La crescita del mercato immobiliare è tornata strutturale e dopo due anni di frenate, scossoni e continui aggiustamenti, il mercato dei mutui in Italia ha imboccato la traiettoria del consolidamento.
I dati del terzo trimestre 2025 raccontano come le erogazioni dei mutui siano continuate ad aumentare a doppia cifra, sostenute da un contesto monetario meno ostile e da una rinnovata fiducia delle famiglie a investire nella casa. È quanto emerge dai dati proposti dagli analisti di Kìron Partner SpA, società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa.
Indice
Mutui in Italia in crescita del 19%
Nel periodo luglio-settembre 2025 i finanziamenti per l’acquisto di immobili hanno raggiunto i 12,8 miliardi di euro, con una crescita di quasi il 19% rispetto allo stesso trimestre del 2024.
Un risultato che conferma il trend positivo già emerso nella prima parte dell’anno e che porta il totale delle erogazioni nei primi nove mesi a 40,6 miliardi di euro, pari a un incremento complessivo del 32,8% su base annua.
La dinamica attuale non nasce però dal nulla: il punto di svolta va individuato nel secondo trimestre del 2024, quando il mercato ha iniziato lentamente a risalire dopo la fase più critica legata ai rialzi dei tassi.
Il primo trimestre del 2025 ha segnato il massimo slancio, con una crescita superiore al 50%, mentre i trimestri successivi hanno mantenuto ritmi più contenuti ma comunque robusti.
Alla base di questa ripresa c’è innanzitutto il riequilibrio del quadro macro-finanziario: dopo mesi di forte incertezza, il progressivo allentamento della politica monetaria ha reso il credito più accessibile. Il calo dei tassi di interesse ha migliorato la sostenibilità delle rate, ampliando la platea di famiglie in grado di accedere a un mutuo e riducendo il rinvio delle decisioni di acquisto.
Aumentano le surroghe dei mutui
Un secondo fattore chiave è rappresentato dal ritorno delle surroghe e delle sostituzioni. Queste operazioni hanno registrato un aumento del 15,5% e oggi rappresentano quasi il 10% del totale dei mutui erogati.
Il dato riflette una strategia difensiva ma razionale da parte dei mutuatari, orientati a trasformare vecchi mutui a tasso variabile in finanziamenti a tasso fisso, per mettersi al riparo da future oscillazioni del costo del denaro. Non si tratta dunque solo di nuova domanda, ma anche di una riorganizzazione del debito esistente.
Il segnale forse più significativo arriva però dal mercato dell’acquisto immobiliare. I mutui destinati all’acquisto di abitazioni sono cresciuti del 19%, interrompendo la fase di contrazione osservata nei mesi precedenti.
È un indicatore diretto della fiducia delle famiglie, che tornano a considerare la casa non solo come bene rifugio, ma come investimento compatibile con le proprie prospettive di reddito. In parallelo, le politiche di credito più flessibili adottate dagli istituti bancari hanno contribuito a ridurre alcune barriere di accesso.
Guardando al complesso dell’anno 2025, le prospettive restano positive: con oltre 40 miliardi di euro già erogati nei primi nove mesi, il 2025 è avviato a chiudersi intorno ai 54 miliardi di euro complessivi. Un risultato che riporterebbe il mercato su livelli più vicini a quelli pre-stretta monetaria.
Il mercato immobiliare nel 2026
Il 2026 si profila come un anno di transizione: dopo la sequenza di rialzi e tagli dei tassi decisi dalla Banca Centrale Europea, il nuovo scenario appare caratterizzato da una maggiore stabilità monetaria e da un’inflazione sotto controllo.
A questo si aggiunge il rafforzamento delle garanzie statali, in particolare attraverso il Fondo Consap, che continua a svolgere un ruolo rilevante nel sostenere l’accesso al credito, soprattutto per i giovani.