Tributi non pagati: che differenza c’è tra equitalia e agenzia delle entrate

C'è differenza tra Equitalia e Agenzia delle entrate? Molti pensano che siano due facce della stessa medaglia. In realtà queste società hanno ruoli ben diversi

La differenza che c’è tra Equitalia e Agenzia delle entrate non è ben chiara a tutti. La cosa certa è che, quando se ne sente parlare, entrambi i nomi fanno trasalire visto che i due enti hanno a che fare con il mondo finanziario ed in particolar modo con le tasse e con gli obblighi fiscali dei cittadini contribuenti. Anche se le due società operano entrambe per il Ministero delle Finanze italiano, esse hanno compiti e poteri ben distinti. In effetti, l’ Agenzia delle entrate opera a monte effettuando controlli fiscali, mentre Equitalia si occupa dell’effettiva riscossione delle tasse.

Nel dettaglio, l’ Agenzia delle entrate è un ente pubblico italiano che ha il compito di assicurarsi che ogni cittadino rispetti i propri obblighi fiscali, vale a dire che paghi tutte le tasse dovute allo Stato o ad altri enti pubblici, e che non commetta reato di evasione fiscale. Per fare ciò l’Agenzia delle entrate ha il compito di effettuare verifiche e controlli, grazie anche alla collaborazione da parte della Guardia di Finanza, allo scopo di accertarsi che quanto dichiarato da ogni contribuente corrisponda alla realtà.

Nel caso in cui da tali verifiche risultino irregolarità, ad esempio nella dichiarazione del reddito oppure se risultano imposte non pagate, allora entra in gioco Equitalia. Si tratta di una società pubblica italiana che, nel concreto, si occupa della notifica e della riscossione dei tributi. La prima fase di azione di Equitalia consiste nell’ invio al debitore della cosiddetta cartella esattoriale, ovvero di un documento in cui viene specificata la somma dovuta allo stato o all’ente pubblico. Il contribuente ha, da questo momento, 60 giorni di tempo per provvedere al pagamento o alla rateizzazione della somma (ma anche a presentare ricorso).

Quando, trascorsi i 60 giorni, il contribuente non ha ancora provveduto al pagamento, allora Equitalia passa alla seconda fase. In pratica, all’importo già dovuto vengono aggiunti degli interessi calcolati per ogni giorno trascorso dalla ricezione della cartella esattoriale. Se, anche in questo secondo caso, il contribuente non provvede a versare l’importo dovuto, la società può mettere in atto la procedura di riscossione coattiva. Questo significa che Equitalia ha il potere di effettuare una sorta di recupero forzato del credito mediante azioni quali l’ipoteca sulla casa o altri beni immobili, o anche il pignoramento dello stipendio.

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