Bonus matrimonio: no alla detrazione per gli sposi, sì allo sconto per le imprese

Bocciato il bonus matrimoni per le coppie, stanziati invece 60 milioni per i settori del wedding, dell'intrattenimento e dell'horeca

Bocciato il bonus matrimoni per le coppie, promosso il contributo ai settori del wedding. Lo ha deciso la commissione Bilancio a Montecitorio, dove si discutono i vari emendamenti al decreto Sostegni bis.

Non ci saranno dunque aiuti per gli sposi, in particolare viene escluso dal testo della conversione in legge del Sostegni bis lo sconto fiscale del 25% sulle spese per la cerimonia nuziale alla coppia fino a un massimo di 25mila euro. Il decreto Sostegni bis stanzia invece 60 milioni per i settori del wedding, dell’intrattenimento e dell’horeca (acronimo di hotellerie-restaurant-catering).

Bonus matrimoni bocciato per gli sposi

L’emendamento che non ha superato l’esame della commissione Bilancio prevedeva una detrazione del 25% sulle spese per la cerimonia nuziale, fino a un massimo di 25mila euro per gli anni 2021, 2022 e 2023. La detrazione totale sarebbe stata divisa in 5 quote annuali, tutte dello stesso importo, quindi con un tetto massimo di sconto fiscale di 6.250 euro, per le spese documentate e sostenute in Italia per la celebrazione di un matrimonio.

Tra le spese detraibili:

  • catering e ristorazione;
  • affitto dei locali;
  • wedding planner;
  • fiori;
  • vestiti degli sposi;
  • servizio fotografico;
  • trucco e acconciatura.

Bonus matrimoni, approvati i contributi per le imprese

Il decreto Sostegni bis stanzia invece contributi a fondo perduto per 60 milioni di euro per l’anno 2021, destinati ai settori del wedding, dell’intrattenimento e dell’Hotellerie-Restaurant-Catering, il cosiddetto HORECA, a cui saranno specificamente destinati 10 milioni di euro.

Un’altra quota dello stesso valore (10 milioni) resterà bloccata per le imprese operanti nel settore, diverso dal wedding, dell’intrattenimento e dell’organizzazione di feste e cerimonie.

Nello specifico, si tratta di un contributo a fondo perduto per le imprese che:

  • hanno sede in Italia;
  • hanno subìto un calo di fatturato;
  • sono identificate tramite codice ATECO appartenente alla ristorazione collettiva o al settore matrimonio.

Sarà un decreto del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell’Economia, da adottare entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto Sostegni bis, a fissare criteri e modalità per fruire dell’agevolazione.

 

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