Superbonus cambia ancora: verso la proroga del 110% e lo sblocco dei crediti

Superbonus, presentati gli emendamenti al decreto Aiuti quater con due proposte di modifica: la prima riguarda le Cilas, la seconda le cessioni dei crediti

Sale il pressing dei partiti per prorogare i tempi e sfruttare il superbonus al 110% anche nel 2023, insieme all’urgenza di sbloccare il mercato dei crediti. Dalla maggioranza arrivano due emendamenti al decreto Aiuti quater: il primo riguarda la proroga della Cilas al 31 dicembre per avere il 110% anche nel 2023, il secondo riguarda lo sblocco della cessione dei crediti.

Superbonus, gli emendamenti

Forza Italia ha presentato alcuni emendamenti che riguardano il superbonus nel decreto Aiuti quater. In particolare i capogruppo azzurri al Senato e alla Camera, Ronzulli e Cattaneo, chiedono una proroga dei termini per chi ha già avviato i lavori con lo sconto del 110 per cento, dopo aver ascoltato il grido di aiuto proveniente da cittadini, imprese e associazioni di categoria. I correttivi sono stati definiti “ragionevoli e importanti” proprio perché hanno l’obiettivo di “non lasciare tutti loro in gravi difficoltà”.

Gli interventi richiesti riguardano dunque lo sblocco dei crediti con le banche e le Poste e  la proroga del termine per la presentazione della comunicazione di inizio lavori, che il governo aveva fissato al 25 novembre e che ora potrebbe essere spostato a fine anno.

Superbonus, novità Cilas e proroga al 2023

L’obiettivo dell’emendamento presentato dalla maggioranza è quello di posticipare il deposito delle Cilas, le comunicazioni di inizio lavori essenziali per far partire gli interventi di ristrutturazione del superbonus, almeno al 31 dicembre in modo da mantenere la percentuale del 110% per tutto il 2023.

Ricordiamo che il decreto Aiuti quater ha previsto il taglio della detrazione dal 110% al 90% per il 2023: solo chi ha presentato la Cilas entro il 25 novembre scorso si è salvato dal taglio della percentuale e potrà usufruire della detrazione al 110% per tutto il 2023. Se il termine venisse prorogato al 31 dicembre, si allargherebbe l’area dei lavori protetti dal taglio grazie alla nuova finestra per poter presentare le pratiche necessarie.

Superbonus, sblocco della cessione dei crediti

La seconda novità riguarda la possibilità di utilizzare gli F24 come leva per sbloccare il mercato della cessione dei crediti, come proposto da Abi e Ance.

Dopo la bocciatura dell’opzione che consente di portare il tempo di recupero dei crediti da quattro a dieci anni potrebbe entrare in un emendamento il meccanismo che punta a sbloccare i crediti già maturati, e rimasti incagliati, attraverso gli F24.

Gli F24 presi in carico dalle banche per conto dei loro clienti dovrebbero essere pagati in parte tramite i crediti fiscali in pancia agli istituti. Questo passaggio sarebbe indifferente per chi paga, ma consentirebbe di liberare rapidamente capienza fiscale: gli F24 pesano tra i 400 e i 500 miliardi ogni anno. Ogni punto percentuale di questa operazione consentirebbe di liberare, allora, capienza per 4-5 miliardi.