Aiuti Quater: da Superbonus a tetto contante 5mila euro, ecco le novità

Ieri il via libera in Consiglio dei Ministri: arrivano anche lo sblocco delle trivelle e misure per le imprese

innalzamento del tetto al contante (che dal 1 gennaio 2023 passa da 1000 a 5000 euro) proroga dei crediti di imposta e dello sconto benzina, bollette a rate per le imprese, premi aziendali esentasse fino a 3mila euro e innalzamento del tetto al contante. Ma anche sblocco delle trivelle e, a sorpresa, la revisione del Superbonus che fa già discutere.

Aiuti quater, via libera in CdM

Via libera in CdM al decreto aiuti quater che, sfruttando tutto il tesoretto di 9,1 miliardi certificato dalla Nadef conferma una serie di misure già in qualche modo annunciate sul fronte del caro-energia, ma anche qualche extra dell’ultimo minuto.

 

Il dl proroga innanzitutto, fino alla fine dell’anno, i crediti di imposta per le imprese (con aliquote potenziate al 40% per le imprese energivore e gasivore e al 30% per piccole che usano energia con potenza a partire dai 4,5 kW) e il taglio delle accise della benzina (sarebbe scaduto il 18 novembre, viene spostato al 31 dicembre): due misure che complessivamente assorbono circa 4,4 miliardi.

Le misure per le imprese

Per aiutare le imprese a fronteggiare il caro-bollette arriva anche la possibilità di chiedere un pagamento a rate: la misura, finanziata attraverso un fondo del Mef che passa da 2 a 5 miliardi, è destinata alle “imprese residenti in Italia” e concede la possibilità di rateizzare (con un massimo di 36 rate mensili) le somme eccedenti l’importo medio contabilizzato nell’intero 2021 per i consumi effettuati dal primo ottobre 2022 al 31 marzo 2023 e fatturati entro il 30 settembre 2023; la rateizzazione decade in caso di inadempimento di due rate anche non consecutive.

Arriva infine la revisione del Superbonus: la norma non risolve il problema dei crediti incagliati ma abbassa nel 2023 la percentuale dello sconto dal 110% al 90%.

Superbonus, arriva la revisione

Il taglio vale sia per i condomini che per le villette, che sarebbero altrimenti rimaste del tutto escluse dal bonus, ma purché siano abitazione principale e purché il proprietario abbia un reddito inferiore ai 15.000 euro (soglia variabile in base al quoziente familiare).

Per chi però ha già iniziato i lavori portandone a termine il 30% entro settembre di quest’anno, il bonus resta super al 110% fino al 31 marzo 2023.

Arrivano anche l’esenzione Imu (la seconda rata, a condizione che i proprietari siano anche i gestori) per gli immobili del settore dello spettacolo (cinema, teatri, sale per concerti) e l’esenzione dall’imposta di bollo per la richiesta di contributi, aiuti o sovvenzioni a favore delle popolazioni colpite da eventi calamitosi.