Il talento puro di Kimi Antonelli lo ha spinto a diventare rapidamente uno dei volti più riconoscibili della Formula 1. Il suo nome è però stato trascinato di recente sulle prime pagine a causa di una vicenda fuori dalla pista.
Il giovane pilota bolognese della Mercedes è infatti al centro di una causa civile intentata dal suo ex manager, Giovanni Minardi. Questi gli ha chiesto compensi mai percepiti e un risarcimento milionario. Da oltre un anno i due lasciano parlare i rispettivi legali e ora sono spuntati fuori un po’ di dettagli.
Una vicenda spinosa, che intreccia sport e business della gestione dei giovani talenti. Nulla che di fatto stia inficiando le prestazioni del talento italiano, certo d’aver sempre agito nel rispetto della legalità. Scendiamo però nel dettaglio.
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La causa tra Antonelli e l’ex manager Minardi
Secondo quanto ricostruito dalla stampa italiana, Kimi Antonelli è stato citato in giudizio nel 2025 davanti al Tribunale di Bologna da Giovanni Minardi. Parliamo del figlio di Gian Carlo, storico fondatore dell’omonima scuderia.
Il nodo della questione è il recesso unilaterale dall’accordo di gestione, deciso dal pilota prima del suo ingresso in Formula 1. Minardi sostiene che alcuni compensi previsti dal mandato di rappresentanza non gli siano mai stati riconosciuti. Chiede dunque un risarcimento.

I fatti contestati risalgono all’attività precedente all’approdo nel Circus, anche se il contenzioso si è aperto solo a metà dello scorso anno. Zero commenti dall’entourage del pilota, anche se filtra tranquillità.
Le cifre del risarcimento
Stando alle indiscrezioni, le richieste di Minardi sarebbero a sei zeri. Una cifra derivante anche dagli incassi del pilota nella sua prima stagione in Formula 1 (circa 12 milioni di euro). Ciò ha alzato la posta del contenzioso tra le due parti che, al momento, sarebbero lontane da una potenziale intesa transattiva che possa chiudere la partita.
Il ruolo della Mercedes e i possibili testimoni
Nonostante la vicenda sia alquanto pesante, Antonelli la tiene ben distante dal box. Ha infatti più volte ripetuto che “la cosa più importante è fare bene in Formula 1”. Ha poi aggiunto: “Quest’anno la mia attenzione è al cento per cento su questo, di tutto il resto mi interesso il meno possibile”.
Un approccio da veterano, nonostante la giovane età. Mercedes intanto è alle sue spalle, considerando anche come faccia parte del discorso in qualche sorta. All’epoca dei fatti Antonelli era parte dell’Academy della scuderia tedesca e, dunque, il management fa capo direttamente al team.
Nelle prossime udienze, proprio per chiarire la vicenda, potrebbero essere chiamati a testimoniale proprio alcune figure di primo piano, come il team principal e l’amministratore delegato Toto Wolff, così come il responsabile dei programmi giovanili Gwen Lagrue (scopritore e mentore di Kimi).