Pensioni: il 2018 si apre con l’aumento dell’1,1% per l’inflazione

Aumentano gli assegni pensionistici per effetto dell’inflazione del 2017. Ma non è questa l’unica novità che il 2018, per i pensionati, porterà con sé.

Arriva una buona notizia in tema pensioni: il 2018 si apre con un piccolo aumento. Con il pagamento del 3 gennaio, infatti, dopo due anni di blocco è tornata l’indicizzazione dei trattamenti, con la rivalutazione dell’assegno (per tutti i trattamenti pensionistici, ma anche l’assegno sociale, la pensione sociale e l’indennità di pagamento) sulla base all’inflazione del 2017. Un aumento che è pari all’1,1%, e che ha portato quindi le minime da 501,89 a 507,42 euro al mese. Così, i pensionati che ricevono il trattamento minimo, potranno mettersi in tasca 72 euro in più in un anno. Per le pensioni più alte, l’aumento sarà invece dello 0,495%. Ma non è, questa, l’unica novità che il 2018 porterà con sé nell’ambito delle pensioni.

Un secondo, grande, cambiamento riguarda l’Ape social. Saranno infatti di più le categorie di lavoratori che potranno accedere all’anticipo pensionistico a carico dello Stato. Da 11, queste saliranno a 15. E saranno interessate quelle professioni considerate gravose, ma anche chi – con un’età superiore ai 63 anni – è disoccupato, invalido o impegnato nella cura di un famigliare disabile. Inoltre, anche le mamme che lavorano potranno accedere all’Ape social, e questa possibilità sarà tarata sulla base dei loro figli: gli anni necessari alla pensione (anticipata) saranno scontati di un anno per ogni figlio, con un massimo di due. Infine, diventerà realtà l’Ape volontaria annunciata lo scorso maggio: ogni lavoratore avrà ora la possibilità di andare in pensione prima del termine, accedendo ad un prestito da restituire. Andando in pensione a 63 anni, si ottiene un reddito da restituire poi in 20 anni a valere sulla futura pensione.

L’ultima novità, in tema di pensioni, riguarda l’equiparazione tra i due sessi: ora, l’età prevista per la pensione delle donne è di 66 anni e 7 mesi (nel 2019 salirà a 67 anni). Così, le dipendenti del settore privato andranno di fatto in pensione oltre un anno dopo rispetti ai limiti del 2017 (fissati a 65 anni), mentre le lavoratrici autonome dovranno aspettare altri 6 mesi rispetto ai 66 anni e 1 mese precedentemente in vigore.

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