Food Noise, cos’è il rumore alimentare e perché se ne parla sempre di più

Una ricerca dell'Università della Pennsylvania ha esaminato i contenuti su TikTok, dove migliaia di persone raccontano pensieri ossessivi sul cibo e gli effetti dei farmaci dimagranti.

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Federico Mereta

Giornalista scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la sua passione, perché crede che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

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Se ne parla da tempo. Ma recentemente, grazie alla diffusione dei farmaci per la perdita di peso in caso di diabete ed obesità, il “Food Noise” ha preso piede. E non solo nel mondo reale, ma anche in quello virtuale delle conversazioni su salute e benessere sui social media.

Con questo termine, che potremmo tradurre in italiano con “rumore alimentare” si tende a descrivere pensieri ossessivi e ripetitivi sul l’alimentazione. Ma non esiste una definizione ufficiale di cosa costituisca il rumore alimentare pur se viene adottato da molte persone ed anche in termini di marketing viene spesso impiegato.

Cosa fare? Una risposta viene da una ricerca coordinata da Travis Masterson, docente dell’Università statale della Pennsylvania, pubblicata su Nutrition and Diabetes.

Analisi su TikTok

Lo studio ha esaminato come il termine viene discusso su TikTok e quali informazioni vengono offerte sull’argomento. Il team di ricerca ha creato un nuovo account TikTok nel giugno 2024. All’epoca, erano presenti oltre 3.600 video taggati con l’hashtag #foodnoise. I ricercatori hanno analizzato i 100 video più popolari per comprendere il dibattito online sul “rumore del cibo”: chi ne parlava, come lo discuteva, cosa diceva e altri temi correlati. Hanno anche confrontato i video online con la definizione di “rumore del cibo” proposta dal team, precedentemente pubblicata sulla rivista Nutrients, per determinare se il modo in cui le persone parlavano del “rumore del cibo” fosse in linea con la loro definizione teorica.

Dopo aver escluso un video duplicato, hanno scoperto che i restanti video erano stati creati principalmente da donne di età pari o superiore a 30 anni. Oltre il 70% dei video erano testimonianze personali, mentre il 22% era stato creato da professionisti del settore sanitario. Oltre l’85% dei video descriveva il “rumore del cibo” in modo negativo, ovvero come pensieri ossessivi, incessanti e intrusivi sul cibo. Quasi il 94% dei video che fornivano una definizione di “rumore del cibo” lo descriveva in modo coerente con la definizione teorica attualmente elaborata dai ricercatori. Il “rumore del cibo” è risultato più comunemente associato a caramelle, dolci e fast food.

Sulla base delle queste testimonianze online, le persone che sperimentano il Food Noise sembrano sentire che la loro vita ruota attorno al cibo. La stragrande maggioranza dei creatori di contenuti ha descritto il “rumore del cibo” come qualcosa di opprimente, dicendo cose come

‘È questa preoccupazione travolgente per cosa mangiare, quando mangiare, come soddisfare le proprie voglie. È diversa dalla fame fisica e si manifesta indipendentemente dalla fame fisica’.

Come interpretare i dati

Il team ha scoperto che la maggior parte dei video erano testimonianze personali che descrivevano il “rumore del cibo” come qualcosa di negativo e angosciante, una preoccupazione implacabile per ciò che si mangia che persiste indipendentemente dalla fame fisica. Quasi la metà dei video menzionava i farmaci GLP-1 e come questi agissero come un pulsante di silenziamento, calmando il cervello e il conseguente “rumore del cibo”.

“Quello che vediamo nei video, ad esempio, è che le persone affermano che il “rumore del cibo” non è problematico solo per il loro comportamento alimentare e la loro salute, ma li distrae da altre attività. Potrebbe influire sulla loro efficacia sul lavoro o sulla loro capacità di avere le risorse cognitive per fare esercizio fisico o trascorrere del tempo di qualità con la famiglia”

commenta Masterson in una nota dell’Università.

Sebbene il termine “rumore alimentare” sia nuovo, Masterson ha affermato che potrebbe essere correlato a un filone di ricerca già esistente nella letteratura nutrizionale e comportamentale, chiamato reattività agli stimoli alimentari. La reattività agli stimoli alimentari descrive come la mente e il corpo rispondono a segnali interni ed esterni che la mente associa al cibo, creando il desiderio di mangiare, come un brontolio di stomaco o la voglia di popcorn entrando in una sala cinematografica. Tuttavia, il concetto di reattività agli stimoli alimentari non è un’espressione ampiamente conosciuta o utilizzata, nemmeno tra i nutrizionisti o i medici. L’analisi, come ricorda il primo autore Daisuke Hayashi, ha permesso di comprendere il rumore alimentare dal punto di vista delle persone reali.

“Spesso, le persone che hanno difficoltà con il peso o con l’alimentazione non vengono ascoltate. Viene detto loro che è un fallimento individuale o vengono etichettate come prive di forza di volontà, quando raramente è così”

è il su commento. Le ricerche ora dovrebbero procedere con un’analisi dei commenti sui video dei social media riguardanti il rumore del cibo, per comprendere come le persone reagiscono ai contenuti sull’argomento.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.