Cos’è il bonus idrico, a chi spetta e come richiederlo

Scopri le caratteristiche del bonus idrico, le sue funzionalità e in che modo si può richiedere

Il bonus idrico 2021 è un’agevolazione pubblica per promuovere il risparmio d’acqua in casa, allo scopo di utilizzare in maniera responsabile questa preziosa risorsa naturale. I rimborsi fiscali scatteranno nel 2022, tuttavia saranno applicati alle spese sostenute nel 2021 per gli interventi agevolabili. Vediamo nel dettaglio come funziona il bonus idrico, chi ne ha diritto, quali sono i requisiti e come richiederlo.

Che cos’è il bonus idrico

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo per il bonus idrico sono stati confermati i requisiti dell’agevolazione, una misura introdotta con l’ultima Legge di Bilancio e ufficializzata dall’intervento del Ministero della Transizione Ecologica. Il DM del 23 ottobre 2021, infatti, ha reso operativo il bonus per l’efficientamento del consumo idrico, iniziativa il cui obiettivo è ridurre gli sprechi d’acqua in casa.

Secondo i dati ISTAT, in Italia ogni anno vengono sprecati 3,5 miliardi di metri cubi d’acqua, soprattutto a causa dell’inefficienza dell’infrastruttura di rete. Ogni italiano invece consuma circa 215 litri di acqua al giorno, utilizzando da 8 a 16 litri d’acqua per lo scarico del vaso sanitario, fino a 90 litri per una doccia di 5 minuti e fino a 20 litri d’acqua per lavarsi i denti. Nel nostro Paese si registra anche un volume pro capite di 153 metri cubi per abitante, secondo soltanto alla Grecia con 157 metri cubi per abitante.

Il bonus idrico si affianca ad altri importanti agevolazioni fiscali per il risparmio energetico, come l’Ecobonus per gli interventi di riqualificazione energetica, il bonus verde per il ripristino dei giardini e il Superbonus 110% per l’aumento dell’efficienza energetica degli edifici. Il bonus prevede un rimborso per l’acquisto di dispositivi per il risparmio d’acqua, compresa l’installazione dei sistemi idro-sostenibili e lo smontaggio dei vecchi apparecchi.

Bonus idrico: come funziona esattamente?

Con il bonus idrico è possibile usufruire di un’agevolazione pubblica di 1.000 euro, valida per l’acquisto e il montaggio di sistemi per il risparmio d’acqua come rubinetti, soffioni e nuovi sanitari con scarichi a basso consumo d’acqua. La misura è richiedibile per gli interventi relativi al 2021, tuttavia i rimborsi si potranno richiedere soltanto a partire da gennaio 2022, utilizzando l’apposita piattaforma web messa a disposizione dal Ministero della Transizione Ecologica.

Gli aventi diritto possono beneficiare del rimborso pubblico attraverso bonifico, nei limiti del massimale fissato appunto a mille euro, importo cumulabile con varie spese per il risparmio idrico realizzate durante il 2021. Le spese devono essere documentate e relative all’acquisto e installazione di prodotti agevolati, interventi che devono essere effettuati dal primo gennaio 2021 ed entro la scadenza del 31 dicembre 2021.

A chi spetta il bonus idrico

Possono richiedere il bonus idrico 2021 tutte le persone fisiche con almeno 18 anni d’età residenti in Italia. La misura è riservata alle spese realizzate dai proprietari degli immobili ad uso residenziale, commerciale o artigianale, oppure dalle persone aventi diritti reali sull’immobile. Gli edifici interessati dal bonus devono essere già esistenti, inoltre sono ammessi anche i lavori di efficientamento idrico realizzati su porzioni di edifici o unità immobiliari singole.

È possibile accedere al bonus idrico anche da parte dei titolari di diritto reale, i cointestatari e chi detiene un diritto personale di godimento. In questi casi però è richiesta la documentazione che attesti la comunicazione con il proprietario dell’immobile, una dichiarazione all’interno della quale deve essere specificata la volontà di usufruire dell’agevolazione pubblica informandone preventivamente il titolare dell’immobile, inserendo i dati personali del proprietario nella dichiarazione.

Bonus idrico: requisiti e interventi agevolabili

La richiesta del bonus idrico può essere effettuate dalle persone fisiche, presentando la domanda un’unica volta per tutti gli interventi sostenuti nel 2021. In presenza di vari interventi è possibile cumulare le fatture e richiedere l’agevolazione per l’intero ammontare delle spese realizzate, con la possibilità di ottenere il rimborso solo ed esclusivamente entro il limite di mille euro. Il bonus è valido per un solo immobile per ogni richiedente, quindi non è possibile fare domanda per più abitazioni intestate allo stesso titolare. Ecco i lavori che rientrano nei requisiti per il bonus idrico 2021:

  • acquisto e posa di sanitari in ceramica e relativi sistemi di scarico, con un volume massimo per l’impianto di scarico di 6 litri;
  • fornitura e installazione di miscelatori, rubinetti e sistemi di gestione del flusso d’acqua per la cucina e il bagno, con portata d’acqua pari o inferiore a 6 litri al minuto;
  • acquisto e montaggio di colonne e soffioni per la doccia con portata massima di 9 litri al minuto.

