Che cos’è e come funziona l’assegno di cura

L'assegno di cura è un aiuto economico del Comune: ecco come funziona e chi ne ha diritto

Per le famiglie può risultare davvero complicata la gestione di persone non autosufficienti: spesso un componente del nucleo deve rinunciare al proprio lavoro per prendersi cura del proprio caro, per questo è stato pensato l’assegno di cura, valido sia per gli anziani che per i disabili. Vediamo insieme come funziona, quali sono i requisiti per richiederlo e come effettuare la domanda al Comune di residenza o alla Regione.

Cos’è e come funziona

Prima di spiegare bene cosa sia un assegno di cura, bisogna precisare cosa non è: non si deve confondere con l’assegno di accompagnamento o pensioni di invalidità, questi sostegni sono riconosciuti e pagati dall’Inps, mentre l’assegno di cura è gestito dal Comune ed è un aiuto economico per chi assiste in casa un disabile non autosufficiente. Generalmente, chi percepisce l’indennità di accompagnamento può ottenere anche l’assegno di cura, sono infatti due prestazioni diverse e assolutamente compatibili.

L’importo dell’assegno di cura

Non c’è una legge nazionale che precisi l’ammontare dell’assegno di cura per anziani o disabili, l’importo varia per ogni Regione: si va comunque da un minimo di 50 euro a un massimo da stabilire. I parametri su cui si basa la Regione sono però più o meno gli stessi: l’Isee della persona da assistere, le patologie di cui soffre, la presenza o meno di un badante. Per avere maggiori e più precise informazioni, il consiglio è quello di rivolgersi al patronato o all’ufficio Urp del tuo Comune.

Requisiti per richiedere l’assegno di cura

Ovviamente, l’assegno di cura si rivolge a tutti gli anziani e persone disabili, non più in grado di deambulare o comunque non autosufficienti. Anche sui requisiti per l’assegno di cura non ci sono regolamenti nazionali condivisi: ogni Regione ha la piena autonomia e, purtroppo, non è previsto da tutte le Regioni o Comuni. In linea di massima, altri requisiti sono:

  • reddito Isee inferiore a un importo stabilito;
  • certificato medico che dichiari la non autosufficienza;
  • disabilità fisica o demenza;
  • presenza o meno di collaboratori domestici e badanti.

Se ci sono difficoltà a reperire informazioni specifiche per il proprio comune di residenza, ci si può recare presso l’ufficio Urp, un Caf o un Patronato, che sapranno sicuramente guidare al meglio la richiesta a seconda delle esigenze e contingenze.

Come fare la domanda

Per presentare la domanda dell’assegno di cura, bisognerà vedere i bandi pubblicati dal Comune o Regione, in cui saranno indicate le scadenze, i documenti da allegare e tutti i passaggi da seguire. A questo punto il Comune analizzerà tutte le richieste ricevute e stilerà una graduatoria: tutte le persone inserite in graduatoria avranno diritto all’aiuto fino ad esaurimento fondi disponibili. Quindi, purtroppo, può succedere che, nonostante l’anziano o il disabile sia entrato in graduatoria e ha diritto all’assegno di cura, non riceva nulla per esaurimento dei fondi.  La buona notizia è che anche dall’Inps e dalla Asl si può accedere ad altri benefici, come RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale): il consiglio è quindi quello di informarsi.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Che cos’è e come funziona l’assegno di cura