Pensioni, in arrivo un milione di buste arancioni dall’Inps

L'Inps si prepara a inviare un milione di buste arancioni con la probabile data di pensionamento e la stima sull'entità dell'assegno

Tornano le buste arancioni: entro la fine del 2018 l’Inps ne invierà circa un milione ad altrettanti lavoratori con l’estratto contributivo, la simulazione dell’importo della pensione futura e la data in cui si potrà andare in pensione secondo la legislazione vigente.

PLATEA – L’istituto di previdenza fa sapere che ha allargato le platee di coloro che potranno accedere al servizio online “la mia pensione futura” aprendo gradualmente ai pubblici dipendenti, artigiani e commercianti, “entro l’anno saranno contattati i primi 500mila, e ai fondi speciali”. L’obiettivo ambizioso è arrivare a coprire tutti i lavoratori alla luce delle novità in arrivo dopo la Manovra di bilancio.

COSA CI SARA’ NELLA BUSTA ARANCIONE – All’interno delle buste arancioni i lavoratori troveranno la simulazione dell’importo della pensione futura sulla base di quanto fino ad oggi versato, della retribuzione attesa e della data di uscita.

QUOTA 100 – Quota 100 non potrà essere inserita nel programma di calcolo fino a quando non diventerà legge, ma è comunque utile per le persone avere un’idea della cifra che potrebbero prendere uscendo a 67 anni, in modo da poterla raffrontare con la pensione che invece prenderebbero uscendo prima. Sono oltre 475mila i potenziali beneficiari di quota 100 che potrebbero sommarsi a circa 90mila nuovi assegni di vecchiaia, a 74mila pensioni per lavoratori precoci e a circa 60mila pensionati anticipati, secondo le simulazioni dell’Ufficio parlamentare di Bilancio su dati Inps.

CONTO SALATO – Sempre secondo la simulazione dell’Ufficio parlamentare di bilancio il taglio dell’assegno potrà arrivare fino al 34,7% (in caso di uscita nel 2019 di chi avrebbe maturato la pensione nel 2025). Il presidente Inps Boeri ha ribadito come l’eventualità di uscita anticipata con quota 100 avrebbe un aggravio sui costi del sistema pensionistico: “Inevitabilmente una misura che apre all’opportunità di un’uscita anticipata il primo anno costa meno e molto meno rispetto al secondo anno. Le differenze sarebbero anche più marcate – ha spiegato ancora Boeri – nel caso in cui venissero previste delle finestre come l’opzione donna o l’ape sociale.

REQUISITI PER ANDARE IN PENSIONE SENZA QUOTA 100 – In tutti i casi, a oggi i requisiti per chi vuole andare in pensione senza quota 100 rimangono i seguenti:

  • pensione di vecchiaia: 66 anni e 7 mesi;
  • pensione di vecchiaia contributiva: 70 anni e 7 mesi;
  • pensione anticipata contributiva: 63 anni e 7 mesi;
  • lavoratori precoci: 41 anni di contributi a prescindere dall’età;
  • pensione anticipata uomini: 42 anni e 10 mesi;
  • pensione anticipata donne: 41 anni e 10 mesi.

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