Pensioni, riscatto laurea: ipotesi sconto fino a 50 anni

Il governo è al lavoro per alzare la soglia di età entro la quale sarà possibile riscattare gli anni di università con lo sconto

Si profilano importanti modifiche al decretone sul fronte riscatto laurea. Il limite per lo sconto del riscatto laurea, ora fissato a 45 anni, potrebbe salire fino a 50 anni. Il governo è infatti al lavoro per alzare la soglia di età entro la quale sarà possibile riscattare gli anni di università con lo sconto.

Lo ha annunciato il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, spiegando che la modifica potrebbe arrivare nel corso dell’iter parlamentare del decretone, che partirà al Senato. “Siamo in una fase interlocutoria – afferma Durigon – ma è una possibilità”.

VARRA’ ANCHE PER CALCOLO ASSEGNO – Ma non è l’unica novità: Durigon ha chiarito che il riscatto con lo sconto varrà anche ai fini del calcolo del valore dell’assegno pensionistico e non solo per la riduzione degli anni necessari al pensionamento. Nella prima versione del decretone si indicava che i versamenti andavano a contribuire a innalzare l’anzianità contributiva ma non facevano crescere il valore della pensione e di fatto il lavoratore “comprava” anni di contributi senza incidere sull’assegno futuro.

QUANTO COSTA RISCATTARE LA LAUREA – Nel calcolo del riscatto, si conteggiano gli anni di durata legale del corso di laurea (non valgono quindi gli anni fuori corso). Il costo del riscatto agevolato è calcolato moltiplicando l’aliquota Irpef (33%) per il reddito minimo della Gestione Inps di artigiani e commercianti, pari a 15.710 euro nel 2018, con una spesa di 5.185 euro circa per ogni anno da riscattare. L’importo varia tra i 15mila euro per una laurea breve e i 25mila per un corso di laurea completo. Questo metodo è sicuramente meno costoso di quello tradizionale per i periodi contributivi, che prende invece come riferimento non una base forfettaria, ma l’ultima retribuzione imponibile del lavoratore prima della richiesta per applicare il 33%. Un lavoratore in regime contributivo, che guadagna circa 40.000 euro lordi con il metodo ordinario pagherebbe poco più di 13mila euro l’anno, con il nuovo metodo pagherà poco più di 5mila euro l’anno.

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