Arabia Saudita, nuova città del tennis da oltre un miliardo di euro progetto Masters 1000

L'Arabia Saudita investe fino a 1,3 miliardi di euro nel National Tennis Centre di Qiddiya. Il progetto punta a ospitare un Masters 1000

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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L’Arabia Saudita continua ad aumentare i propri investimenti nello sport internazionale e questa volta il focus è sul tennis. A circa 45 chilometri da Riyadh sta prendendo forma il National Tennis Centre di Qiddiya, una struttura che potrebbe diventare dal 2028 la sede di un nuovo torneo Masters 1000, uno degli eventi più prestigiosi del circuito ATP dopo i quattro Slam. Il progetto rappresenta uno dei tasselli della strategia saudita per rafforzare la propria presenza nello sport mondiale attraverso infrastrutture, grandi eventi e investimenti miliardari. Al centro dell’iniziativa c’è Qiddiya City, una nuova città in costruzione destinata a diventare un polo dedicato a sport, intrattenimento, turismo e tempo libero.

Il nuovo National Tennis Centre di Qiddiya

L’aspetto più rilevante del progetto riguarda le risorse economiche messe in campo. Secondo le stime per la realizzazione della “città del tennis” potrebbero essere necessari tra circa 515 milioni e oltre 1,03 miliardi di euro. Altre valutazioni parlano addirittura di una spesa potenziale fino a circa 1,29 miliardi di euro considerando l’intero sviluppo dell’area dedicata al tennis. Si tratta di numeri che collocano il National Tennis Centre tra i progetti sportivi più costosi realizzati negli ultimi anni nel settore della racchetta. Il complesso sarà caratterizzato da dimensioni particolarmente imponenti. Il campo centrale avrà una capienza di 15.000 spettatori e sarà dotato di tetto retrattile per consentire lo svolgimento degli incontri anche durante i periodi più caldi dell’anno. Accanto al Centrale sorgeranno altre strutture dedicate alle competizioni e agli allenamenti. Il progetto prevede complessivamente 30 campi da tennis, di cui 28 in cemento e due in terra battuta.

Tra gli impianti programmati figurano anche:

  • un Court 1 da 5.000 posti;
  • un Court 2 da 2.000 posti;
  • un’arena multifunzionale da 8.000 posti destinata anche a concerti ed eventi culturali.

La capienza complessiva dell’intero complesso supererà i 33.000 posti a sedere.

Una città costruita attorno allo sport

Il National Tennis Centre farà parte di Qiddiya City, una gigantesca operazione urbanistica che punta a trasformare l’area in una destinazione internazionale per sport e intrattenimento. Oltre ai campi da tennis sono previsti abitazioni, uffici, aree commerciali, strutture ricettive e un campo da golf progettato dall’ex campione Nick Faldo. L’idea è quella di costruire un ecosistema economico in grado di generare flussi turistici durante tutto l’anno e non soltanto nei giorni di svolgimento del torneo.

Il piano saudita per conquistare il tennis mondiale

Il nuovo impianto rappresenta l’ultimo passo di una strategia già avviata negli ultimi anni. L’Arabia Saudita è infatti già entrata nel tennis professionistico attraverso diversi eventi di rilievo. Tra questi figurano le Next Gen ATP Finals disputate a Jeddah, le WTA Finals organizzate a Riyadh e il Six Kings Slam, esibizione che ha portato nel Paese alcuni dei più importanti giocatori del circuito internazionale. Il nuovo Masters 1000 rappresenterebbe però un salto di livello. Si tratterebbe infatti di un torneo inserito nel calendario ufficiale ATP, con punti validi per il ranking mondiale e la partecipazione dei migliori tennisti del pianeta.

Al momento non esiste ancora un’annuncio ufficiale sull’assegnazione del torneo, ma diversi segnali indicano che il progetto stia procedendo in questa direzione. L’attuale amministratore delegato dell’ATP, Massimo Calvelli, ha più volte espresso apprezzamento per l’espansione del tennis in Arabia Saudita, definendo l’eventuale ingresso di un Masters 1000 nel Paese come una possibile opportunità per il movimento internazionale.