Dipendenti pubblici: quanto gravano veramente sulle casse dello Stato

Aumenta la spesa media per il personale degli enti territoriali. Lo certifica la Corte dei Conti in una delibera

Ammonta a 14 miliardi di euro il costo dei dipendenti pubblici impiegati a diversi livelli sul territorio.

Lo ha certificato la Corte dei Conti in una delibera di 218 pagine sull’andamento della spesa per il personale degli enti territoriali (2015-2017), approvata dalla Sezione delle Autonomie.

Il referto riguarda i dipendenti regionali, provinciali, comunali e delle città metropolitane. In tutto sono 483 mila unità, distribuite tra dirigenti, segretari provinciali e comunali, direttori generali e lavoratori senza una qualifica dirigenziale. La maggior parte del personale è assunto a tempo indeterminato, solo il 7,5%, pari a circa 36 mila unità, ha un contratto flessibile.

Queste, nel dettaglio, le cifre di quanto ci costano i dipendenti pubblici territoriali. Nel complesso grava di più la spesa per i Comuni, com’è facilmente prevedibile, dato che sono numericamente più rilevanti. Nel triennio 2015-2017 le casse dello Stato hanno sborsato per questi enti 10,3 miliardi di euro. Seguono le Regioni, con 2,8 miliardi. Chiudono la classifica le Province e le Città Metropolitane, costate 0,9 miliardi.

La Corte dei Conti ha fatto un confronto con il passato, rilevando un aumento della spesa media. In pratica il costo netto totale dei dipendenti pubblici è diminuito, ma in misura meno che proporzionale rispetto alla riduzione della consistenza media, ovvero alla quantità di personale effettivamente impiegato. Questa tendenza riguarda in primis le figure che ricoprono posizioni apicali. Non ci sono grandi differenze, invece, nella spesa media per chi non ha incarichi dirigenziali.

A livello individuale costa di più il dipendente delle Regioni. Nel 2017 la spesa media pro capite è stata di 34 mila euro, a fronte dei 28 spesi per il dipendente provinciale e dei 27 per il comunale. I dirigenti sono più cari nelle Province. Qui la spesa media è stata di 103 mila euro, nelle Regioni di 94 mila e nei Comuni di 84 mila.

La Corte dei Conti ha precisato, inoltre, che la rilevazione riguarda un periodo in cui vigevano dei vincoli sulla spesa di personale, che da quest’anno si sono allentati “per migliorare l’efficienza dell’organizzazione e dell’azione amministrativa”. Le misure di rigore sono state ridimensionate, attraverso lo sblocco del turnover e l’introduzione di un sistema fondato sulla sostenibilità finanziaria della spesa per i nuovi reclutamenti.

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