitosi il 23 aprile per la prima volta dopo l’assemblea del 15 aprile, ha assegnato le cariche chiave ai consiglieri della lista che sosteneva l’ad, Luigi Lovaglio, uscito vincitore dall’assise della scorsa settimana.

    E già si accende il risiko. Secondo il Financial Times, Lovaglio starebbe valutando di cedere la partecipazione in Generali del 13%, che vale circa 7,5 miliardi di euro, per finanziare l’acquisizione di Banco Bpm (con una capitalizzazione di mercato di 18,37 miliardi di euro).

    Nel settore oil, AlphaValue ha alzato il rating su Saipem da “reduce” ad “add”, con un target price a 4,90 euro. Invece, Pirelli ha convocato l’assemblea degli azionisti per il 25 giugno, per discutere del bilancio e del rinnovo del consiglio di amministrazione.

  11. Gli Usa pronti a colpire l’Iran

    Le borse europee sono in calo, con il future sull’Eurostoxx50 in ribasso dello 0,56%. Secondo la Cnn, questo è dovuto ai piani di emergenza che le forze armate americane stanno elaborando per colpire le difese iraniane nello Stretto di Hormuz, qualora il precario cessate il fuoco dovesse fallire. L’obiettivo principale è neutralizzare le mine iraniane, le imbarcazioni d’attacco rapido e le minacce costiere, per garantire la sicurezza del canale attraverso il quale transita il 20% del petrolio mondiale. Un funzionario del Pentagono ha dichiarato che le forze armate americane continuano a fornire opzioni al presidente Trump, e che tutte le opzioni restano sul tavolo per quanto riguarda la pianificazione degli obiettivi.