Prestiti tra amici e parenti. Ecco come

Come tutelarsi dal punto di vista legale e fiscale quando si presta del denaro a un familiare o a un amico in difficoltà finanziaria?

Fisco7 Esperto fiscale

La concessione di prestiti tra amici e parenti è una pratica molto frequente oggigiorno. Come fare a regolare la situazione per evitare problemi sia con il fisco, sia con le norme che limitano l’uso del contante?

Partiamo dalla premessa che un prestito di denaro è un vero e proprio contratto di mutuo. Suona strano ma è così. L’articolo 1813 del codice civile recita che “il mutuo è il contratto col quale una parte (mutuante) consegna all’altra (mutuatario) una determinata quantità di denaro o di altre cose fungibili, e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità”.

Con il termine mutuo si indica qualsiasi forma di prestito. Sia nel caso di prestiti di piccola entità (come una somma di denaro tra amici e parenti) sia nel caso di prestiti di grande entità (come una consistente somma di denaro richiesta in banca per acquistare un immobile) siamo in presenza di un contratto di mutuo.

Se la restituzione del prestito non prevede la corresponsione di interessi (come per la maggior parte dei prestiti tra familiari) siamo in presenza di un prestito infruttifero o a titolo gratuito. Se invece, la restituzione della somma di denaro prevede la corresponsione degli interessi siamo in presenza di un prestito fruttifero o a titolo oneroso.

In entrambi i casi, è opportuno formalizzare per iscritto la natura del prestito e ciò al fine di non far scattare presunzioni di onerosità a carico del mutuante dal momento che gli interessi devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi e tassati.

La formalizzazione del contratto di mutuo, attraverso una semplice scrittura privata che attesti l’esistenza dell’obbligazione, è utile al fine di dimostrare l’esistenza del prestito in atto nel caso di inadempimento da parte del mutuatario o per difendersi da eventuali accertamenti fiscali.

Molto spesso, infatti, dal momento che oggetto del prestito sono importi di denaro di poche centinaia di euro, si ricorre all’uso del contante e ciò induce a pensare di non essere in presenza di un contratto.

Quali sono le formalità per redigere la scrittura privata? È opportuno che la scrittura privata tra le parti contenga l’identificazione dei soggetti interessati, l’importo dell’operazione di prestito, le modalità di restituzione, i tempi di restituzione del prestito e la data dell’operazione (è consigliabile conferire alla scrittura privata data certa tramite scambio di PEC tra le parti o apponendo una marca temporale al documento).

Per quanto concerne invece il passaggio di denaro è buona norma che lo stesso sia sempre effettuato tramite bonifici e assegni, che hanno il vantaggio di essere strumenti di pagamento tracciabili (è sempre possibile dimostrare tramite estratti conto o documenti bancari il trasferimento della somma di denaro da un soggetto ad un altro).

Dallo scorso 1° luglio 2020, inoltre, con i nuovi limiti sull’uso del contante, qualsiasi cifra al di sopra di 2.000 euro deve essere trasferita con forme di pagamento tracciabili, anche se trattasi di prestiti o donazioni di denaro tra parenti o amici (è sconsigliabile aggirare le norme frazionando gli importi donati o prestati in quanto eventuali accertamenti fiscali potranno tener conto dell’intera somma cumulativa). A partire dal 1° gennaio 2022 il limite scenderà ulteriormente, arrivando a 1.000 euro.

Qualora si decida di effettuare il prestito a titolo gratuito o a titolo oneroso ad un parente o amico tramite bonifico bancario è opportuno utilizzare una causale corretta. Non esistono regole specifiche da seguire ma è consigliabile motivare il passaggio di denaro con una causale come “prestito infruttifero personale del…”, “prestito infruttifero familiare del…”, “prestito infruttifero per mio fratello Mario Rossi” o equivalente ed essere in grado di documentare e giustificare in futuro l’operazione.

Per concludere, va bene prestare del denaro ad un familiare o un amico in difficoltà finanziaria, ma dal punto di vista legale e fiscale è buona norma adottare qualche accorgimento in più per tutelarsi.

Antonino Salvaggio – Fisco 7

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