Trasporti pubblici a rischio, biglietti più alti con il caro carburanti

L'aumento del diesel pesa sui bilanci delle imprese di trasporto. Le associazioni avvertono su rischi rincari biglietti e tagli alle corse

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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La crisi energetica scatenata dall’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran ha un ennesimo impatto sul costo della vita. L’aumento dei carburanti, in particolare del diesel, ha comportato anche un aumento dei costi per l’intero comparto del trasporto pubblico locale, dei servizi di linea e di noleggio autobus con conducente. Le associazioni Agens, Anav e Asstra sottolineano come l’andamento dei prezzi dei prodotti energetici stia generando una pressione sui bilanci delle aziende del settore, che non potrà che essere sfogata attraverso un aumento dei costi per i clienti.

Al momento in molti continuano a operare in perdita, ma non è un sistema sostenibile nel medio e lungo periodo. Infatti è stato stimato che per le imprese i costi maggiori siano di oltre 30 milioni di euro al mese. Oltre alle quotazioni del gasolio, si devono aggiungere anche gli aumenti per metano, compresso e liquefatto, e per l’energia elettrica. Da qui parte la richiesta delle associazioni di non andare verso dei bonus carburanti, ma verso interventi straordinari per sostenere le imprese, come la riduzione delle accise.

Aumento dei costi per i trasporti pubblici

L’impatto della crisi energetica si fa sentire anche sul settore dei trasporti pubblici locali. Le associazioni Agens, Anav e Asstra, che rappresentano il comparto del trasporto pubblico locale, dei servizi di linea e di noleggio autobus con conducente, hanno pubblicato una nota che mette in guardia sull‘aumento dei costi per le attività di trasporto pubblico.

Scrivono che in un contesto internazionale complesso, segnato dall’instabilità geopolitica e dagli effetti sui mercati energetici, le imprese dei trasporti passeggeri stanno attraversando una fase di forti difficoltà. Il motivo è lo stesso che stanno sperimentando i cittadini italiani ai distributori di benzina.

Infatti, dall’inizio dell’anno, le quotazioni del gasolio hanno registrato un aumento vicino al 25%. L’impatto economico per le imprese si traduce in costi stimati oltre i 30 milioni di euro al mese. Se non bastasse questo, si aggiungono altri incrementi come quelli relativi al metano, sia compresso che liquefatto, gli aumenti per l’energia elettrica e il riallineamento delle accise sul diesel.

Le conseguenze sui cittadini

Quando si parla dell’impatto della crisi energetica scatenata da Stati Uniti e Israele, si fa riferimento soprattutto al costo dei carburanti al distributore e all’effetto indiretto dell’aumento dei beni trasportati su gomma. Già così si stima un aumento per le famiglie, ma nel calcolo manca tutta una serie di effetti non solo indiretti, ma anche nascosti.

Lo fanno notare proprio le associazioni del comparto trasporto pubblico, che spiegano come l’approvvigionamento energetico rappresenti per queste aziende la seconda voce di costo. Incide per il 15% della spesa complessiva e variazioni così repentine sul mercato sono difficili da assorbire.

In altre parole, è a rischio la continuità e la qualità dei servizi per i cittadini. Questo significa minori trasporti, peggiori condizioni e rischio di aumento del costo dei biglietti o dei noleggi.

Fanno sapere che l’aumento dei prezzi sta già riducendo i margini operativi e molte imprese stanno lavorando in perdita. In questo modo si mette a rischio l’esistenza stessa dei trasporti pubblici, con il pericolo di tagli nei posti di lavoro oltre che delle corse giornaliere.

Taglio delle accise e sostegno alle imprese

Arriva così la richiesta da parte delle associazioni coinvolte. Il governo Meloni, per il momento, ha scelto la strada del bonus carburante e di altre agevolazioni per le imprese. Ma, riprendendo le parole del Codacons e di altre realtà per i consumatori e per le imprese, anche i trasporti si fanno portavoce di una richiesta del taglio delle accise.

Chiedono di promuovere in sede europea interventi straordinari di compensazione per i maggiori costi energetici sostenuti dalle imprese, così da mitigare gli effetti delle attuali dinamiche di mercato e di estendere a tutti i segmenti del trasporto pubblico locale, anche quelli del noleggio autobus con conducente, la riduzione dell’accisa prevista per il gasolio commerciale.