Ferrovie dello Stato, Donnarumma verso l’uscita consensuale da amministratore delegato

Stefano Donnarumma sarebbe orientato a lasciare in anticipo la guida di Ferrovie dello Stato. Ipotesi uscita consensuale

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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La crisi dei ritardi ferroviari potrebbe avere effetti anche sui vertici di Ferrovie dello Stato. L’amministratore delegato del gruppo, Stefano Donnarumma, sarebbe orientato a lasciare l’incarico prima della naturale scadenza del mandato. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’ipotesi su cui si starebbe lavorando è quella di un’uscita consensuale. Il mandato dell’amministratore delegato sarebbe dovuto arrivare fino all’approvazione del bilancio 2026, prevista tra marzo e aprile del prossimo anno. Il passaggio non risulta ancora formalizzato.

L’incontro con Salvini e la convocazione del management

La mattina del 25 giugno il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha incontrato Stefano Donnarumma. Il colloquio è arrivato in una fase delicata per il sistema ferroviario, dopo una serie di disagi che hanno interessato sia l’alta velocità sia il trasporto regionale per i tanti cantieri. Al termine dell’incontro, l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato avrebbe convocato le prime linee del management del gruppo.

La riunione interna si inserisce nel quadro di una possibile accelerazione sulle decisioni relative alla governance. Nei prossimi giorni Donnarumma dovrebbe completare alcuni dossier ancora aperti, prima dell’eventuale formalizzazione delle dimissioni.

Una possibile uscita prima della scadenza naturale

La scadenza naturale del mandato dell’amministratore delegato era prevista dopo l’approvazione del bilancio 2026. L’uscita anticipata, se confermata, avverrebbe quindi con diversi mesi di anticipo rispetto al calendario ordinario. L’ipotesi indicata è quella di una separazione consensuale. Questa formula consente di gestire il cambio al vertice attraverso un accordo tra le parti, evitando uno strappo formale e definendo condizioni e tempi dell’uscita.

In attesa di comunicazioni ufficiali, il quadro resta legato a valutazioni ancora in corso all’interno del gruppo e nei rapporti con il governo. Il confronto tra Salvini e Donnarumma è arrivato dopo settimane di criticità sulla rete ferroviaria. Guasti, rallentamenti e sospensioni del traffico hanno provocato disagi per i viaggiatori e alimentato il confronto politico sulla gestione del servizio.

Pochi giorni prima, il ministro aveva convocato al Mit i vertici di Ferrovie dello Stato, Trenitalia, Rfi, Anas, Fs Engineering e Fs Security. L’obiettivo era fare il punto sulla rete in vista dell’esodo estivo. In quella sede era stato ribadito l’impegno a ridurre il più possibile i disagi per gli utenti, nonostante la presenza di circa 1.300 cantieri aperti sulla rete ferroviaria.

I lavori in corso rappresentano uno dei fattori più delicati per la programmazione del servizio, perché possono incidere su tempi di percorrenza, coincidenze e regolarità della circolazione.

Il nodo della puntualità

Nel corso degli ultimi incontri era stato sottolineato anche un miglioramento della puntualità dei treni del 7% nella prima metà di giugno. Il dato si inserisce in un contesto ancora segnato da episodi di difficoltà operative. Anche nella giornata in cui si è tornato a parlare del futuro dell’amministratore delegato, la circolazione ferroviaria ha registrato nuovi problemi.

Il traffico regionale è stato sospeso tra Roma Ostiense e Roma Tuscolana per consentire verifiche tecniche sulla linea elettrica dopo il passaggio di un convoglio. La sospensione ha provocato ripercussioni sul servizio e ulteriori disagi per i passeggeri.