La partita tra Trapani Shark e Trento al PalaShark della città siciliana, svoltasi sabato 10 gennaio, è durata quattro minuti. In campo per i padroni di casa sono scesi quattro giovanissimi, senza titolari nemmeno in panchina. È il risultato di una crisi societaria che va avanti dalla fine della scorsa stagione e che sembra essere arrivata alla sua conclusione.
Domani 12 gennaio infatti, la Fip e la Lega della Serie A di basket dovrebbero fare uno strappo al regolamento ed escludere la società dal campionato. Trapani era tra le squadre più forti in Italia, e lo era diventata grazie allo stesso presidente che ora è al centro delle polemiche: Valerio Antonini.
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Come è arrivato a questo punto il Trapani Shark
La scorsa stagione era stata infatti gloriosa per la squadra di basket di Trapani. Da neopromossa, era arrivata ai playoff del campionato di Serie A, eliminata soltanto dal Brescia. Si era qualificata in Champions League, il tutto grazie agli investimenti di Antonini, magnate dei cereali romano che ha acquistato anche il Trapani di calcio.
Proprio alla fine della stagione scorsa, però, era arrivata una penalizzazione da parte della Fip, la Federazione italiana di pallacanestro. Il Trapani Shark è stato accusato di non aver pagato l’Irpef e i contributi dei suoi giocatori. Le prime partite della stagione 2025-2026 erano però andate bene, ma a dicembre la situazione è precipitata.
In pochi giorni sia il capitano, Amar Alibegović, sia l’allenatore, Jasmin Repeša, insieme a tutto lo staff tecnico, si erano di fatto dimessi, citando o violazioni contrattuali o scarsa professionalità da parte della società. Da lì le defezioni sono aumentate, fino alla partita del 10 gennaio, che era stata preceduta da una simile esibizione in Champions League.
I problemi del Trapani e la questione dei crediti d’imposta
Il presidente del Trapani Antonini ha giustificato la situazione dicendo che la società è stata truffata. Antonini è infatti rimasto coinvolto nello stesso scandalo che ha portato al fallimento della squadra di calcio del Brescia. Si è affidato a una società per l’acquisto di 167mila euro di crediti di imposta a prezzo scontato.
I crediti d’imposta sono appunto crediti che una società ha con lo Stato e che possono essere dedotti dalle tasse da pagare. Alcuni crediti d’imposta possono essere venduti e comprati, perché ad esempio un’azienda può avere più crediti di quante tasse deve pagare.
In questo caso specifico però, la società da cui Antonini ha acquistato i crediti d’imposta si è rivelata un guscio vuoto, che trasferiva i soldi ricevuti in conti offshore in criptovalute. I crediti erano invece falsi e l’imprenditore si è quindi ritrovato in perdita.
Il Trapani Shark verso l’esclusione dalla Serie A
La Fip non ha però ritenuto che la giustificazione di Antonini fosse sufficiente a giustificare la situazione del Trapani Shark. I crediti d’imposta acquistati dall’imprenditore erano infatti molti meno di quelli del Brescia calcio, che aveva speso 2 milioni di euro in questa operazione.
La squadra è stata quindi penalizzata, ha continuato a non pagare le tasse, con una rata da oltre 120mila euro non versata all’Agenzia delle entrate a dicembre, ma non ha smesso di giocare. Preso alla lettera, il regolamento della Fip non prevede che una squadra possa essere esclusa dal campionato per ragioni di questo tipo, ma solo penalizzata.
Secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, però, lunedì 12 gennaio si terrà un incontro tra Lega e Fip per porre rimedio a questa situazione. Il Trapani va verso l’esclusione.