Superbonus, riparte la cessione dei crediti: ecco le banche che lo fanno

Ecco come cambiano le condizioni di cessione del credito da parte delle banche dopo l’ultima nota dell’Agenzia delle Entrate

Il Superbonus 110% è una delle misure italiane più attenzionate degli ultimi anni, tanto da sfociare in più di un’occasione anche nel dibattito politico, in particolare nelle ultime fasi del Governo Draghi. La paternità dello strumento è da attribuire al suo predecessore a Palazzo Chigi, Giuseppe Conte, il quale negli ultimi mesi ne è diventato anche il più strenuo difensore. In particolare, in occasione del DL Aiuti Bis dello scorso settembre, il leader del Movimento 5 Stelle era andato allo scontro su questo argomento con il resto della maggioranza che sosteneva l’esecutivo presieduto da Mario Draghi.

In queste settimane si è registrata una novità importante per quanto riguarda lo stesso Superbonus. In questo caso, però, a giocare un ruolo fondamentale non sono le forze politiche presenti in Parlamento, bensì un ente della pubblica amministrazione. L’Agenzia delle Entrate ha infatti pubblicato sui propri canali ufficiali l’aggiornamento della guida “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”.

Le novità contenute nel vademecum dell’AE, in conseguenza del recepimento della Legge n. 234/2021 (Legge di Bilancio 2022), hanno portato di conseguenza a una modifica del comportamento da parte delle banche, non molto positive per i possibili beneficiari, per quanto concerne la cosiddetta cessione del credito.

Qui tutti i Bonus casa che si possono ancora chiedere.

Come cambiano le condizioni di cessione del credito

In particolare si è assistito a una sospensione di questo servizio da parte di alcuni tra gli istituti di credito più importanti del patrimonio italiano. Ad esempio hanno annunciato il proprio stop attori del calibro di Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Crédit Agricole, oltre a Credem e Banca Sella.

Altri, invece, pur mantenendo tale possibilità, hanno tuttavia peggiorato le condizioni, diminuendo la copertura sul credito di imposta offerto agli utenti. Ora, i crediti sono stati sbloccati.

Di seguito un elenco riassuntivo delle coperture proposte dai più rilevanti istituti italiani per la cessione del credito del Superbonus 110%:

  • Intesa Sanpaolo: 85,45% del valore nominale del credito
  • Poste Italiane: 85,5% e 84,5% del valore nominale del credito, a seconda se il recupero è a 4 o 5 anni. Inoltre PT copre una cifra fino a un massimo di 150mila euro
  • BNL BNP Paribas: 86,4%
  • Fineco: 90,91%.

Qui come potrebbe cambiare ancora il Superbonus con il nuovo governo Meloni.

Cosa dice il report dell’Agenzia delle Entrate

Nel caso in cui invece i privati vogliano accedere all’intero 110% del credito di imposta, possono valutare di aprire nelle stesse banche sopra citate l’apertura di linee di credito, riconoscendo a queste una piccola percentuale per le spese di istruttoria o di ammortamento del prestito richiesto.

Tra le novità evidenziate dal report dell’Agenzia delle Entrate che hanno portato a quella che potrebbe essere definita come una reazione negativa da parte dei protagonisti del settore finanziario italiano, va considerata l’aumento dei controlli che lo stesso ente pubblico ha annunciato di effettuare.

Questo, nonostante la netta distinzione tra errori formali e colpa grave, con conseguenti differenze anche di sanzioni, causa necessariamente un maggiore stress lavorativo e quindi maggiori costi.