Sono comprese nelle spese agevolabili anche i costi sostenuti per l’installazione dei dispositivi a risparmio idrico, incluse le spese per le opere murarie e idrauliche necessarie per il montaggio dei sistemi idrici. La misura consente di includere nel bonus anche i costi relativi allo smontaggio dei vecchi dispositivi e la dismissione dei sistemi esistenti. Al contrario, non sono ammessi i vasi sanitari realizzati in materiali differenti dalla ceramica, oppure che non rispettano i criteri tecnici indicati.

Sono esclusi dal bonus idrico anche interventi di acquisto, posa e sostituzione di bidet, piatti per la doccia, copri vaso per il wc, lavandini, autoclave, sedili del wc e box doccia. Rimane comunque possibile usufruire delle agevolazioni previste con il bonus ristrutturazioni in caso di rinnovo edilizio, con una detrazione del 50% per gli interventi di ristrutturazione e massimale di 96 mila euro confermata fino al 2024 dalla Legge di Bilancio 2022.

Bonus idrico 2021: come richiederlo?

Per richiedere il bonus idrico bisogna innanzitutto aver realizzato un intervento agevolabile durante il 2021, effettuando il pagamento dell’acquisto dei prodotti e dei lavori di installazione con un metodo di pagamento tracciabile, tra cui bonifico bancario o postale, carta di credito, di debito o prepagata, assegno bancario o circolare. Sono validi ai fini della documentazione dei lavori la fattura elettronica o la ricevuta commerciale, in cui deve essere riportato il codice fiscale della persona che richiede l’agevolazione.

Se l’acquisto dei dispositivi di risparmio idrico avviene presso un soggetto che non deve obbligatoriamente emettere fattura fiscale, in questo caso è possibile utilizzare l’apposito modulo messo a disposizione dal Ministero della Transizione Ecologica. Si tratta di un modello scaricabile in formato PDF per gli esercenti, da compilare con le informazioni del venditore, i dati del cliente, i beni acquistati, il sistema di pagamento utilizzato e l’importo totale. Le altre informazioni essenziali per ottenere il bonus idrico sono:

  • autocertificazione con i propri dati personali, l’importo della spesa sostenuta e le specifiche tecniche dei beni da portare in agevolazione;
  • dichiarazione che attesta sotto la propria responsabilità la richiesta univoca dell’agevolazione per l’intervento realizzato;
  • dati del conto corrente bancario o postale per l’accredito del rimborso;
  • comunicazione del titolo giuridico relativo all’immobile per il quale si richiede l’agevolazione.

Le informazioni per la richiesta del bonus idrico 2021 devono essere caricate online sulla piattaforma del Ministero della Transizione Ecologica, portale che sarà operativo a partire dal mese di gennaio 2022. Per le modalità esatte di presentazione della domanda di rimborso si attendono i chiarimenti del Ministero. Il bonus idrico non può essere cumulato con altre agevolazioni, quindi le singole voci di spesa possono usufruire appena di una misura, in quanto si tratta di un contributo alternativo che non può essere integrato o cumulato con altri benefici.

La richiesta per il bonus idrico deve essere effettuata in modo completo, fornendo tutte le informazioni e la documentazione necessaria per il ricevimento del rimborso da parte dello Stato. In caso di informazioni incomplete, mancanza degli allegati obbligatori e irregolarità negli adempimenti non verrà erogato il contributo economico. I pagamenti sono anche soggetti alla disponibilità dei fondi, quindi i rimborsi verranno corrisposti fino all’esaurimento delle risorse secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande.

Controlli e sanzioni per il bonus idrico

L’erogazione dei rimborsi per il bonus idrico rimane soggetta ai controlli da parte del Ministero della Transizione Ecologica, i quali possono scattare anche in seguito a una segnalazione da parte di SOGEI, la Società generale d’informatica S.p.A. del Ministero dell’Economia e delle Finanze. SOGEI infatti è incaricata dello sviluppo e della gestione della piattaforma per il bonus idrico, delle verifiche sulle domande presentate e delle attività di controllo.

Dopo gli accertamenti il Ministero della Transizione Ecologica può disporre la revoca del beneficio alle persone non aventi tale diritto, oppure richiedere la restituzione dell’importo già erogato in caso di anomalie e utilizzi difformi. Il Ministero può anche stipulare collaborazioni con enti locali e altre amministrazioni pubbliche, allo scopo di monitorare il corretto utilizzo di questo strumento di promozione del risparmio idrico, per potenziare le sue capacità di ispezione e controllo in caso di irregolarità.

La gestione dell’erogazione dei rimborsi è affidata a CONSAP, la Concessionaria servizi assicurativi pubblici S.p.A., la quale provvede al pagamento del contributo economico dopo l’approvazione della domanda da parte di SOGEI. Con i dati ottenuti il Ministero della Transizione Ecologica può monitorare i dispositivi acquistati e sostituiti, al fine di creare rapporti dettagliati anche su base territoriale per comprendere meglio la situazione relativa all’utilizzo dell’acqua all’interno degli immobili.