Quanto costano un ombrellone e due lettini: i prezzi da Rimini a Gallipoli

I prezzi degli stabilimenti balneari aumentano nel 2026. Da Rimini a Gallipoli, quanto costa una settimana con ombrellone e due lettini

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Una giornata al mare costa sempre di più. Tra ombrellone, lettini, pranzo e piccoli servizi aggiuntivi, la spiaggia attrezzata è diventata una delle voci più rilevanti nel bilancio delle vacanze estive. Nel 2026 i prezzi degli stabilimenti balneari sono in aumento. Il Codacons segnala un rincaro dei listini del 12,9% su base annua, mentre Altroconsumo indica una crescita media del 6% rispetto al 2025 e del 24% negli ultimi cinque anni. Gli aumenti non sono uguali in tutta Italia. Alcune località restano più accessibili, mentre altre superano abbondantemente i 300 euro a settimana per un ombrellone e due lettini nelle prime file.

Quanto costano un ombrellone e due lettini sulle spiagge italiane

Il monitoraggio dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, realizzato con la Fondazione Isscon, fotografa un aumento diffuso delle tariffe. L’abbonamento giornaliero passa da 35,74 euro a 37,35 euro, con un incremento del 4%. Gli abbonamenti mensili e stagionali crescono del 3%, così come il costo della sdraio. Più contenuto l’aumento per il noleggio di pedalò, sup e canoe, fermo a un +2%.

Anche i servizi extra registrano piccoli rincari. L’ombrellone maxi passa da 28,50 a 29,50 euro, il massaggio in spiaggia da 25,60 a 26,90 euro e l’idromassaggio da 14,90 a 15,50 euro. A pesare sul conto finale c’è anche il bar dello stabilimento. Secondo la fonte, acqua, tramezzini e piatti consumati all’interno del lido possono costare tra il 40% e il 45% in più rispetto ai locali esterni.

I prezzi da Rimini a Gallipoli

Altroconsumo ha monitorato 222 stabilimenti balneari in dieci località italiane, rilevando le tariffe per la prima settimana di agosto. Il confronto riguarda il costo di un ombrellone e due lettini. Guardando alla media delle prime quattro file, la località più cara è Alassio, con 340 euro a settimana. In prima fila si arriva a 368 euro.

Segue Gallipoli, con una media di 324 euro. Al terzo posto c’è Alghero, con 274 euro. Sopra quota 200 euro si trovano anche Taormina-Giardini Naxos, con 237 euro, e Viareggio, con 232 euro. Più basse le tariffe in altre località monitorate. A Palinuro la media è di 188 euro, ad Anzio di 179 euro, a Senigallia di 159 euro e a Rimini di 158 euro. La località più economica tra quelle analizzate è Lignano, con 157 euro di media nelle prime quattro file e 164 euro per la prima fila.

Le località dove i prezzi aumentano di più

Il rincaro più forte emerge a Taormina e Giardini Naxos, dove le tariffe sono cresciute del 16% rispetto al 2025. Seguono Alghero, con un aumento del 14%, e Gallipoli, con un +10%. In altre località gli aumenti sono più contenuti, tra il 2% e il 7%. Ad Alassio non risulta alcun rincaro, mentre Palinuro e Senigallia restano quasi stabili, rispettivamente con +0,5% e +0,6%. Il quadro conferma un’Italia divisa anche nei costi della spiaggia. Il prezzo dipende dalla località, dalla fila scelta e dai servizi inclusi nel pacchetto.

Ombrellone e due lettini, dove si può risparmiare

Davanti al caro ombrellone, molti italiani cercano soluzioni alternative. Una possibilità è scegliere la mezza giornata, al mattino o dopo le 14. In alcuni casi questa formula consente di pagare molto meno rispetto alla giornata intera. Altri condividono l’abbonamento con amici o familiari, oppure scelgono pacchetti all inclusive che comprendono spiaggia, pranzo, aperitivo o attività come il sup.

Cresce anche il ricorso alla spiaggia libera. Secondo Altroconsumo, il 37% degli italiani preferisce ancora lo stabilimento attrezzato, ma il 35% sceglie ormai la spiaggia gratuita. L’associazione segnala però che gli spazi liberi sono in riduzione e chiede una riforma delle concessioni balneari. Secondo Altroconsumo, “a fronte di concessioni spesso assegnate a costi contenuti, i cittadini si trovano a pagare tariffe sempre più elevate”. Tra i modelli citati c’è quello di Spotorno, in Liguria, dove il Comune ha aumentato la quota di spiagge libere garantendo servizi essenziali come pulizia, salvataggio, docce e bagni.